La dottoressa Jen Bell è legata a Ethan da un’amicizia che risale ai tempi del liceo e che negli ultimi anni si è fatta sempre più stretta, al punto che la figlia di lei lo vede come una sorta di figura paterna. Ciò nonostante il loro legame continua a restare rigorosamente platonico, per quanto entrambi auspicherebbero dall’altro quel “grande passo” che però sembra, per un motivo o per l’altro, non voler arrivare mai.
Ecco così che i protagonisti di You, always si trovano alle prese con qualcosa di imprevisto quando Jen ha modo di conoscere Patrick, autore dei suoi romanzi rosa preferiti, che dimostra sin da subito un debole nei suoi confronti. Ha inizio una relazione che rischia di rovinare per sempre il legame tra gli amici / amanti mancati, mentre nel frattempo anche Ethan comincia a frequentare una ragazza, più per ripicca che per reale convinzione.
You, always: io, te e gli altri – recensione
Il classico gioco di tira e molla e situazioni equivoche in una commedia romantica che non nasconde la sua essenza puramente derivativa, strizzando senza pudore l’occhio agli appassionati, pronti a farsi trascinare in una love-story che tutti sanno già come sia destinata a concludersi.
In You, always ci troviamo davanti a un triangolo romantico ambientato tra le acque turchesi del Queensland, palcoscenico suggestivo sfruttato soprattutto nella prima parte e ideale per rendere il film esteticamente avvolgente e rassicurante, tra panorami costieri e natura incontaminata. Un contesto nel quale si dipana una vicenda tanto parzialmente scorrevole quanto strutturalmente prevedibile fin dal suo incipit, modellato sulla situazione archetipica della cosiddetta “regola dell’amico che non sbaglia mai“.
Insieme per sempre
Sulla carta ci sarebbero tutti gli ingredienti per costruire un’incertezza credibile – il contrasto tra un legame di lunga data e una passione improvvisa, il timore di rovinare un’amicizia decennale contro il rischio di lasciar scappare un’occasione che potrebbe non ricapitare mai più – ma nella pratica si riesce facilmente a intuire dove la storia stia andando a parare, giacché il film stesso smette presto di trattare la scelta come una vera scelta e la trasforma in una sorta di formalità che si affida ai canonici step da rispettare prima dei titoli di coda.
Un racconto potenzialmente carico di sfumature emotive si perde così in un bicchiere d’acqua e non basta la simpatia dei protagonisti, interpretati da Adrian Grenier e Jessica De Gouw, a nascondere i limiti di uno script fin troppo timido. Script che paradossalmente potrebbe anche rivelarsi un punto di forza per gli onnivori del filone, mostrandosi come una garanzia di genere, una sorta di sigillo di familiarità : la sicurezza con cui la narrazione conduce chi guarda verso l’esito prefissato può essere da questi vista come un pregio e non come una scorciatoia.
Conclusioni finali
Un compitino di routine, svolto con cura ma senza particolare ambizione e soprattutto senza l’intento di raccontare qualcosa di effettivamente nuovo. Le atmosfere placide e i luoghi esotici fanno da sfondo alla love story – per ora ancora una strettissima amicizia – tra i due protagonisti, che si conoscono da anni ma non hanno mai trovato il coraggio di dichiararsi i reciproci sentimenti.
Terzi incomodi e proposte radicali non cambiano di fatto quella sensazione di già visto che You, Always si porta inevitabilmente dietro fino all’epilogo. La simpatia e la relativa chimica dei personaggi principali possono fare breccia nel principale target di riferimento, ma chi è in cerca di originalità farebbe meglio a rivolgere lo sguardo altrove.









