Scusate se esisto! – Opinioni e recensione del film

Scusate se esisto - film

Scusate se esisto! è un film del 2014 di genere Commedia, diretto da Riccardo Milani, con protagonisti Paola Cortellesi, Raoul Bova, Corrado Fortuna, Lunetta Savino, Cesare Bocci. Il film ha una durata di circa 106 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film

Serena Bruno è un architetto, laureata con il massimo dei voti, che ha scelto di abbandonare l’Italia per far fortuna all’estero, dove le sue capacità vengono maggiormente valorizzate. Dopo un lungo periodo trascorso a Londra la donna decide però di tornare nel Belpaese, nella speranza di poter ottenere altrettante soddisfazioni anche in patria.

L’impatto non è quello che si aspettava, e il suo come-back si rivela più difficile del previsto: a Roma non riesce infatti a trovare un impiego all’altezza, sempre sorpassata da colleghi uomini, ed è costretta per guadagnarsi da vivere a reinventarsi come cameriera nel ristorante gestito dall’aitante Francesco, dal quale si sente subito attratta.

Serena tenta di sedurre il suo gestore di lavoro ma nulla può quando scopre che questi è omosessuale, limitando il loro rapporto ad una comunque profonda amicizia. La protagonista opta allora per lasciare momentaneamente in secondo piano la propria vita sentimentale al fine concentrarsi sulla sua vera passione e, quando scopre l’esistenza del Corviale, una struttura urbanistica formata da palazzoni di cemento, e del relativo progetto di riqualificazione della zona, prepara un progetto da proporre al comune di Roma. Per farlo però inverte nome e cognome e viene scambiata per un uomo.

Dopo lo shock Serena decide così di fingersi la segretaria del fittizio architetto, nel frattempo impegnato in un ipotetico viaggio in Giappone, e chiede proprio a Francesco di darle una mano impersonando, tramite video-chat, l’inesistente Bruno.

La recensione del Film

Che Paola Cortellesi sia una delle migliori interpreti del nostro cinema non lo scopriamo certo oggi, ma ogni volta è una piacevole sorpresa osservare come l’attrice riesca a impreziosire produzioni altrimenti risibili grazie al tocco leggero con il quale caratterizza i personaggi che si trova ad interpretare.

Anche in questa commedia del 2014 diretta da Riccardo Milani, compagno di vita della show-woman da ormai otto anni, è lei a nascondere buona parte delle banalità presenti in fasi di sceneggiatura (ispirata alla storia vera dell’architetto italiano Guendalina Salimei), che ricicla in serie stereotipi e luoghi comuni nell’eterno confronto tra l’Italia e i Paesi esteri: se è pur vero che molti di questi trovino effettivo riscontro nella realtà, l’impianto provinciale e folkloristico con cui vengono sfumati diversi personaggi di contorno ha più un sapore macchiettistico che verosimile.

Scusate se esisto!, titolo che deriva da una battuta ricorrente pronunciato da Serena nel corso di diverse situazioni, gioca sullo scambio dei ruoli e su un inganno orchestrato in chiave comica e paradossale, nella più tipica (vista e rivista) tradizione del filone e i potenziali sussulti di denuncia sociale, con il ritratto della vita nelle periferie e la disparità di trattamento tra uomini e donne in ambito lavorativo, risultano troppo all’acqua di rose per risultare cinici ed incisivi al punto giusto.

Il problema principale dei cento minuti di visione è che non si intravede il coraggio necessario per uscire da quel tranquillo seminato indirizzato al grande pubblico, con la tematica dell’omosessualità quale banale elemento d’inclusione gestito a corrente alternata nelle dinamiche del rapporto con il sexy-spogliarellista gay di Raoul Bova, comunque efficace sparring-partner. La commedia nera che sulla carta poteva essere si scolorisce così col procedere dei minuti e nonostante una manciata di sequenze genuinamente divertenti, l’impressione finale è quella di un’occasione, se non mancata,almeno non completamente riuscita.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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