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Maurizio Costanzo ricorda l’amico Piero Angela: «Mi sono sentito veramente solo. Le chiacchierate con lui ed Enzo Tortora. Uomo discreto, non si atteggiava mai a primo della classe»

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Sono tanti i personaggi del mondo della politica, della cultura e della tv che in questi giorni hanno voluto ricordare Piero Angela, scomparso recentemente. Tra i tanti personaggi del mondo della tv e dello spettacolo, c’è anche il giornalista e conduttore Maurizio Costanzo, grande amico di Piero Angela.

Maurizio Costanzo ricorda Piero Angela: «Un uomo discreto»

In un’intervista al Corriere della Sera, Maurizio Costanzo, commentando la scomparsa di Piero Angela ha dichiarato: «Oggi mi sono sentito veramente solo. Stanno scomparendo tante persone con cui ho condiviso buona parte della mia vita non solo professionale e Piero era tra queste».

Piero Angela e Maurizio Costanzo: l’incontro in Rai

Costanzo ricorda come ha conosciuto Piero Angela e i primi tempi in Rai con lui ed Enzo Tortora: «Io ero un ragazzo, avrò avuto 18-20 anni. Ero agli esordi della mia carriera giornalistica e lavoravamo entrambi alla radio, nella antica, mitica sede della Rai di via del Babuino, che adesso non esiste più. Eravamo un gruppo affiatato, c’era anche Enzo Tortora tra noi, e ci incontravamo in un locale dietro piazza del Popolo, il Bar Menghi. Quel gruppo si è molto assottigliato e forse non esiste più nemmeno quel locale».

Maurizio Costanzo: «Piero non si atteggiava mai a primo della classe»

Di Pero Angela, il giornalista Maurizio Costanzo ricorda: «Piero era un uomo molto discreto, non si atteggiava mai a primo della classe, quando gli facevo complimenti per i suoi programmi, mi guardava come fossi un folle. La cosa curiosa, poi, è che un po’ di tempo fa affermò in un’intervista che io gli avevo consigliato di dedicarsi sempre a nuovi progetti, per mantenersi giovani e non invecchiare. Invece era stato proprio lui che, precedentemente, lo aveva consigliato a me… e infatti era quello che lui attuava quotidianamente».

La caratteristica fondamentale di Piero Angela, ricorda Costanzo era: «Quella di essere capace di farsi capire, anche su argomenti tutt’altro che semplici, non dicendo mai una banalità, non semplificando mai in maniera mediocre. Inoltre, era capace di raccontarti dei fatti, oppure delle scoperte, degli aspetti singolari del mondo che ci circonda, in modo tale da lasciarti per intero il piacere di stupirti. In altri termini, non solo era il principe dei divulgatori, ma soprattutto dei narratori. Resterà la sua lezione di vita e di una professione svolta sempre in maniera rigorosa, scrupolosa, eccezionale».

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