Sleepless – Il giustiziere – Opinioni e recensione del film

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Sleepless – Il giustiziere è un film del 2017 di genere Thriller/Azione, diretto da Baran bo Odar, con protagonisti Jamie Foxx, Michelle Monaghan, Dermot Mulroney, David Harbour, Tip “T.I.” Harris, Gabrielle Union, Scoot McNairy. Il film ha una durata di circa 95 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film

Vincent Downs e Sean Cass, due poliziotti del dipartimento di Las Vegas, rubano un carico di cocaina appartenente all’imprenditore Stanley Rubino, che era intenzionato a cederlo allo spietato gangster Rob Novak, erede di una famiglia malavitosa con le mani in pasta un po’ ovunque nell’intero Paese.

Per tentare di nascondere le tracce del crimine appena commesso, gli agenti si offrono come volontari per indagare su quanto li ha visti coinvolti la notte precedente e si attirano i sospetti di Jennifer Bryant e Doug Dennison, coppia di colleghi degli Affari Interni. Vincent si trova al momento in una delicata questione coniugale, con l’ex moglie prossima a sposare un altro uomo e un rapporto contrastato col figlio adolescente Thomas.

Proprio il sedicenne, mentre stava per essere accompagnato dal padre ad una partita di calcio, viene rapito dagli uomini di Rubino, con Vincent che viene ferito allo stomaco nel tentativo di fermare gli aggressori. La richiesta del sequestratore è quella di fare uno scambio: la vita del ragazzo in cambio della droga rubata. Il protagonista accetta la proposta pur di salvare Thomas ad ogni costo, ma nel frattempo la coriacea Jennifer ha deciso di pedinarlo per vedere chiaro sul caso, innescando una serie di serrate rese dei conti tra i lati opposti della legge.

La recensione del Film

Il regista svizzero Baran bo Odar, dopo aver diretto in patria dei titoli di genere degni di nota ma poco conosciuti al di fuori dei confini nazionali, sbarca ad Hollywood per realizzare un action-thriller, remake del francese Nuit Blanche (2011), sulla carta ricco di interessanti potenzialità narrative, sfortunatamente rese via via meno credibili dalla convulsa sceneggiatura e relativa messa in scena.

Sleepless – Il giustiziere è un film che non va per il sottile e non si perde in tempi morti, accumulando situazioni in serie ad un ritmo esasperato, ma proprio nella sua estrema velocità finisce per generare un senso di palpabile confusione nel sempre più vorticoso susseguirsi di eventi, tra colpi di scena poco verosimili e casualità tempistiche che palesano evidenti forzature. La presunta varietà insita nei passaggi chiave della vicenda dà così vita ad una sfiancante monotonia e le numerose sequenze d’azione, tra discoteche illuminate da luci al neon e tetri parcheggi sotterranei, si rivelano prive dell’idonea carica tensiva.

Con salvataggi all’ultimo minuto, rivelazioni identitarie poco coerenti e una gestione quanto meno approssimativa delle dinamiche tra i vari personaggi coinvolti (i rapporti familiari del protagonista ne sono il più chiaro esempio), i novanta minuti di visione si affidano a stereotipi e cliché avendo anche il grosso demerito di sprecare il cast di lusso: Jamie Foxx e Michelle Monaghan nei ruoli principali sono infatti vittima di caratterizzazioni telefonate il cui lieto-fine, pur condito da alcuni sviluppi più amari, si fa ben presto certezza. Il basso gradimento di critica e pubblico (32 milioni di dollari di incasso contro un budget di 30) sembra fortunatamente aver scongiurato la realizzazione di un sequel, suggerito dall’aperto epilogo.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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