Un amore che si rinnova, una fede che si consolida e un ricordo che resta vivo. Ospiti di Da noi… a ruota libera, Natasha Stefanenko e Luca Sabbioni hanno raccontato la scelta di celebrare il loro matrimonio religioso in Brasile, a trent’anni di distanza dalle nozze civili, condividendo un momento intimo e profondo fatto di famiglia, spiritualità e gratitudine.
La loro storia, lunga e solida, ha trovato un nuovo “punto fermo” in una cerimonia raccolta, lontana dai riflettori, vissuta come un traguardo personale più che come un evento mondano. Non un colpo di scena, ma un desiderio maturato nel tempo e diventato finalmente realtà.
Natasha Stefanenko e Luca Sabbioni: Il matrimonio religioso in Brasile, trent’anni dopo
Natasha ha spiegato che il rito in Chiesa era un desiderio presente da tempo nella coppia, soprattutto per Luca, cresciuto con la fede e legato all’importanza del matrimonio religioso. Quando si sposarono civilmente, anni fa, quella scelta non fu possibile per un motivo molto semplice: lei non si sentiva pronta. Oggi, invece, lo è.
Il racconto della showgirl ha toccato un punto molto personale: le sue origini e il contesto in cui è cresciuta. Natasha ha ricordato come, nel Paese in cui è nata, l’ateismo fosse quasi “di sistema”, respirato a scuola e nella cultura di tutti i giorni. Il suo avvicinamento alla fede non è stato improvviso né imposto: è stato un percorso graduale, alimentato dal legame con la nonna, che con discrezione le parlava di Dio e pregava senza mai forzare nulla. Un seme, come lo ha definito lei, diventato nel tempo prima curiosità e poi convinzione.
«È sempre stato un nostro desiderio – ha spiegato Natasha. Luca è credente ed è cresciuto con la fede, per lui il matrimonio in Chiesa era importante. Io invece vengo da un Paese dove si respirava ateismo: a scuola ci insegnavano che Dio non esiste».
Un percorso, il suo, cambiato nel tempo grazie soprattutto alla figura della nonna: «Pregava, mi parlava di Dio, e senza forzarmi ha piantato in me un seme. All’inizio era solo curiosità, poi quel seme è cresciuto ed è diventato fede».
Il percorso di Natasha: dal battesimo alla scelta di “consacrare” l’unione
Durante l’intervista, Natasha ha rievocato anche un passaggio decisivo del suo cammino spirituale: il battesimo, avvenuto a Mosca, quando dentro di sé ha sentito che era arrivato il momento. Ha raccontato di essersi preparata, di aver studiato, parlato con sacerdoti e frequentato di più la Chiesa, fino a maturare quella decisione come qualcosa di naturale.
In questo quadro si inserisce anche il tema del matrimonio “misto” e delle diverse tradizioni religiose, affrontato con delicatezza: per lei la scelta di sposarsi in Chiesa con Luca non è stata una formalità, ma un passo coerente con il percorso intrapreso e con la promessa di vivere la propria fede in modo concreto.
La figlia Sasha e le parole che hanno emozionato tutti
Uno dei momenti più intensi, nel racconto della coppia, è legato alle parole della figlia Sasha durante la cerimonia. Luca ha descritto la commozione provata nel sentirsi ringraziare per l’amore e per l’esempio dato in famiglia, con frasi che restano addosso e che un genitore non dimentica.
Natasha ha voluto dedicare un pensiero speciale anche alla suocera, definendola una presenza fondamentale: una donna forte, intelligente, capace di portare serenità e sorriso, al punto da essere percepita come una seconda mamma. È un dettaglio che completa il quadro di una famiglia unita, dove l’amore si manifesta anche nei legami “allargati”, spesso decisivi nella vita quotidiana.
Il ricordo di Fabrizio Frizzi: “È una presenza viva”
Nel corso della puntata è arrivato anche un momento di memoria e gratitudine: Natasha ha parlato di Fabrizio Frizzi, ricordando l’esperienza condivisa in televisione e la difficoltà, ancora oggi, di accettare la sua assenza.
Le sue parole hanno restituito l’immagine di un uomo capace di ironia e leggerezza, ma soprattutto di grande eleganza umana. Un “signore”, nel senso più pieno del termine, che per Natasha ha avuto un ruolo importante anche nel suo percorso professionale: un sostegno che lei considera determinante, al punto da dire che gli deve molto di ciò che è diventata.
Le sue parole:
«Faccio ancora fatica ad accettare che non ci sia più. Per me Fabrizio è una presenza viva, anche oggi, nella nostra vita. Era divertente, ironico, ma soprattutto un grande signore. Gli voglio un bene enorme e, in qualche modo, devo molto a lui: grazie al suo sostegno esisto anche io come personaggio televisivo».
Un racconto che parla di scelte vere
L’intervista a Da noi… a ruota libera ha mostrato un lato profondamente autentico di Natasha Stefanenko e Luca Sabbioni: una coppia che non ha avuto paura di aspettare il tempo giusto, di cambiare, di crescere e di rinnovarsi. Il “secondo sì” non è stato un ritorno al passato, ma un passo in avanti, fatto con consapevolezza.
Tra fede, famiglia e ricordi, la loro storia ha ricordato una cosa semplice: alcune promesse, quando arrivano al momento giusto, pesano ancora di più.