10 film romantici adolescenziali da vedere

Il nostro viaggio nell’amore sul grande schermo, iniziato con questa classifica su alcuni dei più grandi classici a tema, continua in questo nuovo speciale nel quale andiamo ad elencare dieci tra i film romantici adolescenziali più belli di sempre. Pellicole che hanno segnato diverse generazione di pubblico e cult recenti, da vedere per avere un’idea di come le love-story si siano evolute nel corso del tempo e delle mode, mantenendo sempre intatta la voglia di far commuovere ed emozionare il relativo pubblico di riferimento.

10 film romantici adolescenziali da vedere

Eccovi un elenco di dieci film romantici tra i più belli di sempre. Quelli scelti dalla nostra redazione sono: Il tempo delle mele, Breakfast Club, 10 cose che odio di te, American Pie, Cruel Intentions, Juno, La vita di Adele, The Spectacular Now, Quel fantastico peggior anno della mia vita e Your Name..

Il tempo delle mele (1980)

La storia di una ragazzina di tredici anni, che si affaccia sulla soglia dell’adolescenza con curiosità, timore e fantasia. Le fanno da contorno un mondo familiare costituito da genitori ed una accattivante bisnonna, ed il suo mondo, cioè, i coetanei. La quotidianità della vita di una famiglia e i relativi problemi (rapporto moglie-marito, genitori-figlia, nonna-nipoti), attraverso lei che fa da centro focalizzatore, con i suoi quesiti tanto tragici quanto evanescenti: proprio come la sua età, il primo amore apparso così grande, così forte svanirà come una bolla di sapone col subentrare di un altro amore: un altro sogno più grande, più forte.

Un classico intergenerazionale che ha conquistato e commosso milioni di fan, soprattutto di sesso femminile, pur a dispetto di una messa in scena ordinaria e di una narrazione lineare. Un vero e proprio cult che è passato alla storia anche per aver lanciato la carriera di una giovanissima, e già splendida, Sophie Marceau.

Breakfast Club (1985)

Chicago, 24 marzo 1984. Cinque adolescenti di una scuola superiore (tre ragazzi, Andy, Brian e John e due ragazze, Allison e Claire), a causa di punizioni a vario titolo, sono costretti a trascorrere il sabato pomeriggio nella biblioteca dell’edificio. Il preside Richard Vernon, che a tratti dovrà sorvegliarli e sopportarne le esuberanze, assegna loro un tema, “Chi sono io?”. Le lunghe ore consentono ai giovani di conoscersi e di parlarsi. Dopo le prime battute, le punzecchiature e i primi inevitabili urti, tutti e cinque, lungi dallo svolgere il compito stabilito, cominciano a esporre e confrontare i rispettivi problemi di vita.

Anni ’80 all’ennesima potenza in questo grande classico che solo chi cresciuto in quel determinato periodo storico potrà apprezzare appieno, risultando comunque assai fresco e godibile anche per le generazioni più recenti. L’incrocio di storie tra i cinque personaggi principali, tutti ottimamente caratterizzati, lascia strada ad un genuino substrato romantico accompagnato per l’occasione da una colonna sonora ad hoc infarcita di hit dell’epoca.

10 cose che odio di te (1999)

Bianca e Katarina sono due ragazze il cui padre (ostetrico che ha visto troppe gravidanze indesiderate passare sotto i suoi occhi) impedisce loro di uscire con i coetanei. Se questo alla rude Kat non dispiace per nulla pesa invece molto a Bianca. Soprattutto quando arriva in città Cameron James che si innamora di lei immediatamente ricambiato. Considerato che ora il padre ha imposto un nuovo vincolo (Bianca potrà uscire con un ragazzo solo dopo che Kat lo avrà fatto) bisogna mettere in atto un piano perché qualcuno sia disposto a corteggiarla e perché lei ceda.

Ispirato a La bisbetica domata di William Shakespeare, questo divertente e frizzante film romantico può contare su un ritmo scatenato e su una notevole varietà di situazioni, con alcuni inserti musical che si inseriscono nel classico tram tram scolastico che vede coinvolti gli eterogenei personaggi. Il cast è quello delle grandi occasioni, con future star come Heath Ledger, Julia Stiles e Joseph Gordon-Levitt nei ruoli principali.

American Pie (1999)

American Pie

Jim, Oz, Paul e Kevin sono quattro studenti di un liceo nel Michigan. Tutti abbastanza goffi e imbranati, frequentano molte feste studentesche senza mai riuscire ad ottenere quello che a loro interessa. Un giorno allora lanciano una scommessa: dovranno riuscire a fare l’amore per la prima volta prima della data di chiusura dell’anno scolastico che segnerà la loro entrata al college. Restano loro tre settimane di tempo. Purtroppo l’impresa non è facile. Le occasioni non mancano ma, al momento opportuno, prevale l’impaccio.

Accompagnato dalla tagline “il primo assaggio non si scorda mai“, ben più che un doppio senso, American Pie, primo capitolo di una lunga saga, è uno dei cult di fine anni ’90. Un film capace di unire una volgarità scollacciata alle tipiche dinamiche romantiche dell’adolescenza, ricco di scene cult e personaggi entrati nell’immaginario comune grazie anche all’ottimo e fresco cast.

Cruel Intentions (1999)

Sebastian Valmont è un giovane ricco con una reputazione da playboy che, stanco di portarsi a letto le solite ragazze comuni di Manhattan, decide di tentare qualcosa di diverso. Dopo aver rovinato la reputazione della figlia della sua analista portandosela a letto e pubblicando le sue foto su internet, torna nella gigantesca villa di famiglia.

La sua sorellastra Kathryn Merteuil, la signora Caldwell, si propone di fare da mentore all’ingenua figlia Cecile, figlia della signora Caldwell. La parente acquisita è una ragazza manipolatrice e dice a Sebasian di avere una sfida pronta per lui: portarsi a letto Cecile, “colpevole” di aver fatto innamorare di sé l’ex ragazzo di Kathryn. Sebastian considera il compito troppo facile e propone qualcosa di più difficile: portarsi a letto Annette Hargrove, una ragazza che ha pubblicato un’intervista in cui dice di voler arrivare vergine al matrimonio.

Uscito nello stesso anno di American Pie, ne è una sorta di cugino “cattivo”, con il cinismo e un eccitante erotismo che permeano i novanta minuti di visione. Merito di un cast sexy e magnetico, comprendente tra gli altri Sarah Michelle Gellar, Ryan Phillippe, Reese Witherspoon e Selma Blair, e di alcune scene clou che hanno suscitato non pochi bollori alle giovani generazioni dell’epoca entrando nel contemporaneo immaginario comune.

Juno (2007)

Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno, una ragazza adolescente del Minnesota, decide di fare sesso con il suo migliore amico Bleeker, un ragazzo timido e riservato. Quando scopre di essere incinta escogita un piano per trovare una coppia di genitori per il bambino, e dopo qualche ricerca, incontra Mark e Vanessa, una coppia benestante che sta cercando di avere un bambino in adozione. Per sua fortuna, Juno può contare sull’aiuto e il sostegno del padre e della matrigna. Ma quando sta per arrivare la fatidica data del parto, la vita apparentemente idilliaca di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa…

Il figlio d’arte Jason Reitman firma una commedia adolescenziale più profonda della media, capace di trattare temi complessi come la maternità e l’adozione con un’insolita e catartica leggerezza. Merito anche del cast che affianca ai giovani protagonisti, future star, Ellen Page e Michael Cera interpreti più navigati come Jennifer Garner e Jason Bateman.

La vita di Adele (2013)

Adèle ha quindici anni e un appetito insaziabile di cibo e di vita. Leggendo della Marianna di Marivaux si invaghisce di Thomas, a cui si concede senza mai accendersi davvero. A farla innamorare è invece una ragazza dai capelli blu incontrata per caso e ritrovata in un locale gay, dove si è recata con l’amico di sempre. Un cocktail e una panchina condivisa avviano una storia d’amore appassionata e travolgente che matura Adèle, conducendola fuori dall’adolescenza e verso l’insegnamento.

Perché Adèle, che alle ostriche preferisce gli spaghetti, vuole formare gli adulti di domani, restituendo ai suoi bambini tutto il bello imparato dietro ai banchi e nella vita. Nella vita con Emma, che studia alle Belle Arti e la dipinge nuda dopo averla amata per ore. Traghettata da quel sentimento impetuoso, Adèle diventa donna imparando molto presto che la vita non è sempre un (bel) romanzo.

Un vero e proprio cult, capace di scandalizzare e far discutere come mai prima d’ora sia per il suo torbido e spinto erotismo che per la love-story a sfondo omosessuale tra le due splendide protagoniste, interpretate dalle splendide Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos. Il regista Abdellatif Kechiche non fa sconti nel corso delle tre ore di visione fiume, dando vita ad un nuovo classico quanto mai attuale nella moderna società.

The Spectacular Now (2013)

Sutter, studente all’ultimo anno di liceo, ama vivere alla giornata, senza fare piani per il futuro e divertendosi in ogni momento. Quando conosce Aimee, ragazza introversa e solitaria, si mette in testa di “salvarla”. Col passare del tempo, il loro rapporto si intensifica e i confini tra giusto e sbagliato, amicizia e amore, salvezza e corruzione diventano sempre più confusi.

Dagli sceneggiatori di (500) giorni insieme, un’altra commedia romantica (questa volta con protagonisti adolescenti) che riesce a divertire ed emozionare con un raffinato equilibrio di toni e atmosfere, adombrando il destino dei due personaggi principali di sfumature più drammatiche e incerte sul loro imminente futuro scolastico. Miles Teller e Shailene Woodley sono sublimi nel dar vita ad una coppia in divenire fuori dai generis.

Quel fantastico peggior anno della mia vita (2015)

È la storia divertente e commovente di Greg, un liceale che cerca di mimetizzarsi evitando relazioni profonde, come strategia di sopravvivenza in quel campo minato che è la vita sociale dei teenager. Greg descrive persino il suo costante compagno Earl, con il quale realizza cortometraggi-parodia di classici del cinema, più come un collega che come il suo migliore amico. Ma quando sua madre insiste affinché lui passi del tempo con Rachel, una compagna di scuola recentemente colpita da leucemia, Greg scopre pian piano quanto valore può avere un vero legame di amicizia.

Amore e malattia sono al centro di drammi adolescenziali ricchi di retorica e pronti a tutto pur di strappare la classica “lacrima facile”. Quel fantastico peggior anno della mia vita fa eccezione, rivelandosi una pellicola in perfetto equilibrio tra atmosfere più leggere e altre profondamente drammatiche, ammantando la storia e i personaggi di una struggente, necessaria, malinconia.

Your Name. (2016)

È ormai passato un mese da quando sopra il Giappone è passata una cometa attesa da oltre mille anni. Mitsuha è una studentessa che vive in una piccola città rurale, il suo sogno però è quello di trasferirsi a Tokyo. Taki è uno studente di liceo che vive proprio a Tokyo, ha un lavoro part-time in un ristorante italiano ma il suo sogno è quello di lavorare nel campo dell’arte o dell’architettura. Una notte, Mitsuha sogna di essere un giovane uomo, ha nuovi amici e lo skyline di Tokyo si apre dinnanzi al suo sguardo. Nello stesso momento Taki, dal canto suo, sogna di essere una ragazzina che vive in una piccola città di montagna che non ha mai visitato! Qual è il segreto che si cela dietro questi strani sogni?

Recente capolavoro dell’animazione nipponica diretto dal maestro Makoto Shinkai, il film unisce al magico impatto estetico degli splendidi disegni e sfondi tutta la malinconia di un’impossibile love-story a cavallo tra i mondi: uno spunto fantascientifico che riempe di suspense e colpi di scena la relazione tra i due giovani protagonisti, innamorati divisi dal destino ma pronti a tutto pur di incontrarsi.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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