Spie al ristorante: quando l’apparenza inganna!

Dopo il successo di “Cucine da Incubo” con Gordon Ramsay, approda sul piccolo schermo un altro interessantissimo docu reality sulle falle nelle gestioni dei ristoranti: “Spie al ristorante”.

Il programma è condotto da Chrles Stiles e dalla sua squadra: presidente di un’agenzia americana (la Mistery Evaluation Service) con lo scopo di indagare sul lavoro di dipendenti di negozi e ristoranti.
Dopo aver consegnato pranzi a domicilio, alle superiori, e svolto altri diversi lavori (es: trivellatore su una piattaforma di traforo e direttore di una scuola) comprò un negozio in fallimento, riuscendo non solo a “salvarlo” ma anche ad aprire altri succursali.

Grazie a questa esperienza intuì che il modo migliore di trattare i clienti è quello di stupirli con una cura ed attenzione superiore a quella che si aspettano, ed introdusse così, un sistema continuo di monitoraggio, per assicurarsi l’efficienza dei suoi locali anche in assenza del capo.

Proprio questo sistema è quello che utilizza per aiutare i proprietari dei ristoranti che si rivolgono a lui per scoprire eventuali falle nel proprio sistema di gestione.

Ogni puntata è così strutturata: il proprietario di un locale si rivolge a lui e al suo team perché intuisce che ci sia qualcosa che non “quadra” nella gestione del proprio locale (per esempio i conti che non tornano, qualche comportamento strano in qualche dipendente ecc…); successivamente la squadra di Stiles installa delle telecamere nel locale per osservare il personale, ed i suoi stessi collaboratori si infiltrano in incognito nel locale (o come membri dello staff o come clienti) mentre il direttore del negozio guarda insieme a lui l’operato dei suoi dipendenti.

E qui inizia la parte più interessante del programma: dalle immagini trasmesse dalle telecamere emergeranno le cose più assurde e strane: come per esempio un capo cameriere che prima di servire un piatto vi sputa dentro, una cameriera che ruba i soldi ai clienti dal guardaroba oppure un altro dipendente che, a insaputa del capo, ha organizzato un servizio di consegne a domicilio, dal quale, però, solo lui trae profitto.

Una volta che il proprietario del ristorante afferma di “aver visto abbastanza” i dipendenti colti in “flagranza di reato” vengono fatti chiamare e convocati di fronte a lui e a Stiles per fornire spiegazioni sul loro comportamento, guardando i video dei loro “misfatti”, e subire le conseguenze del caso.

Quindi se i programmi di cucina sono i vostri preferiti, ma non volete rinunciare ad un po’ di sano “spionaggio” non perdete su Fine Living “Spie al Ristorante”, che vi farà capire che, a volte, l’apparenza inganna.

Dal Lunedì al Venerdì alle 12: 30 e alle 20:30 (su Fine Living canale 49).

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Mi chiamo Chiara, ho 27 anni e la mia più grande passione è la scrittura, che coltivo sin da quando posso ricordare. Nel tempo libero oltre a scrivere (per lo più racconti) mi piace molto anche leggere, ascoltare musica e guardare la televisione (in particolare serie tv poliziesche e programmi reality/tutorial, che trovo molto interessanti perché permettono sempre di imparare cose nuove). Infine un’altra mia grande passione sono i bambini, con i quali ho anche l’ambizione di poter lavorare o come educatrice di asilo nido (lavoro per cui sono abilitata da una laurea) o come baby sitter. Di loro mi piace soprattutto la loro genuinità ed il fatto che sono privi di filtri e che trasmettono molta allegria.