Sully – Opinioni e recensione del film

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Sully è un film del 2016 di genere Biografico/Drammatico diretto da Clint Eastwood, con protagonisti Tom Hanks, Aaron Eckhart, Laura Linney, Anna Gunn, Autumn Reeser, Sam Huntington. Il film ha una durata di circa 96 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film Sully

Il 15 gennaio 2009 il capitano Chesley “Sully” Sullenberger e il primo ufficiale Jeff Skiles, piloti della US Airways, sono impegnati a bordo del volo 1549, partito dall’aeroporto LaGuardia e diretto a quello internazionale di Charlotte Douglas.

Tre minuti dopo il decollo, ad un’altitudine approssimativa di 2.800 piedi, il velivolo si “scontra” con uno stormo di uccelli, causando lo spegnimento di entrambi i motori. Senza energia ausiliaria e l’apparente incapacità di raggiungere il posto d’atterraggio sicuro più vicino, Sully decide di tentare un ammaraggio nel fiume Hudson.

La crew e l’equipaggio riescono a salvarsi senza nessuna perdita umana, anche grazie all’immediato arrivo dei soccorsi. La stampa e l’opinione pubblica celebrano il capitano come un eroe ma l’uomo è rimasto comunque traumatizzato dall’evento, con sogni ricorrenti che lo perseguitano nei quali in realtà il suo tentativo è andato a vuoto.

Il peggio però deve ancora arrivare: i dati preliminari delle scatole nere infatti sembrano confermare come Sully avesse a disposizione altre soluzioni e anche i simulatori di volo sembrano dare spazio ad ulteriori possibilità non prese in considerazione. L’ufficiale e il suo vice rimangono fermamente convinti delle loro azioni, le uniche a loro dire possibili, e il processo va avanti fino alla definitiva conclusione.

La recensione del Film Sully

Il Clint Eastwood regista, tra i pochi ormai in grado di adattare gli stilemi di un cinema piacevolmente classico alle influenze del mondo e della società contemporanei, realizza nel 2016 l’ennesima opera biografica della sua carriera dietro la macchina da presa, ispirandosi alla vera vicenda che vide coinvolti i piloti Chesley Sullenberger e Jeffrey Zaslow, autori anche del libro di memorie da cui è stato fedelmente trasposto il film.

Novanta minuti di visione dalla narrazione volutamente non lineare, nei quali i punti di vista si moltiplicano e stesse sequenze vengono ripercorse in più occasioni nel tentativo di offrire sempre qualche spunto in più allo spettatore e alla sua sete voyeuristica, in una deriva quasi hitchcockiana qui traslata nel dramma privato vissuto dai due protagonisti, con particolare attenzione proprio per la figura del Sully che dà il titolo alla pellicola.

Un’opera preziosa nella sua struggente e mai retorica umanità, che mette di fronte l’uomo comune e gli interessi finanziari delle grandi compagnie: non è un caso che il Nostro abbia il volto amatissimo dal grande pubblico di Tom Hanks, impegnato nuovamente in una performance totalizzante che restituisce il necessario e sofferto carisma alla reale figura al centro della vicenda.

E proprio lo stesso Sully, così come altri individui e passeggeri coinvolti nella sfiorata tragedia, compare in interviste durante lo scorrere dei titoli di coda come gradito omaggio a quel gesto di provvidenziale coraggio.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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