The Foreigner – Opinioni e recensione del film

The Foreigner film

The Foreigner è un film del 2017 di genere Azione/Thriller diretto da Martin Campbell, con protagonisti Jackie Chan, Pierce Brosnan, Michael McElhatton, Liu Tao, Charlie Murphy, Orla Brady, Katie Leung. Il film ha una durata di circa 114 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film The Foreigner

Ngoc Mihn Quan è un ex soldato delle forze speciali, operativo nella Guerra del Vietnam, che si è ritirato a vita privata in occidente e ha aperto da anni un ristorante cinese a Londra. Un giorno, mentre accompagna la figlia in un negozio, l’uomo assiste all’esplosione di una bomba che uccide diverse persone, inclusa la ragazza.

Scosso dal dolore, e avendo assistito in prima persona al brutale attentato, rivendicato da un gruppo terroristico che si fa chiamare Authentic IRA, Quan tenta di scoprire in ogni modo l’identità dei mandanti ma Scotland Yard, impegnata nelle indagini, rifiuta di offrire dati sensibili a un cittadino comune.

Il ristoratore allora pone la propria attenzione sul Primo Ministro Irlandese, Liam Hennessy, che ha condannato il vile gesto ma vanta un passato nelle file dell’IRA. All’impossibilità del politico di fornirgli potenziali dettagli, Quan decide di fare ricorso alle sue abilità spionistiche per rintracciare gli esecutori, e il premier è proprio uno dei suoi obiettivi primari per riuscire nella missione. Ma quest’ultimo sta cercando egli stesso di capire quale frangia dell’IRA si celi dietro l’attacco, scoprendo un losco giro di intrighi e rancori mai sopiti che vedono coinvolti anche suoi ex compagni di militanza.

La recensione del Film

Interessante l’idea del regista Martin Campbell di mettere a confronto due vere e proprie icone del cinema d’azione in un solido thriller di genere: la star asiatica Jackie Chan, nota per le sue incredibilità capacità atletiche sia in patria che Oltreoceano, e Pierce Brosnan, iconico interprete di James Bond in quattro film tra il 1995 e il 2002.

The Foreigner vive proprio sul complementare dualismo tra i due carismatici interpreti, con il primo al solito efficace nelle sequenze marziali ma intriso di un’anima drammatica mai così spinta in carriera (e con ottimi risultati) e il secondo in un ruolo più trattenuto ed ambiguo.

Le due ore di visione offrono un sano e robusto intrattenimento di genere, equamente diviso tra sequenze d’azione (siano queste di kung-fu o con armi da fuoco) e un gioco spionistico fatto di intrighi e colpi di scena, trascinante alla definitiva e parzialmente catartica resa dei conti finale. Campbell d’altronde aveva diretto proprio due film di 007, GoldenEye (1995) e Casino Royale (2006), e certe atmosfere gli risultano più che congeniali.

Ci troviamo davanti ad un revenge-movie che sfrutta con intelligenza un sottotesto politico quanto mai scottante, recuperando i timori mai sopiti della complessa situazione irlandese, e che adatta con fedeltà il romanzo The Chinaman di Stephen Leather.

Al netto di qualche sbavatura narrativa, comunque ben nascosta dall’avvolgente e dolente substrato emotivo che porta ad identificarsi con l’afflitto protagonista, la messa in scena possiede un personale e salutare equilibrio che mantiene sempre alto l’interesse fino ai titoli di coda.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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