Thelma & Louise – Opinioni e recensione del film

Thelma e Louise film 1991

Thelma & Louise è un film del 1991 di genere Avventura/Drammatico diretto da Ridley Scott, con protagonisti Susan Sarandon, Geena Davis, Harvey Keitel, Brad Pitt, Michael Madsen, Christopher McDonald. La pellicola ha una durata di circa 124 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione.

La Trama del film Thelma & Louise

Due amiche, durante un viaggio in auto per una breve vacanza all’insegna della libertà e lontano dai loro uomini, si trovano a commettere una serie di azioni criminose che le costringono ad una disperata fuga per la sopravvivenza.

Louise, quarantenne, cameriera in un fast food, è sposata infelicemente, stessa situazione che la accomuna all’inseparabile Thelma, sulla soglia dei trent’anni, anch’essa trascurata dal marito.

Per fuggire dalla routine, le due decidono di trascorrere un week-end in una casa di montagna, viaggiando a bordo di una vecchia Ford Thunderbird di Louise senza però informare i rispettivi compagni.

Durante il percorso Thelma viene corteggiata da un uomo che approfitta di un suo leggero malore per tentare di violentarla. Louise interviene in aiuto armata di pistola e lo uccide con un colpo in pieno petto. Thelma vorrebbe avvertire la polizia, ma Louise non crede di poter fare affidamento sulla legittima difesa in una società sessista: le due donne decidono così di fuggire verso il Messico.

La recensione del film Thelma & Louise

Nel 1991 Ridley Scott, reduce dal sottovalutato (dal pubblico ma non dalla critica) Black Rain – Pioggia sporca (1989), dà alla luce il primo buddy-movie al femminile degno di tal nome, realizzando un cult amato da generazioni di spettatrici e spettatori.

Il sapore universale della vicenda raccontata in Thelma & Louise si riempe di sfumature su come spesso appartenere al gentil sesso equivalga a meno diritti o ad accettare forzatamente certe situazioni, e l’evento clou che rende le due donne “criminali in fuga” si ammanta così di un significato metaforico sul non accettare più di sottostare a suddette regole, in una sorta di chiave anticipatrice del movimento MeToo.

Un cult entrato nell’immaginario comune anche extra-cinematografico per via di scene madri memorabili, su tutte l’iconico finale, che si susseguono nel corso dell’armonico svolgersi degli eventi, ampiamente gestito su più toni: dalla leggerezza alla tensione emotiva fino ad un pizzico di erotismo (nel quale fa il suo anche un giovane Brad Pitt in un piccolo ruolo), le due ore di visione garantiscono una notevole varietà di situazioni e personaggi.

Il tutto fotografato magnificamente, restituendo appieno la bellezza degli sconfinati paesaggi americani, e potente contare sulle superbe e complementari performance delle due belle ed intense protagoniste. Geena Davis e Susan Sarandon incarnano con freschezza quel prototipo di donna moderna ed emancipata libera da ogni confine.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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