Vanessa Scalera è stata ospite di “Da noi… a ruota libera”, il programma della domenica pomeriggio di Rai1 condotto da Francesca Fialdini. Durante l’intervista, l’attrice ha parlato del gran finale di Imma Tataranni, condividendo riflessioni sul suo personaggio e sul percorso della serie.
Il personaggio di Imma Tataranni: coerenza e identità
In apertura, la Scalera ha spiegato perché il suo personaggio non ha subito grandi cambiamenti nel corso delle stagioni:
“Imma non è cambiata e non credo sia giusto far cambiare un personaggio. Gli esseri umani non cambiano, soprattutto a 40 anni: il carattere è ormai formato. Sono gli eventi a mutare, ma lei resta sempre la stessa”.
Poi ha aggiunto con ironia una battuta ormai iconica sul look della protagonista:
“Ogni volta che Imma Tataranni si veste muore uno stilista”.
L’arrivo di Rocco Papaleo nel cast
Spazio anche all’ingresso di Rocco Papaleo nella serie, commentato con il consueto tono ironico dell’attrice:
“Una new entry pazzesca! È entrato nella nostra famiglia. Il suo personaggio vorrebbe essere bravo quanto me… ma non ce la fa, è un po’ invidioso”.
Il ricordo del film “Il bene comune”
Vanessa Scalera ha poi ricordato l’esperienza condivisa con Papaleo nel film Il bene comune, rivelando un aneddoto curioso:
“Rocco è il miglior bacio che abbia mai dato, anche se era un bacio casto. Di quel set conservo un ricordo bellissimo: ho lavorato con un vero artista, capace di raccontare gli esseri umani e l’importanza di togliere le armature per raggiungere il bene della collettività. È questo il vero bene comune”.
Il finale della serie Tv “Imma Tataranni”
In chiusura, Scalera ha parlato con emozione della conclusione della serie, spiegando le ragioni dello stop:
“Io amo Imma Tataranni, io sono Imma. Dovevano essere solo due stagioni, invece ne abbiamo fatte cinque. È stato un regalo per me e per il pubblico. Ma abbiamo raccontato tutto: è giusto fermarsi qui. Tirare la corda non fa bene agli artisti. Abbiamo realizzato 20 puntate e chiuso tutte le linee narrative”.
Un addio consapevole, quindi, che segna la fine di un percorso artistico di successo, senza forzature e nel rispetto della storia e del pubblico.









