L’universo distopico nato dalla penna di Margaret Atwood è pronto a espandersi ulteriormente. Su Disney+ è arrivata “The Testaments”, l’attesa evoluzione dell’acclamata serie “The Handmaid’s Tale”, una drammatica storia di formazione che ci riporta nelle oscure atmosfere di Gilead.
La narrazione segue le vicende delle giovani adolescenti Agnes, obbediente e devota, e Daisy, una “convertita” da poco arrivata oltre i confini del regime. Le due si muovono tra le sale dorate della scuola preparatoria d’élite per future mogli gestita da Zia Lydia, un luogo in cui l’obbedienza viene instillata con brutalità e rigide motivazioni religiose. Il legame che le unisce diventerà il catalizzatore in grado di stravolgere il loro passato, il presente e il futuro.
Creata dallo showrunner Bruce Miller e prodotta da MGM Television (con la regia dei primi tre episodi affidata a Mike Barker), la serie vanta un cast eccezionale che include Ann Dowd, Chase Infiniti, Lucy Halliday, Amy Seimetz, Rowan Blanchard e Mattea Conforti. Per addentrarci nelle complesse dinamiche recitative e psicologiche della serie, abbiamo intervistato proprio Mattea Conforti, interprete della tormentata Becca. Ci ha raccontato la sua esperienza sul set, il delicato lavoro di immedesimazione e la profonda connessione creata con le colleghe.
Entrare in un universo narrativo così popolare come quello di “The Testaments” è un traguardo importante. Come ti sei preparata per recitare in una storia così intensa e conosciuta?
Quando ho ricevuto la convocazione per l’audizione ero ovviamente molto sorpresa. Volevo offrire la mia migliore interpretazione possibile perché desideravo davvero far parte di un’opportunità così straordinaria. In passato sono stata una grande fan di The Handmaid’s Tale e di Margaret Atwood; sono progetti che hanno letteralmente rivoluzionato la televisione, innescato dibattiti e permesso al pubblico di trarre le proprie conclusioni. Ho avuto conversazioni fondamentali con il nostro showrunner, Bruce Miller, e con uno dei registi, Mike Barker, su come interpretare al meglio il personaggio di Becca e le relazioni che intrattiene. È stato un ambiente estremamente stimolante e collaborativo, andavamo tutti d’accordo e ci confrontavamo apertamente.
Ricordi la tua primissima reazione quando hai letto il copione del tuo personaggio?
Sono rimasta sbalordita, onestamente. La scrittura è incredibile. Sono stata catturata fin dalla prima pagina e, da attrice, quando leggi un copione e ti ritrovi così coinvolta da farti continue domande, capisci che il progetto funzionerà e genererà un impatto reale. Ero entusiasta. Ricordo ancora la nostra prima lettura corale a tavolino (il table read), tutti insieme: ho visto il progetto prendere vita ed è stato esaltante. Mi ha fatto davvero non vedere l’ora di affrontare il resto delle riprese.
Crescere a Gilead cambia profondamente una persona. Da attrice, come hai affrontato un ruolo con un istinto di sopravvivenza così radicato e complesso?
È una sensazione strana, perché queste ragazze cresciute a Gilead non hanno alcun riferimento esterno, nessuna fonte che mostri loro un’alternativa ai problemi che vivono. Sono assuefatte a questa “normalità”, sono le uniche regole con cui sono cresciute, quindi non mettono in discussione l’ambiente circostante. Personalmente, avrei ovviamente contestato il lavaggio del cervello e la manipolazione a cui queste ragazze sono sottoposte, quindi mettersi nei panni di un personaggio che, purtroppo, è così compiacente verso tutto questo è stato molto impegnativo. Tuttavia, nel personaggio di Becca c’è un’esitazione, un dubbio iniziale sul suo mondo. Sono riuscita a trovare un certo sollievo nell’esprimere questo senso di rottura attraverso di lei.
Senza fare spoiler, qual è stata la scena più difficile da girare in questa stagione?
Direi qualsiasi scena di assemblea, o quelle in cui dovevamo urlare molto. Le ore sul set sono lunghissime e noi urlavamo in continuazione, a volte fino alle tre o alle quattro del mattino. Uscivo dal set completamente senza voce. Ma volevo andarmene in quello stato di stanchezza fisica e mentale, perché significava che avevo dato tutta me stessa. Tenevo moltissimo alla performance che stavo offrendo, e vedevo che tutti gli altri stavano dando il 110%. Volevo fare esattamente lo stesso.
Hai alcune scene molto intense con Rowan Blanchard. Puoi condividere un ricordo divertente o importante del dietro le quinte con lei?
Oh Dio, adoro Rowan! È la migliore. Fuori dal set, io, Rowan e le altre ragazze andavamo in un sacco di ristoranti, cercando di fare quante più cose da turiste possibili in Canada, esplorando Toronto. Siamo state fortunate: è nata subito una vera fratellanza, un legame istantaneo che ha aiutato tantissimo i nostri personaggi anche sullo schermo. Ancora oggi siamo in stretto contatto e abbiamo la nostra chat di gruppo sempre attiva. Le amo tutte profondamente.
Il rapporto tra il tuo personaggio, Becca, e quello di Agnes (interpretata da Chase Infiniti) è centrale. Come avete lavorato fuori dal set per costruire questa connessione?
È una dinamica difficile perché Becca lotta costantemente con la propria identità, con i sentimenti che prova per sé stessa e persino con la sua sessualità. In un mondo in cui non le è permesso avere una migliore amica, non le è tantomeno concesso provare ciò che prova per Agnes. Io e Chase abbiamo fatto molte conversazioni importanti su come gestire la cosa: ‘Cosa prova Agnes per Becca? Come interiorizza Becca i sentimenti di Agnes?’. Fortunatamente, essendo così legate fuori dal set, affrontare queste conversazioni difficili e costruire il rapporto a telecamere spente ci ha aiutato immensamente a renderlo vero sullo schermo. Sarebbe stato difficilissimo se non ci fossimo piaciute, ma tra noi c’era tantissimo affetto. Eravamo una grande famiglia, ed è stato d’immenso aiuto.
Se dovessi descrivere la storia del tuo personaggio in questa stagione con sole tre parole, quali sarebbero e perché?
Oh mamma. Direi ‘Emotiva’, perché quest’anno Becca affronta delle vere e proprie montagne russe di emozioni. Poi direi ‘Sfortunata’, perché non riesce a ottenere tutto ciò che desidera. Ma direi anche ‘Forte’, perché Becca, così come le altre donne della serie, ha una forza incredibile. Devono solo attingere a quella forza interiore, trovarla dentro di sé e farsi forza a vicenda, supportandosi per permetterle di emergere e sbocciare. Sì, credo che queste siano le tre parole perfette per descrivere Becca.









