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Spider-Noir, Nicolas Cage in un’affascinante e irresistibile serie cinecomic – Recensione

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Spider-Man Noir nasce nel 2009 come parte del filone Marvel Noir, una linea editoriale che ambientava versioni alternative dei personaggi della Casa delle Idee nell’America della Grande Depressione, con tutta la durezza ideologica e stilistica che il genere hardboiled comporta(va). Il personaggio è entrato poi nell’immaginario pop di massa grazie alla sua comparsata nel celebrato franchise animato di Spider-Man: Un nuovo universo, dove era doppiato da Nicolas Cage con un perfetto senso dell’umorismo.

Che da lì potesse nascere una serie di otto episodi con un budget da produzione di prima grandezza forse in pochi se lo sarebbero aspettati, ancor meno che nel ruolo del protagonista vi comparisse Cage stesso in carne e ossa. E invece eccoci qui a parlare di Spider-Noir, nuova esclusiva Prime Video che, lo premettiamo già in apertura, è una delle migliori serie degli ultimi anni, se non addirittura la migliore tratta dai fumetti Marvel senza dubbio la più originale.

Spider-Noir: una questione di scelte

Originalità data sin dalla particolarissima opzione che vi offre la piattaforma di streaming prima di cimentarvi nella visione. Potete infatti scegliere tra il bianco e nero – come il progetto è stato pensato originariamente e che noi vi consigliamo, con un fantastico gioco di luci e ombre che richiama proprio il cinema che qui viene omaggiato – e una versione dai colori accesi e fumettistici, sulla scia di un grande adattamento cult quale il live-action di Dick Tracy (1990).

Una volta espressa la vostra preferenza, vi ritroverete catapultati in una vicenda che aggiorna le dinamiche alla base del fumetto in un contesto da racconto gangster, dove il protagonista interpreta un investigatore privato nella New York degli anni Trenta. Una New York ovviamente particolare, popolata da figure mutanti richiamanti personaggi che da sempre popolano l’immaginario ragnesco come Sandman, Electro e Tombstone. Il detective di Cage si chiama Ben Reilly e non Peter Parker, ma anche questo sarà un nome familiare ai fan, e si ritrova a contrastare le mire del crudele boss Silvermane, con il quale ha un conto in sospeso legato a una tragedia passata.

Ma il suo alter-ego, ovvero Spider-Noir, è in pensione da cinque anni, con il nostro eroe ormai disilluso che si concentra esclusivamente sul suo lavoro di indagini su commissione. La comparsa della seducente cantante di night club Cat Hardy cambia tutto e spingerà il Nostro a riprendere in mano maschera e cappello per ripulire le strade dalla criminalità.

Perché guardare Spider-Noir

Lo stesso Nicolas Cage ha definito la sua interpretazione con un incrocio tra un 70% di Humprey Bogart e un 30% di Bugs Bunny e non ci sentiamo di dargli torto. L’attore esaspera il suo over-acting a un citazionismo magnifico, dando vita a scene madri che da sole valgono la visione. Una furia incontenibile, comica e drammatica al contempo, che la critica e la stagione dei premi non dovrebbero assolutamente ignorare. Una performance totalizzante che trova degno contraltare nel villain di un altrettanto istrionico Brendan Gleeson, boss sui generis raffinato e spietato in egual misura. In un cast eterogeneo e ricco di sfumature, dove spicca – e non poteva essere altrimenti date le atmosfere omaggiate – la femme fatale della sensuale Li Jun Li, anch’essa ricalcata su dive dell’epoca.

Alcune puntate fanno storia a se stante, come quella che omaggia dichiaratamente il cinema espressionista tedesco, con un tocco visionario in crescendo, e passaggi horror che a tratti sorprendono giacché parzialmente inaspettati ma per nulla fuori luogo. Omaggi continui, da Il mistero del falco (1941) a La signora di Shanghai (1947) – con l’immancabile gioco di specchi – in un’ispirate reiterazione dell’ottica chandleriana che conquisterà il pubblico cinefilo. Perché a dispetto di molte aspettative, Spider-Noir è una serie molto colta e ricca di svariate citazioni più o meno nascoste, con la magnifica fotografia pronta ad immergerci in un mondo noir, credibile e totalizzante, come non si vedeva da molto tempo.

Perché non guardare Spider-Noir

Per chi scrive non vi sono effettivi motivi per sconsigliare la serie. Alcuni spettatori, forse abituati a un cinema supereroistico tutta azione e ritmo frenetico, potrebbero non apprezzare l’andamento più rarefatto e il relativo minutaggio dedicato alla scene d’azione, che comunque quando c’è da “menar le mani” e lanciar ragnatele fanno la loro degna figura. Spider-Noir è indubbiamente un qualcosa di mai visto prima e potrebbe spiazzare quindi un audience più abitudinaria, ma gli va data un’opportunità anche solo per curiosità, senza pregiudizi, per scoprire un genere che ha fatto la storia della Settima Arte e sempre meritevole di nuovi adepti.

Conclusioni finali

Ebbene sì, i cinecomic possono ancora sorprendere e rinnovarsi, con Spider-Noir che ne è l’esempio migliore. Paradossale quando la serie guarda indietro per andare avanti, omaggiando il cinema degli anni Trenta con stile e rispetto, aggiornando le dinamiche ragnesche, come d’altronde aveva già fatto la relativa versione del fumetto, ad una New York che fu, in bianco e nero nella sua versione migliore (ma anche quella a colori ha comunque un suo perché).

Se Brendan Gleeson è un cattivo memorabile, Nicolas Cage è un protagonista monumentale, costantemente sopra le righe in un ruolo che gli permette di spaziare senza limiti, con una fisicità e un’espressività portata agli estremi in una parte che sembra pensata appositamente per lui. Fumo di sigaretta, luci dei night-club, cinema che trasmettono cult del periodo e quella Grande Depressione che fa da sottofondo alle vicende action/crime del racconto fanno della serie un’operazione intelligente e affascinante, assolutamente da non perdere.

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