Il 23 gennaio è uscito “Sognatori” il nuovo singolo del cantautore Mattia Briga (In arte Briga). Il testo della canzone dichiara esplicitamente la forza di essere sognatori e di continuare ad esserlo sempre ma il sogno più urgente che ha occupato la mente dell’autore negli ultimi quattro anni, e che ha condiviso con la sua amata Arianna Montefiori, è stato il desiderio di diventare genitori, di poter coronare la propria storia d’amore con un figlio, di crescere una creatura da poter amare. Un sogno che la coppia sta realizzando proprio in questo periodo: Briga e Arianna infatti aspettano una bambina.
Intervista a Mattia Briga all’uscita del brano “Sognatori”
Il 30 gennaio esce anche il videoclip del brano, girato a Ravenna, interpretato dalla coppia di innamorati per la regia di Emiliano Bechi Gabrielli e prodotto da Daimon Film con il contributo della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna. Briga annuncia anche una data live con un concerto che si terrà il 4 maggio ai Magazzini Generali a Milano. Noi di SuperGuidaTv abbiamo intervistato Mattia e con lui abbiamo parlato della sua nuova canzone e del momento che sta vivendo insieme alla sua Arianna. Con Briga abbiamo poi ricordato i momenti vissuti ad Amici, il rapporto con Maria De Filippi e il suo Sanremo 2019 con Patty Pravo.
Mattia, so che sei appena arrivato a Madrid. Come mai ti trovi lì?
“Sono qui per un concerto molto speciale. C’è un’artista a cui sono profondamente legato, Bebe, che circa vent’anni fa ha pubblicato un disco fondamentale per me, Pafuera telarañas. Quest’anno ricorre il ventennale e avevo preso i biglietti già quest’estate. Poi ci siamo sentiti e oggi mi ha detto: “Vieni a darmi un bacio dopo il concerto”. Per me è un’artista che ha significato tantissimo nella mia vita, quindi sono arrivato per abbracciarla”.
Viaggi molto: di recente sei stato anche in Argentina. Che esperienza è stata?
È stata la terza volta e ogni viaggio è stato più bello del precedente. In totale ho passato circa 60-70 giorni a Buenos Aires nella mia vita, ho tanti amici lì e ormai torno anche solo per rivederli. È una città che comunica tantissimo, che mi fa sentire vivo, quasi immortale.
Viaggiare è un sogno per molti. E mi aggancio al titolo del tuo nuovo brano, Sognatori. Come nasce questa canzone?
La prima strofa nasce a Roma, in via del Corso. Ero con Arianna, la accompagnavo a fare shopping. Tornando verso la macchina ci siamo fermati davanti alla vetrina di Fendi: lei con le buste in mano di Zara, io che guardavo il nostro riflesso. Quell’immagine mi ha creato un paradosso enorme dentro, era molto forte, e ho deciso di iniziare la canzone così.
La seconda strofa invece nasce a Londra ed è legata al desiderio profondo, come coppia, di diventare genitori. Stavamo attraversando un momento delicato, di attesa e di incomprensione. La canzone racconta anche questo, ma in modo molto delicato: non mi piace essere troppo diretto, preferisco girare intorno alle cose e poi colpire nel punto giusto.
Dal sogno di una camicia in vetrina al sogno di avere un figlio, che ora si sta realizzando: come state vivendo questo momento?
È un momento stupendo. Non è stato un percorso facile, ma ora siamo nella fase della realizzazione, sia del sogno che della realtà. L’evento arriverà a inizio aprile e per noi è un’ulteriore conferma di quanto siamo uniti. La nostra storia è nata durante la pandemia, abbiamo superato tante difficoltà tenendoci per mano. Ci sono stati momenti di incertezza, ma oggi siamo felicissimi.
Sarà una bambina. Come ti immagini come papà?
Sono una persona molto affettuosa, quindi con mia figlia lo sarò ancora di più. È la figlia di un grande amore, di una coppia complice, che si vuole bene.
Nel brano rivendichi con forza l’identità dei “sognatori”. Ti sei sempre sentito così, anche all’inizio del tuo percorso artistico?
Sì. Io sono un autore e le mie canzoni sono come figli. Alcune però segnano il percorso più di altre. Sognatori è un’evoluzione di una mia canzone del 2015, Campione di sogni: prima sognavo da solo, oggi sogno in due, poi sognerò per tre. È questo il senso.
Scrivere una canzone così intima è stato liberatorio o ti ha spaventato?
È sempre liberatorio. La scrittura è una forma di esorcismo, di autoterapia. Lo facevo già a 15-16 anni. Con Arianna avevamo già fatto un primo esperimento nel videoclip di Vieni con me. Lei è un’attrice, io ho girato tanti video, quindi la complicità si vede. Questo disco è dedicato a lei, a noi. Molti brani parlano della nostra storia.
Canti spesso l’amore: per te è una necessità artistica?
A me piacciono le canzoni d’amore. E poi l’amore è un tema talmente vasto che puoi raccontarlo all’infinito, da mille prospettive diverse. Non temo di ripetermi perché so sempre da dove nasce quello che scrivo.
Pensi che in futuro l’amore per tua figlia finirà in una canzone?
Sì, ci sto già lavorando. Ma sarà quando la vedrò che nascerà davvero quell’ispirazione.
Dopo oltre dieci anni di carriera, a che punto senti di essere arrivato?
Il mercato musicale cambia troppo velocemente per fare programmi. Io sono felice perché vivo di musica e sono libero. La mia libertà e la mia felicità non le baratto con niente. Ho fatto scelte che hanno condizionato la mia carriera, ma posso ancora crescere molto artisticamente.
Il 4 maggio torni dal vivo ai Magazzini Generali di Milano: che concerto sarà?
Non voglio fare una scaletta uguale a quella di Roma, quindi qualcosa cambierà. Sognatori avrà sicuramente un ruolo centrale: è una delle canzoni più belle che abbia mai scritto, anche melodicamente. Sto lavorando al decimo disco e dopo più di quindici anni di carriera i concerti sono un vero racconto musicale della mia vita.
Ti abbiamo conosciuto ad Amici. Qual è il ricordo più forte di quell’esperienza?
Il ricordo indelebile per me è Maria, perché io lì non sono entrato per fare amicizia, avevo 25 anni, avevo già diversi anni di carriera e volevo dare una svolta alla mia vita. Il ricordo indelebile è di aver conosciuto una persona che sembra enigmatica e quando invece la conosci è una donna meravigliosa. In un periodo dove si parla spesso della condizione delle donne, lei rappresenta in pieno la donna forte, la donna libera, emancipata e indipendente. Io ho una madre che è sempre stata così, quindi per me il problema non si è mai creato, perché per me le donne sono… il mio primo riferimento è mia madre, una donna di una certa cultura, una donna battagliera nella sua vita, quindi ho sempre avuto degli esempi femminili anche in famiglia molto importanti, insomma aver conosciuto Maria per me quell’anno è stato bellissimo perché ho scoperto una persona che tra l’altro mi ha anche aiutato molto a farmi capire determinate cose, io ogni tanto esageravo, sbagliai anche, lei me lo fece notare in qualche maniera e anche in un modo molto dolce.
Sanremo 2019 con Patty Pravo, che torna proprio quest’ano in gara: che esperienza è stata?
Indimenticabile. Non capita tutti i giorni, forse è stata l’unica volta della mia vita. Mi piacerebbe tornarci da solo con una mia canzone: sarebbe un’occasione enorme per mostrarmi per quello che sono davvero. Le scriverò un messaggio sicuramente.
Un altro progetto è la web serie che realizzi con Arianna, ora alla seconda stagione. Cosa dobbiamo aspettarci?
Si chiamava Noi adesso si chiamerà Noi 3, magari. Parlerà anche di paternità e maternità. Continuerà a essere spontanea, senza copione: decidiamo di filmare e quello che succede, succede.
Ora che il sogno della paternità si sta realizzando, ne hai già un altro nel cassetto?
Ho sempre un sogno di riserva e un microfono come una belva, come diceva Primo Brown, nel testo di una delle mie canzoni che è L’amo. E con questa citazione rispondo alla tua domanda.









