Dagli 883 ascoltati da bambino davanti alla televisione al set di Nord Sud Ovest Est. Maurizio Merluzzo entra nel mondo della serie Sky dedicata alla storia di Max Pezzali e Mauro Repetto interpretando Maxibon, un personaggio che, a quanto racconta lo stesso attore, gli ha permesso di confrontarsi con una sorta di versione alternativa di se stesso.
Maurizio Merluzzo è Maxibon in Nord Sud Ovest Est sulla leggendaria storia degli 883
Alla presentazione di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, abbiamo incontrato Merluzzo, che ci ha raccontato il suo rapporto con la musica degli 883 e le emozioni legate a questa nuova esperienza professionale. Il primo ricordo è legato inevitabilmente a Hanno ucciso l’Uomo Ragno, il brano che nel 1992 ha consacrato gli 883 e che per Merluzzo, ancora bambino, aveva un significato molto particolare.
“Per me era morto l’Uomo Ragno ed era un problema”, racconta sorridendo, ricordando di avere appena sette o otto anni quando ascoltò il brano in televisione durante il Maurizio Costanzo Show. I fratelli più grandi avevano le cassette degli 883 e quelle canzoni finirono così per accompagnare anche la sua infanzia. Un legame che, a distanza di oltre trent’anni, è rimasto intatto. Ed è curioso che oggi Merluzzo si ritrovi proprio all’interno della storia di quel gruppo che aveva conosciuto da bambino.
Il ruolo di Maxibon
Nella seconda stagione della serie, l’attore interpreta Maxibon, personaggio presente nel cast insieme ai protagonisti Elia Nuzzolo, nei panni di Max Pezzali, e Matteo Oscar Giuggioli, che interpreta Mauro Repetto. Il cast ufficiale comprende anche Riccardo Armiento nel ruolo di Nemorino, Davide Calgaro in quello di Cisco e numerosi altri interpreti. Quando gli chiediamo cosa gli abbia lasciato l’esperienza di interpretare Maxibon, Merluzzo utilizza un’immagine molto particolare: “Mi ha fatto incontrare una versione di me stesso del passato, in un mondo parallelo”. Una frase che racconta bene il rapporto dell’attore con il personaggio. Per Merluzzo, infatti, Maxibon non è stato soltanto un ruolo da costruire e interpretare, ma qualcosa che gli ha permesso di ritrovare una parte di sé. “Io sono nato vent’anni prima e sono esattamente così”, dice parlando del personaggio.
Ma Nord Sud Ovest Est ha rappresentato soprattutto un’importante esperienza professionale. Merluzzo, conosciuto dal grande pubblico soprattutto per la sua attività nel doppiaggio e per diversi progetti audiovisivi, sottolinea infatti quanto sia stato importante poter lavorare al fianco di professionisti come Elia Nuzzolo, Matteo Oscar Giuggioli, Sydney Sibilia e Alice Filippi.
“È il mio primo vero ruolo come attore in video”, spiega l’attore, raccontando quanto sia stato prezioso confrontarsi con il gruppo di lavoro. Ed è proprio sul piano umano che l’esperienza sembra avergli lasciato qualcosa di importante. “Ho avuto la fortuna di conoscere dei grandissimi professionisti”, racconta Merluzzo, sottolineando il valore del rapporto costruito sul set.
Per lui, quindi, questa seconda stagione degli 883 non rappresenta soltanto un nuovo progetto televisivo, ma anche un’occasione per mettersi alla prova in un ruolo diverso e imparare da colleghi e registi con maggiore esperienza nel mondo della fiction. C’è poi un elemento quasi circolare nella sua esperienza: da bambino ascoltava gli 883 nelle cassette dei fratelli, oggi si ritrova a far parte della serie che ne racconta la storia. Un viaggio iniziato con Hanno ucciso l’Uomo Ragno e arrivato, più di trent’anni dopo, direttamente sul set di Nord Sud Ovest Est.
La serie tv
La seconda stagione della serie Sky riporta così sullo schermo il mondo di Max Pezzali e Mauro Repetto, accompagnando il pubblico nel periodo in cui gli 883 diventano sempre più popolari e la loro vita cambia insieme al successo. Il progetto è prodotto da Sky Studios e Groenlandia e vede Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi alla regia dei diversi episodi.
Per Maurizio Merluzzo, invece, resta soprattutto la soddisfazione di aver vissuto un’esperienza nuova, circondato da colleghi dai quali, come lui stesso ammette, “ho imparato veramente tanto”.









