Yoh! Bestie: una commedia romantica tra amicizie e anime gemelle – Recensione

Yoh! Bestie

Thando Mokoena è una fisioterapista trentenne che lavora in ospedale, con una vita sentimentale a dir poco sfortunata, già raccontata nella serie Yoh! Christmas. Ora sembra aver trovato un equilibrio precario, anche grazie alla presenza costante del migliore amico e coinquilino Charles, che lei considera una vera e propria anima gemella per quanto non si siano mai dichiarati reciprocamente.

In Yoh! Bestie, l’uomo decide di trasferirsi a New York per un periodo di due anni per questioni di lavoro. Thando si ritrova sola e smarrita, invitata ai matrimoni di amici e conoscenti e sognando in gran segreto le sue di nozze con l’uomo che ama. Ma quando Charles fa ritorno dalla Grande Mela, ad accompagnarlo vi è Riri, colei che ha scelto per diventare la sua futura sposa. E come se non bastasse, a Thando viene chiesto di fare da damigella d’onore, con tutte le conseguenze del caso.

Yoh! Bestie – amore per sempre – recensione

Alla base vi è come detto la serie natalizia di produzione sudafricana realizzata in esclusiva per Netflix e le vicende di Thando avrebbero fatto meglio a restare in forma episodica. Con questo nuovo lungometraggio sbarcato anch’esso nel catalogo della piattaforma di streaming, ci troviamo infatti davanti a un racconto sfilacciato, che riflette sulla situazione archetipica della regola dell’amico a sessi inversi.

La formula è sempre la stessa: due amici che si rendono conto di provare qualcosa di più l’uno verso l’altra quando sembra ormai troppo tardi, con quel matrimonio che non s’ha da fare in favore di quell’altro che tutti si aspettano e che puntuale arriva a condire il più canonico, e prevedibile, dei lieti epiloghi. L’ennesima variazione sul tema con il minimo di varietà esotica portata dall’ambientazione sudafricana e dalla chimica genuina tra i protagonisti, ma che paga al contempo risvolti troppo scontati per essere anche presi sul serio.

Più contro che pro

Va anche detto che il non prendersi mai troppo seriamente permette a Yoh! Bestie di scorrere veloce e indolore nella sua contenuta un’ora e mezza di visione, con un paio di sottotrame ad accompagnare la storyline principale, sempre all’insegna di un sentimentalismo sì frivolo ma almeno sincero e fortunatamente non schiavo di gratuite soluzioni melodrammatiche.

Merito anche del cast, a cominciare da Katlego Lebogang che offre nelle vesti della protagonista una prova genuina e solare, capace di far immedesimare il pubblico femminile nelle sue palpitazioni d’amore. Più “imbambolato” invece il compagno di set Siya Sepotokele, anche perché vittima di un personaggio che latita di coraggio decisionale e ha paura di scegliere, lasciando l’incombenza a quell’anima affine che deve così caricarsi un doppio peso sulle spalle pur di coronare il suo idillio romantico.

Knysna, cittadina balneare nella provincia del Capo Occidentale, offre un pittoresco palcoscenico a queste vicende di cuori, alcuni destinati a essere infranti altri a rinascere dopo momentanee delusioni, e la regia di Johnny Barbuzano è gradevole senza mai eccellere in vezzi stilistici di sorta: ci troviamo d’altronde difatti ad un film dal target assai limitato, composto per lo più da chi abbia già visto e apprezzato la serie alla base.

Conclusioni finali

Una amicizia apparentemente indissolubile, destinata a trasformarsi nel più scontato degli amori, è al centro di Yoh! Bestie – letto ovviamente all’inglese – che continua le disavventure romantiche dei protagonisti della serie sudafricana all-black Yoh! Christmas.

Una sceneggiatura preconfezionata e limitata da una messa in scena lineare e priva di guizzi viene almeno parzialmente compensata dalla contagiosa simpatia della protagonista e da alcune situazioni secondarie che sottolineano l’anima giocosa dell’operazione, che non pretende altro se non porsi come fan-service per chi già conosceva i personaggi e le dinamiche alla base.

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