ADV

Sul tuo cadavere: finché morte non li separi in un’esagerata black comedy – Recensione

ADV

Dan Burton è un regista fallito che si guadagna da vivere girando spot pubblicitari, mentre sua moglie Lisa è un’aspirante attrice che non è mai riuscita a sfondare. Il matrimonio tra loro è ormai un campo minato di risentimenti e rancori, prossimo a esplodere durante un fine settimana risolutore.

I protagonisti di Sul tuo cadavere, un titolo un programma, partono infatti per trascorrere un weekend nella baita sul lago ereditata dal padre di lui, ognuno con un obiettivo ben preciso: lui ha organizzato nei minimi dettagli l’omicidio della moglie, ma quando questa scopre che intende addormentarla col cloroformio riesce a stordirlo. Al risveglio gli rivela che anche lei aveva l’intenzione di ucciderlo, e ha inizio così una serrata resa dei conti tra i due ricca di colpi di scena.

Sul tuo cadavere: il ritorno sul luogo del delitto – recensione

Ci troviamo davanti ad un remake che rifà in maniera ancora più esagerata l’originale inglese The Trip (2021), esasperando se possibile l’anima comica su una verve più demenziale, pur mantenendo intatta quell’atmosfera da black comedy caratterizzante l’assunto alla base. In origine doveva essere lo stesso regista del prototipo, ovvero il “folle” finlandese Tommy Wirkola, a tornare dietro la macchina da presa, poi sostituito dal collega Jorma Taccone, che ha optato per uno stile meno nichilista e più irriverente.

Sul tuo cadavere vive su una cronologia consistente in diversi flashback che si amalgamano tra loro, arrivanti a costruire una storia ricca di paradossi e rivelazioni, a tratti riusciti altrove non sempre ben calibrati.

Un film che intende farsi forza sul carisma dei suoi protagonisti, con Jason Segel e Samara Weaving alle prese con una “coppia che scoppia” portata alle misure più estreme. La prima parte tenta di analizzare le idiosincrasie di un legame ormai apparentemente arrivato al capolinea, mentre la seconda rivoluziona parzialmente le carte con l’entrata in scena di nuovi personaggi che aggiungono ulteriore caos al tran tran iniziale.

Amore che viene, amore che va…

Spiace vedere a tal riguardo come un’attrice del talento di Juliette Lewis abbia accettato di ridursi a un’improbabile macchietta, in una narrazione che finisce per accelerare progressivamente su quell’anima pulp che non risparmia sussulti di improvvisa violenza, che arrivano inaspettati quanto basta.

Non mancano citazioni sparse, inclusa una nell’epilogo che guarda esplicitamente al drammatico finale di Titanic (1997), in cento minuti di visione che fanno di Sul tuo cadavere un esperimento curioso, sicuramente originale ma quasi procedente per accumulo. Si aggiunge, si calca la mano, si esaspera sfacciatamente la rottura di una coppia tossica che funziona perché entrambi i coniugi nascondono scheletri nell’armadio e la sceneggiatura non si preoccupa, una volta tanto, di assolvere o prendere le parti di nessuno dei due.

Un intrattenimento urlato, quasi mai equilibrato e capace di spiazzare nel passaggio dalla verve più leggera e spassosa a una brutalità rabbiosa, che ha senza dubbio dei motivi di interesse ma non trova quell’equilibrio necessario alla giusta quadratura del cerchio.

Conclusioni finali

Una commedia nera che riflette sui rapporti di coppia in maniera brutale e irriverente, sfruttando l’odio che lega due coniugi in crisi e intenzionati a uccidersi l’un l’altro, ignari di ciò che li attende nel weekend che avrebbe dovuto mettere fine una volta per tutte al loro matrimonio.

In Sul tuo cadavere Jason Segel e Samara Weaving costruiscono una dinamica fatta di attrazione e repulsione, un legame letteralmente fatale che si complica con l’entrata in scena di diversi terzi incomodi, coinvolti loro malgrado nella caotica carneficina a venire, in quel caricaturale mix tra violenza e risate che funziona soltanto a tratti.

ADV
Articoli correlati