Una storia di “frode scientifica” che si trasforma in una storia di coraggio civile è quella raccontata da “Morbo K” la miniserie di Francesco Patierno, in onda il 27 gennaio, Giorno della Memoria, e il 28. La storia prende spunto da fatti reali e racconta il coraggio del professor Giovanni Borromeo, primario dell’ospedale Fatebenefratelli, riconosciuto dallo Yad Vashem come Giusto tra le Nazioni, che insieme ai medici Adriano Ossicini e Vittorio Emanuele Sacerdoti, nei giorni immediatamente precedenti al rastrellamento del ghetto di Roma del 16 ottobre 1943, ideò una geniale messa in scena inventando una malattia fittizia, il cosiddetto morbo K, così chiamato in riferimento agli ufficiali nazisti Kesselring e Kappler, presentandola come altamente contagiosa per tenere lontani i soldati tedeschi e riuscire così a nascondere e salvare decine di ebrei all’interno di un reparto dell’ospedale; nella fiction il personaggio prende il nome di professor Prati ed è interpretato da Vincenzo Ferrera, affiancato da un cast corale che include Giacomo Giorgio, Flavio Furno, Antonella Attili, Luigi Diberti, Marco Fiore e Antonello Fassari.
“Morbo K”, intervista esclusiva a Giacomo Giorgio
Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Giacomo Giorgio. Il giovane attore interpreta Pietro Prestifilippo, assistente del professor Prati: “Interpretare Pietro è stato un privilegio perché è la storia di due eroi a tutti gli effetti. Di questa storia mi ha colpito il coraggio che hanno avuto queste persone e anche il fatto che abbiano messo in atto una resistenza senza violenza e senza armi, solo con il coraggio e con l’astuzia”.
In una scena, Pietro chiede alla madre come si possa restare indifferenti di fronte ad una tragedia simile. Eppure anche oggi il germe dell’indifferenza si annida ovunque: “Oggi siamo più indifferenti. Ciò che spero si possa evincere da questa storia, che è la domanda che mi sono posto io, è mettersi nei panni di ragazzi e uomini di quell’epoca e chiedersi se in quella condizione si sarebbe arrivati al punto di sacrificare la propria vita, a rischiare la propria vita. E’ qualcosa di complesso. Quando ho preparato il personaggio, mi sono posto questa domanda senza riuscire però a darmi una risposta”.
Proprio in queste settimane si discute sull’urgenza di una legge contro l’antisemitismo. Un’iniziativa legislativa per contrastare l’odio razziale nei confronti degli ebrei. A tal proposito Giacomo Giorgio ha evidenziato: “Io credo che gli attori debbano fare gli attori, i politici debbano fare i politici e i cantanti debbano fare i cantanti. Il nostro compito è di raccontare delle storie e cercare di suscitare delle domande nello spettatore come ce le poniamo noi quando interpretiamo i personaggi. Poi da qui a quello che è giusto o sbagliato quello è un altro discorso. Io sono contro ogni forma di violenza”.