Sonia Bruganelli debutta con Come ti leggo – Page à Vu su Italia 1: i libri raccontano i personaggi con l’aiuto dell’IA | Intervista

Sonia Bruganelli

Questa sera, mercoledì 23 settembre 2026, su Italia 1, parte Come ti leggo Page à Vu, il nuovo programma di Sonia Bruganelli. L’abbiamo raggiunta per una intervista esclusiva per cercare di capire come è nata l’idea di questo programma televisivo e per avere alcune indiscrezioni sui prossimi ospiti e sul ruolo di Jonas, che, a quanto pare, avrà una importanza strategica e dovrà impegnarsi notevolmente per interpretare passi di libri importanti ed incuriosire lo spettatore. Da Paolo Ruffini, suo carissimo amico, a Giulia Salemi, da Taylor Mega a Michele Bravi. Nel programma libri e personaggi si intrecciano tra di loro così come i romanzi vanno a braccetto con l’intelligenza artificiale trovando un modo di coesistere e di aiutarsi a vicenda. Ecco cosa ci attende nelle prossime serate di Italia 1. Con Sonia abbiamo avuto modo di parlare anche del cast “stellare” del GF VIP di quest’anno e del futuro di Ciao Darwin. Chi di voi è pronto a firmare la petizione per farlo tornare in tv quanto prima?

L’intervista a Sonia Bruganelli

Come ti leggo nasce dalla sua passione per i libri e dal percorso già fatto con I libri di Sonia sul web. Quando ha capito che quell’idea poteva diventare un vero programma televisivo?

In realtà, l’accostamento più facile sembrerebbe proprio quello, ma non è andata esattamente così. A farmi pensare di poter creare un collegamento tra i libri e il mondo della televisione è stato il mio libro. Questo lavoro l’ho fatto su di me: ho raccontato la mia storia attraverso sette libri che, secondo me, sono stati importanti negli ultimi anni nel mio percorso di cambiamento e trasformazione. Essendo una lettrice, devo dire, proprio bulimica, mi sono ritrovata più di una volta a riconoscere, magari in alcuni romanzi della narrativa italiana, persone che conoscevo: atteggiamenti, modi di fare, di dire, di pensare. E allora mi sono detta che sarebbe stato carino, in questo periodo storico, cercare di collegare quello che è il libro, che è una cosa più classica, più antica, la scrittura sulla carta, il romanzo, il racconto, a una realtà modernissima come l’intelligenza artificiale.

Quando abbiamo iniziato a scrivere il programma ci siamo divertiti a inserire i nomi di personaggi televisivi e ad attribuire a ciascuno degli aggettivi, delle caratteristiche. Abbiamo iniziato a chiederci: “Quale personaggio potrebbe essere associato a queste caratteristiche?”. E, attraverso questo gioco, abbiamo capito che potevamo costruire un programma. In pratica, Come ti leggo è il modo in cui l’intelligenza artificiale leggerà il nostro ospite attraverso i libri.

Siete dunque partiti dagli aggettivi che associavate ai personaggi per poi trovare il libro ad ho. Non vi è capitato anche di fare il contrario, cioè partire proprio da un libro?

Ho fatto tutte e due le cose. Ogni puntata avrà due ospiti. Il primo ospite si ritroverà a vedere la propria vita attraverso un percorso con l’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale partirà da un libro e noi affronteremo quel libro attraverso la vita dell’ospite, con domande, elaborazioni, coreografie e tante altre cose.

Il secondo ospite, invece, partirà sempre dai libri che ho scelto io, quindi da uno dei miei libri del cuore. Ho dato il libro all’intelligenza artificiale chiedendole: “All’interno di questo libro, qual è il personaggio moderno che riconosci?”. E lei mi ha restituito il personaggio contemporaneo. Quindi sono i libri a leggere il personaggio, a sceglierlo, e poi il personaggio, attraverso la propria vita, si ritrova dentro un libro.

È anche un modo intelligente di raccontare il rapporto tra libri e intelligenza artificiale. Uno potrebbe pensare che le due cose non vadano molto d’accordo, visto che l’intelligenza artificiale sta sostituendo tanti lavoratori nel mondo dell’editoria. Avete trovato il modo per gestire l’intelligenza artificiale al meglio e per dare idee su come governarla per creare qualcosa di utile o sbaglio? 

È un connubio. Non bisogna farsi aiutare dall’intelligenza artificiale fino a farsi sostituire. Lei può fare velocemente quello che noi facciamo con la nostra testa: può scartabellare milioni e milioni di libri, ovviamente con una velocità che noi non abbiamo. Poi, però, se trova il libro che, secondo lei, contiene quelle parole, arriviamo noi. Stiamo parlando di televisione, quindi è importante anche fare un po’ di spettacolo.

Nel programma sarà molto chiaro: prima dell’ingresso dell’ospite io leggerò le parole che l’intelligenza artificiale avrà individuato. Saranno proprio quelle parole ad aver “partorito” l’ospite che poi entrerà in studio.

Alcuni avranno parole come “bellezza” ed “estetica”, altri “passione”, altri ancora “solitudine”, “vergogna”. E da quelle parole nascerà il nostro ospite.

Questa sera, mercoledì 23 settembre, vedremo nella prima puntata Paolo Ruffini e Giulia Salemi. Come mai avete scelto proprio loro per il debutto?

Secondo me sono due persone che, con pubblici diversi, età diverse e modalità diverse di approcciarsi ai libri, rappresentano bene quello che vogliamo raccontare. Paolo Ruffini io lo considero veramente quasi un poeta. È una persona che ha avuto un percorso televisivo, ma poi ha avuto un excursus, un cambiamento, un’evoluzione. Il libro che gli verrà associato racconta proprio un lunghissimo percorso. Lui si è ritrovato molto nel libro e ha avuto delle riflessioni molto profonde, come è nella sua natura. Abbiamo anche riso, perché ci saranno dei giochi all’interno delle pagine di questo libro: ci divertiremo a far entrare i nostri ospiti nelle pagine. Per la prima puntata sapevo che Paolo sarebbe stato l’ospite adatto: è una persona molto ricca, molto profonda, molto colta, ma anche molto ironica e diversa.

Giulia è anche una mia cara amica e affronterà un libro molto complicato, ma che secondo me è lo specchio di quello che ormai i giovani di oggi desiderano e pensano di poter raggiungere, rischiando però di farsi molto male. È un libro che parla di come, a volte, desiderare di raggiungere la bellezza, la notorietà, la giovinezza possa invece essere molto pericoloso.

Quali altri personaggi potremmo vedere? Possiamo avere qualche spoiler o qualche piccolo accenno?

La seconda puntata avrà Cruciani e Taylor Mega. Nella terza ci saranno Chiara Francini e Michele Bravi. La quarta, invece, sarà una sorta di prequel, un po’ come Netflix: faremo la genesi di Come ti leggo. Sarà la puntata zero, la puntata pilota, che ha avuto due superospiti che però non posso spoilerare, perché non posso parlare ancora di loro. A breve lo saprete.

C’è un personaggio che avete tenuto da parte per una possibile seconda edizione?

Ce n’è più di uno. E poi non ho nominato Jonas!

La domanda su di lui stava giusto per arrivare. Che ruolo avrà Jonas e come mai è stato scelto proprio lui?

Ho conosciuto il “Grande Fratello” Jonas quando ho fatto l’opinionista con Simona Ventura e vedrete che sarà una scoperta. È un ragazzo che, a dispetto di come magari appariva all’interno del reality, sembrava un po’ spocchioso, un po’ arrogante. Invece è un ragazzo che si sta mettendo molto in discussione, si è dedicato tantissimo, ha provato a studiare molto.

Io lo prendo in giro dicendo che l’ho obbligato a leggere, mentre invece lui leggeva già. Rappresenta un po’ il giovane figo moderno, ma che legge, prova a migliorarsi e a studiare.

Lui interpreterà dei testi del libro: diventerà l’attore interprete insieme a una bravissima bassista e insieme interpreteranno dei monologhi all’interno del libro.

Se dovesse raccontarlo attraverso un libro, quale sceglierebbe?

Due libri: I Malavoglia e Uno, nessuno e centomila di Pirandello. Secondo me rappresenta la curiosità e la voglia che dovrebbe avere un ragazzo della sua età. Lui adesso avrà 25-26 anni e si sta mettendo in discussione: “Ma io chi sono?”.Sta facendo un lavoro, a volte anche non lo prendiamo in giro abbastanza pesantemente, ma questo fa parte del percorso. Serve anche a crescere.

Se diciamo che i giovani sono leggeri, invece non è così: si fanno tante domande profonde. E lui sta cercando di essere pronto. Mi è piaciuto molto perché è stato molto attento, si è lasciato guidare ed è anche molto bravo a livello interpretativo.

Ha preso delle lezioni, insomma, non si è buttato lì semplicemente perché era famoso per il Grande Fratello.

Io scherzando gli dico che ha un’enorme responsabilità, proprio per mettergli un po’ di ansia. Gli dico: “Guarda che se non vai bene è colpa tua!”. Ovviamente lo faccio per farlo lavorare bene e con tranquillità. Un po’ di pepe ci vuole.

Come ti leggo arriva in seconda serata su Italia 1. È la collocazione ideale perché permette una maggiore libertà oppure l’ambizione, se il programma funzionasse, sarebbe quella di farlo crescere anche in una fascia diversa?

Questo ovviamente lo deciderà il pubblico. È chiaro che la seconda serata è stata scelta perché è un programma nuovo e perché ha una durata importante. Credo che duri un’ora e venti, anche se non vorrei dire una castroneria. Dovrebbe finire intorno all’una.

Per ora credo sia la collocazione giusta. È un programma che parla di libri e di tante altre cose. Una prima serata magari deve essere un po’ diversa. È già un programma ricco, perché non ci sono solo i libri: ci sono fotografie, musica, book talker con domande e curiosità. Insomma, ci sono tante cose. È un format che abbiamo scritto e prodotto noi con SDL, quindi è evidente che debba avere un banco di prova, che può essere la seconda serata. Poi, se funzionerà, questo non vuol dire che non possano arrivare altri contenuti. Non lo so. Io, però, adesso sono già molto felice del fatto che sia stato realizzato.

Per me è stato un enorme atto di fiducia da parte dell’azienda e sono davvero felice ed emozionata. Sono anche molto tesa, perché vorrei in qualche modo restituire questa fiducia.

Essere in tv e fare tv

Nel 2021, proprio a SuperGuidaTV, ci disse che non si sentiva adatta ad avere uno spazio nella TV generalista e che c’era una grande differenza tra “stare in televisione” e “fare televisione”. Cinque anni dopo debutta con un programma tutto suo su Italia 1. Cos’è cambiato in Sonia Bruganelli?

È cambiata innanzitutto la sicurezza in me stessa, la percezione di me. È cambiata la vita, sono cambiate tante cose anche intorno a me. Negli ultimi anni ho trovato talmente tanto sollievo e talmente tanto aiuto nei libri, e anche nelle interviste, nelle relazioni, che credo che questo tentativo non mi sembri più un’appropriazione di un posto che non mi spetta.

Con questo programma io porto una parte di quella che sono. Uno può anche dire: “A me non interessa”, ed è assolutamente legittimo. Però il programma ha una storia, un filo conduttore, un perché, una motivazione.

È un tentativo di dire: “Vi faccio vedere anche questo aspetto”. I libri possono essere un aiuto, ci si può ritrovare dentro le storie e può essere anche divertente diventare protagonisti, per esempio, de I Promessi Sposi o di qualsiasi altro romanzo.

È un modo di giocare all’interno della letteratura italiana e straniera, ma con un linguaggio moderno.

Se poi qualche ragazzo, ragazza, donna, uomo o adulto, guardando il programma, avesse voglia di leggere il romanzo di cui stiamo parlando, per me sarebbe già una cosa bellissima.

Magari uno vede Michele Bravi parlare di un libro che ha vinto il Pulitzer e pensa: “Io non l’ho letto, ma cavolo, ha vinto il Pulitzer e sembra così bello. Me lo vado a comprare”.

Se attraverso l’intervista, le domande, la vita degli ospiti, le battute, il gioco, la musica e le coreografie qualcuno il giorno dopo ha voglia di andare a comprare un libro, per me è una cosa bella. È già una grande storia.

Grande Fratello 2026 e il suo cast

Parlavamo di Grande Fratello per Jonas e quindi la domanda viene quasi spontanea, sta seguendo la nuova edizione del Grande Fratello?

Sì! Ragazzi, io sono malata del Grande Fratello. Purtroppo non guarirò mai dal Grande Fratello, che io sia dentro o che io sia fuori. Dico sempre: “Basta, basta, basta!”, e i miei figli mi dicono: “Mamma, ma me l’avevi detto: quando non ci lavoravi e quando ci lavoravi?”. Devo dire la verità: quest’anno lo seguo di più nel daytime, perché la sera torno tardi e ormai ho l’abitudine di leggere. Quindi non accendo tanto la televisione.

Durante il giorno, magari mentre faccio delle cose, oppure come sottofondo, me lo metto. E devo dire che quest’anno il cast secondo me è pazzesco.

A prescindere da tutto, è realmente pieno di personaggi e per citare Selvaggia Lucarelli tra di loro il mio buon e caro Alex Belli sembra “una persona normale”. Ci sono comunque persone molto diverse tra loro e questo rende la casa interessante. Un cast davvero pazzesco.

Trova delle differenze importanti e sostanziali rispetto al passato soprattutto nella formazione del cast?

Sì, secondo me hanno fatto una scelta molto precisa e si sono adattati ai tempi. Hanno messo dentro persone dello spettacolo, persone che hanno già fatto quell’esperienza e che sanno che cosa serve all’interno del programma. Sono persone che si mettono in gioco e quindi è un’altra cosa rispetto al Grande Fratello di un tempo.

C’è, per esempio, Marina La Rosa, che ha fatto il primo Grande Fratello, ma è un’altra cosa. Hanno inserito personaggi consapevoli delle telecamere e che quindi fanno spettacolo, catturano l’attenzione e creano contenuti per la televisione.

È quasi un meccanismo al contrario: prima erano le telecamere a “stare” sui concorrenti, adesso sono loro che sanno gestire le telecamere e portano a casa i contenuti.

Potrebbero essere svantaggiati i ragazzi più giovani presi dai social rispetto i personaggi con un curriculum televisivo più ricco di esperienza nel piccolo schermo?

No, guarda, io non credo. Credo che, di base, se partecipi a un programma ti devi augurare che vada bene, che funzioni e che venga visto. Puoi essere anche il personaggio più importante del cast, oppure essere uno dei ragazzi meno conosciuti, ma se poi il programma non lo vede nessuno, non serve a molto. È meglio essere il meno conosciuto di tanti conosciuti, ma fare ascolto e avere la possibilità di essere visto da tante persone, piuttosto che il contrario. Quindi io direi il contrario: credo che per molti ragazzi che fanno gli influencer essere stati scelti proprio per la loro presenza sui social sia un’opportunità. E poi ci sono personaggi che hanno una lunga esperienza televisiva, come Valerio Marini, Carmen Di Pietro e altri. Credo che sia interessante avere un cast vario.

È anche un’esperienza impegnativa: non deve essere proprio una passeggiata. Se non ti diverti, diventa difficile. Ma hai l’opportunità di farti vedere, di metterti in mostra e di far vedere quello che sei.

Poi al Grande Fratello non è detto che emergano sempre i personaggi più conosciuti. A volte sono proprio quelli che sembravano “comodini” a creare situazioni empatiche nelle quali le persone si riconoscono.

Quindi, se il cast è forte, è sempre bello esserci.

Il futuro di Ciao Darwin

È uscita un’indiscrezione secondo cui ci sarebbe la volontà di far tornare Ciao Darwin in tv verso la fine del 2027. Siccome SDL è una parte fondamentale della macchina produttiva del programma, può dirci se questa indiscrezione ha un fondamento, se c’è qualcosa che si sta muovendo?

Guarda, ti dico la verità: Ciao Darwin per tutti noi è praticamente come quando un bambino arriva al circo. È un mondo a sé. È un’esperienza faticosissima dal punto di vista produttivo, veramente molto faticosa, ma bellissima. Quindi sicuramente sarebbe bello. Sarebbe bello anche perché sono passati diversi anni e i nostri figli sono cresciuti: potrebbero vedere Ciao Darwin e capire alcune cose in una maniera diversa.

A me farebbe molto piacere, sicuramente. Però, perché possa esserci un’edizione di Darwin, bisogna anche capire quali possano essere i limiti. È un programma che negli anni è stato molto avanti rispetto ai tempi. Se pensiamo che è nato nel 1998 e oggi siamo nel 2026, era davvero molto moderno. Io lo spero. Poi, per ora, non mi hanno detto niente e quindi non posso dirvi nulla. Il 2027 è ancora lontano. Potrebbe essere che me lo diranno più avanti. Oggi non posso dirvi niente perché veramente non so nulla. Però se ne parla. Ne parliamo sempre, ogni tanto, quando arrivano persone nuove in redazione. Qualcuno dice: “Ma sarebbe bello rifare Darwin”. Quindi bisogna convincere il signor conduttore. Spero che a lui venga voglia di rifarlo.

Magari, sentendo che continuano a circolare queste voci, insistiamo tutti e chissà…

Allora la lanciamo ufficialmente una petizione. Poi ci dici dove dobbiamo firmare!

Avatar for Alessandra Solmi
Sono una giornalista pubblicista e amo la televisione, anche i programmi trash. Una mia prof del liceo mi ha insegnato che bisogna avere la mente aperta e guardare sempre tutto. C’è un tempo per ogni cosa: un tempo per  un bel documentario, un tempo per un talk polito e un tempo per Gemma e Giorgio o il GF Vip.   Potrei riguardare all'infinito le puntate di Grey’s Anatomy e Una Mamma per amica. Divisa fra Emilia Romagna e Abruzzo, amo viaggiare e scoprire piccoli angoli di Paradiso anche se il mio habitat naturale è la spiaggia.