Come scopriamo nel prologo di Ti uccideranno, Asia Reaves trascorso diversi anni in carcere per aver difeso la sorella minore Maria dalla violenta figura paterna. Uscita di prigione, è intenzionata a ritrovare la consanguinea e nel frattempo trova lavoro come addetta alle pulizie presso il Virgil, un antico e lussuoso grattacielo di Manhattan: un’opportunità di quelle che si presentano solo una volta nella vita e che non si può permettere di rifiutare.
L’amministratrice Lilith Woodhouse la accoglie con il sorriso a trentadue denti e lo sguardo sornione di chi nasconde qualcosa. E infatti ben presto Asia scoprirà come quell’altissimo edificio non sia un semplice palazzo, bensì qualcosa di molto più inquietante e spaventoso. Dopo essere stata aggredita durante il sonno da alcuni dei suoi facoltosi residenti, la protagonista si ritroverà a che fare con una disperata lotta per la sopravvivenza contro nemici oscuri e implacabili, svelando anche il perché si trovi davvero lì.
Ti uccideranno: un titolo che dice tutto – recensione
Quanta energia in un film che non ha timore di mostrarsi nel suo animo dichiaratamente trash, che esaspera le dinamiche alla The Raid (2011) in un contesto sovrannaturale dove la violenza regna sovrana. Una violenza come detto non terrena, in quanto – avvisiamo dello SPOILER chi volesse arrivarne vergine alla visione – i numerosi avversari con i quali Asia si ritroverà ad avere a che fare hanno il dono dell’immortalità e sono in grado di rigenerare ogni ferita o amputazione di sorta, anche la più estrema.
Ha così luogo nell’ora e mezzo di visione una carneficina potenzialmente ciclica e infinita, sempre e comunque smussata da una verve splatter e ironica, che riesce a rendere divertenti anche i passaggi più grotteschi. Corpi che si muovono senza testa, bulbi oculari che hanno vita propria, teste di maiale e così via in un racconto che si fa forza sui suoi eccessi, senza ambire a soluzioni narrative che non gli competono ma spingendo l’acceleratore su un pulp senza freni.
Dalla Russia con furore
Kirill Sokolov, regista russo che ricordiamo per la dissacrante black-comedy Muori papà… muori! (2018), ha un’idea ben precisa di cosa vuole mettere in scena, citando a piene mani un immaginario horror di genere e cult del cinema action – echi di Old Boy (2003) – e sa come sfruttare il muro coreografico a servizio del divertimento grandguignolesco.
In tutto questo trova una protagonista ideale, una Zazie Beetz che dopo saghe cinecomic di culto quale quelle di Deadpool e Joker ha ormai l’esperienza tale per diventare trascinante alpha e omega del racconto, una macchina da guerra capace di unire rabbia e ironia in un mix furioso e gustoso, pronta a trascinarci verso quella resa dei conti finale che si tinge di note sempre più piacevolmente assurde.
A farle macabra compagnia un cast ricchissimo, che può contare su nomi del calibro di Patricia Arquette, Heather Graham e Tom Felton, pronti a partecipare a questo folle gioco al massacro dove la morte è, letteralmente, soltanto l’inizio.
Conclusioni finali
Un action horror che vive della propria furia visiva e di un black humour grottesco, capace di omaggiare archetipi e immaginari con una verve piacevolmente dissacrante e una violenza sempre dosata con beffarda ironia. Ottimi effetti speciali accompagnano la carneficina messa in atto dalla protagonista, sola umana contro una schiera di immortali, fino a un epilogo a dir poco “diabolico”.
Un cinema di genere sfrontato ed esagerato quello di Ti uccideranno, nel quale il regista russo Kirill Sokolov riversa influenze e citazioni con una certa originalità, sfruttando il carisma oltranzista di una scatenata Zazie Beetz e l’assurdità della premessa sui generis.