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“Mio fratello, mia sorella” esce l’8 ottobre su Netflix. Alessandro Preziosi: “Mi è mancato avere una sorella ma avrei chiesto troppo”

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Dall’8 ottobre sarà disponibile in streaming il film “Mio fratello, mia sorella”. Una storia di rapporti familiari interrotti, ma anche con problematiche relazionali e segreti, che alla classica impostazione del film corale aggiunge un tema particolare, quello della convivenza con un familiare affetto da gravi disturbi psichici. Nei panni dei protagonisti gli attori Alessandro Preziosi e Claudia Pandolfi.

Mio fratello, mia sorella: l’8 ottobre su Netflix

Ieri si è svolta la conferenza stampa di presentazione a cui anche noi di SuperGuida TV abbiamo partecipato. Il regista Roberto Capucci ha spiegato come sia stata una sfida portare sullo schermo una storia in cui viene affrontato un disturbo mentale come la schizofrenia:

“Parlare di schizofrenia è stato delicato e interessante, ho lavorato con il professor Martinotti, presidente della Società Italiana Psichiatria, che ci ha dato l’opportunità di raccontare il disturbo facendoci entrare in un mondo incredibile, a cui ho lavorato con la sceneggiatrice Paola Mammini. Abbiamo costruito un personaggio che non esiste, diciamo ‘customizzato’, con delle caratteristiche tecniche specifiche che mano mano scrivevamo con Paola per incastrarle nella nostra storia, chiedendo poi al professore se fosse tutto coerente. A livello psichiatrico abbiamo studiato ogni reazione. Abbiamo voluto raccontare un paziente immaginario ma senza mostrare le allucinazioni, piuttosto raccontandolo come si vedrebbe dall’esterno. Inoltre parliamo della cosiddetta famiglia ‘schizofrenogena’, ovvero del contesto familiare”.

Claudia Pandolfi ha raccontato il suo approccio al personaggio di Tesla: “Ho approcciato questo film trovando già una donna ben destrutturata. Di solito ci si appoggia sui punti fermi dei personaggi mentre lei è disarmata e vive di costanti autosabotaggi. Volevamo che la famiglia fosse raccontata in maniera autentica, anche io ho ascoltato molte testimonianze di donne che sono nella stessa situazione di Tesla. Mi hanno da un lato straziato e dall’altro fatto capire quanto fossi fortunata. Roberto aveva il film dentro e una grande urgenza di raccontarlo. Mi sono affidata e lasciata andare. Mi sono vista brutta, magra, grigia, ed era tutto rispettoso, bello, giusto e corretto”.

Alessandro Preziosi durante la conferenza scherza sulle scene che sono state girate in kitesurf e Claudia Pandolfi lo riprende. Tra loro è palpabile una certa empatia tanto che anche nel film ha giocato un ruolo importante l’improvvisazione. Alessandro Preziosi confida: “Non sono una persona che compatisce e credo che il modo in cui ho interagito col personaggio di Francesco è stata una strategia di distanza. Credo che abbia molto funzionato. Le scene sono frutto di una grande empatia, alcune non erano forse nemmeno in sceneggiatura”.

Ludovica Martino, ormai volto popolare delle serie televisive, ha invece ammesso l’importanza di andare in clinica per seguire gli incontri con il professore: “Roberto ha creato una famiglia anche tra di noi. Se il personaggio doveva farlo Francesco ci teneva che noi partecipassimo e vedessimo queste testimonianze, andassimo anche noi in clinica. Poteva bastare una volta ma Roberto ci ha creato un legame così simbiotico che siamo entrati in totale empatia sia tra di noi che in queste storie. Ha prevalso il lato umano ed eravamo noi ad essere diventati curiosi di sapere, di scoprire, di avere più testimonianze, e chiedevamo di andare in clinica e chiamarci quando c’erano gli incontri col professore. Si era accesa una curiosità reale di vita, io conoscevo la schizofrenia come tema ma non in maniera così approfondita. Un vero viaggio insieme. Abbiamo iniziato il film con un grande background già completo”.

Francesco Cavallo interpreta il figlio di Claudia Pandolfi ed è stato lui stesso a doversi confrontare in modo diretto con la malattia: “Abbiamo cercato di lavorare su un’operazione diretta andando in clinica per capire cosa significasse avere questo disagio, evitando macchiette, ma non c’era l’ispirazione fisica a una persona specifica, il che ci ha dato modo di essere più creativi possibile nell’inventare le sue turbe, le sue stereotipie, il suo specifico rapporto con la madre. Da questa esperienza abbiamo preso le sensazioni che la malattia comporta sia sull’interessato che sulla famiglia. Alla prima lettura del copione sembrava già che ci fosse dietro una famiglia esistente”.

Alessandro e Claudia hanno poi parlato di quanto sia importante avere dei legami familiari. Alessandro Preziosi ha dichiarato che qualche anno fa lui e Claudia si erano incrociati su un set e che questo progetto ha dato loro modo di conoscersi meglio. Claudia ha una sorella mentre Alessandro ha due fratelli con cui dice, “ho un bellissimo rapporto. Mi è mancato avere una sorella ma forse sarebbe stato chiedere troppo”.

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