I Giovani del Folkstudio tornano con la quarta edizione di “Noinoncisanremo” che oltre a Roma, quest’anno sbarca per la prima volta a Milano. L’appuntamento, dedicato alla canzone d’autore, vede la direzione artistica di Luigi ‘Grechi’ Gregori ed Ezio Guaitamacchi. Scopriamo insieme cosa ci ha rivelato il cantautore su questo evento, sulla musica attuale e sui giovani artisti emergenti.
Intervista a Luigi “Grechi” Gregori, direttore artistico di ‘Noinoncisanremo’
Luigi Grechi, pseudonimo di Luigi De Gregori, è un cantautore e chitarrista italiano che negli anni Sessanta si esibiva al Folkstudio di Roma, storico locale di Trastevere che in quel periodo ospitava musicisti d’avanguardia come Odetta e Bob Dylan. Oggi, è il direttore artistico di “Noinoncisanremo“, rassegna musicale dedicata alla canzone d’autore che si terrà negli stessi giorni in cui andrà in onda la 76esima edizione del Festival di Sanremo.
L’appuntamento è previsto per il il 24 febbraio 2026 presso il Teatro Garbatella di Roma dove si esibiranno sul palco Francesco Prandelli & Lorenzo Giannini, Daniele De Gregori & Lucio Bardi, Leo Folgori, Nage, Giovanni Block, Paolo Capodacqua, Fabrizio Emigli & Edoardo Petretti, Leonardo Petrucci & Band.
Mentre presso l’Auditorium Radio Popolare “Demetrio Stratos” di Milano, il 26 febbraio, ci saranno Folco Orselli, Giovanni Block, Claudio Sanfilippo, Petrina, Veronica Marchi e Alteria.
Luigi “Grechi” De Gregori come è nata l’idea di creare un Festival alternativo a Sanremo dal titolo ‘Noinoncisanremo’?
“Innanzitutto, non è un festival, e tantomeno alternativo a Sanremo, ci mancherebbe. È un sasso gettato nello stagno per vedere quanta gente ha la sensazione che quella storica manifestazione mostri un po’ la corda”.
In questa quarta edizione, per la prima volta dopo Roma sbarcate a Milano. Cosa vi aspettate dalla ‘capitale musicale’ d’Italia?
“Ho vissuto a Milano per più di vent’anni: conosco la città, la sua gente, i suoi umori. E soprattutto conosco bene Ezio Guaitamacchi, con cui ho avuto molte occasioni di collaborare, e ho voluto coinvolgerlo nell’avventura… non ho dovuto insistere perché
accettasse. Mi aspetto che anche a Milano si mostri un pubblico curioso, in cerca di novità”.
C’è un criterio con cui ha scelto, insieme a Ezio Guaitamacchi, il cast di artisti che si esibiranno quest’anno?
“Le nostre scelte sono state indipendenti. Per quel che mi riguarda gli artisti che propongo a Roma vengono da più di un decennio di programmazione – un giorno al mese – in un paio di locali romani… altri sono delle sorprese, dei giovanissimi scoperti nel web”.
Ci può svelare qualche ospite delle due serate, che ricordiamo sono in programma gli stessi giorni di Sanremo?
“Non c’è nulla da svelare, i nomi sono stati pubblicati da settimane… nessuno è famoso, anche se parecchi possono vantare anni di professione, come Daniele De Gregori (che non è un mio parente, neanche alla lontana) che avrà con sé Lucio Bardi, storico chitarrista di Bennato e fratello di Donatella, e poi Paolo Capodacqua, che oggi è un cantautore di grande interesse dopo essere stato per anni il chitarrista di Claudio Lolli.
Ma ci saranno anche dei veri sconosciuti, dei giovanissimi ai quali pronostico un sicuro avvenire. Del resto, non mi sbagliai tanti anni fa portando sul palco per la prima volta Francesco De Gregori!”.
Cosa pensa del mercato discografico attuale, delle classifiche spesso ‘gonfiate’ e degli stadi pieni (con i biglietti svenduti che a volte sembra più una scelta di marketing che realtà)?
“Credo che dalla domanda si intuisca già la mia risposta… Ma credo che la risposta vera sia nel mercato stesso, molto lontano dalle cifre di un tempo almeno per quanto riguarda le vendite dei dischi…”.
Lei è nato, artisticamente parlando, nel celebre Folkstudio di Via Garibaldi a Roma. Oggi non ci sono più luoghi così, la fanno da padrona i talent e i social. Come può un artista che fa musica di qualità emergere senza ‘snaturarsi’?
“Non è vero che non ci sono più luoghi così: a Torino esiste e resiste il FolkClub che era ben collegato con il Folkstudio di Roma e che continua a fare da decenni un’ottima
programmazione. Certo, è un piccolo locale che non raggiunge i cento posti, ma così era il FolkStudio…”.
Chi sono, secondo lei, gli artisti che oggi in Italia fanno ancora musica di qualità e con i quali le piacerebbe collaborare.
“Sono proprio “quelli che emergono senza snaturarsi”, come Lucio Corsi, che abbiamo avuto il piacere di avere sul palco dei “Giovani del Folkstudio” mesi prima della sua partecipazione a Sanremo…”.
Lei definisce questo evento come una ‘garbata contestazione’ del Festival. Anche Francesco De Gregori non ha mai partecipato, come cantante in gara, al Festival. Non crede che scegliendo di starne fuori, la qualità che rappresentate finisca per mancare al sistema, finendo paradossalmente per indebolirlo ancora di più?
“Non credo. Da quello che mi sembra e da quello che vedo mi pare che Francesco continui a fare il tutto esaurito. Se il sistema si indebolisce è solo per scelte poco adeguate”.









