Chi si è sposato almeno una volta in vita sua sa bene quanto il matrimonio sia un evento particolarmente stressante. Mesi e mesi di preparativi, liste degli invitati, segnaposti, ristoranti da prenotare e tutto il contorno che circonda il lieto evento è un impegno di non poco conto, che può portare a livelli di ansia più o meno estremi i futuri marito e moglie.
Certo in The Drama – Un segreto è per sempre il percorso per arrivare al fatidico sì è ben più insidioso della media, lasciando strascichi che vanno oltre una momentanea nevrosi. Non che ci si potesse attendere una storia scontata dal regista e sceneggiatore Kristoffer Borgli, che con i suoi precedenti lavori aveva già dimostrato una personalità, stilistica e narrativa, ben fuori dal comune. Dall’automasochismo esistenziale della protagonista di Sick of Myself (2022) agli spaventosi incubi dell’insegnante di Nicolas Cage in Dream Scenario (2023), l’autore norvegese ha evidenziato un’impronta amabilmente fuori dalle righe, mantenuta anche in quest’occasione.
The Drama: insieme per forza – recensione
The Drama – Un segreto è per sempre vede al centro del racconto i personaggi interpretati da Robert Pattinson e Zendaya, che qui hanno fatto una sorta di prove generali per la futura condivisione del set nel recentissimo Odissea (2026) nolaniano. I due si incontrano in un bar di Boston ed è lui ad approcciarsi goffamente, scoprendo così anche la sordità parziale da un orecchio della sua fidanzata a venire. L’amore nasce pressoché immediatamente, con la coppia che va a vivere assieme e pensa già ai preparativi per le nozze.
Peccato che una serata tra amici, all’insegna di alcool e confessioni scomode, porti a galla un evento drammatico nel passato di lei: quando andava al liceo, aveva infatti progettato una strage tra i banchi di scuola col fucile del padre, cambiando poi idea all’ultimo minuto. Una rivelazione che getta inquietanti ombre sul futuro insieme degli innamorati, e che rischia di rovinare quel matrimonio ormai troppo avanti per poter essere rinviato o, ancor peggio, annullato.
Risate e riflessioni
Gli spunti più interessanti risalgono nel fatto che The Drama non sia il semplice resoconto di una crisi di coppia, bensì uno sguardo metaforico e a tutto tondo sui mali dell’America contemporanea. Il discorso sulla diffusione delle armi e sulle stragi compiute da studenti che ciclicamente sconvolgono gli Stati Uniti è tanto lucido quanto feroce, restando sì nella sua componente da commedia nera ma come un atto d’accusa ben indirizzato contro quel sistema che sul Secondo Emendamento ha fondato un fanatismo dalla difficile via d’uscita.
I cento minuti di visione riescono a far convivere leggerezza e amarezza con un raffinato equilibrio, giocando con intelligenza su equivoci e paradossi, sfruttando dialoghi e imbarazzi e insinuando allucinazioni o immaginazioni propizie al momento giusto, per insinuare ulteriori dubbi in un contesto già reso altamente problematico dalla crescente, reciproca, incomprensione tra le parti.
In questo caotico, irresistibile, tram tram di “coppia che scoppia” più per davvero che per finta, gran merito va alla notevole alchimia tra Pattinson e Zendaya, entrambi perfetti nel dar vita a figure frastagliate e isteriche, pronte a esplodere in quel finale dove tutti i nodi vengono infine al pettine e vanno tagliati in qualche modo. A favor di lieto fine o meno, a voi scoprirlo.
Conclusioni finali
Un fatidico sì non è mai stato probabilmente così incerto e combattuto come quello dei protagonisti di The Drama, futuri sposi che vedono crollare certezze e fiducia reciproca a poche settimane dal matrimonio, quando uno scomodissimo scheletro esce dall’armadio dove era stato accantonato per lunghissimi anni.
Robert Pattinson e Zendaya, magnificamente diretti da Kristoffer Borgli, sono al centro di una narrazione piacevolmente febbrile, tra aspettative infrante e inquietudini nascenti, capace di giocare con disinvoltura tra spunti più leggeri e sottotesti ben più cinici e lucidi legati al discorso delle armi in America. Ci si diverte e si riflette al contempo, in un film meno ambiguo e più intelligente di quanto il racconto possa lasciare intendere a uno sguardo superficiale.