Leo Gassmann torna sul palco di Sanremo con il brano “Naturale”. Artista poliedrico, il giovane Gassmann è in grado di passare dallo studio di registrazione al set cinematografico con una naturalezza che solo chi l’arte ce l’ha nel DNA riesce a fare. Di recente abbiamo visto Leo Gassmann nella fiction “L’Invisibile” dedicata alla cattura di Matteo Messina Denaro. A breve lo rivedremo sul palco del Teatro Ariston durante il Festival della Canzone Italiana di Sanremo 2026. Per la serata delle cover Gassmann ha scelto di dividere il palco con l’amico Aiello portando in scena il brano “Era già tutto previsto”. Subito dopo la kermesse canora Gassmann presenterà il suo disco dal titolo “Vita vera paradiso”, in uscita il 10 aprile 2026. A seguire, Gassmann sarà impegnato in un tour in giro per l’Italia. Noi di SuperGuidaTv abbiamo incontrato i conferenza stampa Leo Gassmann, ecco cosa ha raccontato l’artista rispondendo alle domande dei giornalisti in sala.
Leo Gassmann a Sanremo 2026 con ‘Naturale’
“È naturale fare la pace”: Cosa rappresenta questa frase della tua canzone?
“Cantare d’amore oggi è ancora necessario. Può sembrare una cosa semplice, ma credo che proprio dalle cose semplici nascano le vere rivoluzioni. Io ho bisogno di pace e l’ho trovata anche attraverso la realizzazione di questo disco. “Naturale” è un primo passo: una canzone che sta a metà tra quello che ho fatto finora e quello che probabilmente continuerò a fare. Strizza l’occhio al pop, che mi diverte molto, ma rappresenta anche una scelta di maturità. Avevo molte canzoni pop già pronte, anche scritte con Marco Rissa, che usciranno, ma sentivo il bisogno di fare un disco più sincero, più vicino a quello che vibra nel mio cuore e nella mia anima”.
Arrivi a Sanremo con uno spirito diverso rispetto al passato?
“Sì, questa volta arrivo al Festival in modo molto più tranquillo. Il primo Sanremo tra i Big è stato un bellissimo percorso, ma la prima volta è sempre un’incognita. Ora torno con più calma e con una visione più chiara dei miei orizzonti. Mi sento più in pace e spero che questo arrivi anche al pubblico”.
Qual è il tuo rapporto con gli altri artisti in gara e che rapporto hai con le collaborazioni?
“Ci sono tanti amici. Conosco bene Eddie Brock, Arisa, Fulminacci, le Bambole di Pezza, Samurai Jay. In realtà collaborerei con tutti, ma il mio disco Vita vera paradiso è nato in modo molto sincero. Non amo i featuring “a tavolino”: le canzoni sono nate perché ci siamo incontrati, eravamo in viaggio, abbiamo suonato insieme dopo una birra o un piatto di pasta. Così la musica è più vera. È un processo forse meno cool, più lento, ma molto più liberatorio”.
Come nasce per te una canzone?
“Quando scrivo una canzone voglio emozionarmi. Voglio fotografare un momento della mia vita: una canzone è come una fotografia. Tutto deve avvenire in modo naturale”.
Perché hai scelto “Era già tutto previsto” per la serata dei duetti che canterai con Aiello?
“Ero indeciso tra ‘Io che amo solo te’ di Sergio Endrigo e ‘Era già tutto previsto’. Sono due canzoni che amo moltissimo. Ho pensato subito ad Aiello. Gliel’ho proposto con molta insicurezza, ma lui mi ha detto: “Se ti prendono, io ci sono”. È una scelta di cuore. È una canzone struggente, che valorizza le nostre voci. Durante il duetto mi emozionerò tantissimo, probabilmente piangerò. È una magia che nasce da un’amicizia vera”.
La fiction sulla cattura di Matteo Messina Denaro che esperienza è stata per te?
“È stata un’esperienza molto emozionante. Raccontiamo una pagina importante della storia del nostro Paese, quella di uomini che combattono nell’ombra per garantire libertà e giustizia. Interpretavo un personaggio realmente esistito. Sul set sono venuti anche i veri ROS a raccontarci aneddoti di quell’anno così delicato. Ho avuto la possibilità di lavorare con attori straordinari come Luigi Lo Cascio e con Michele Soavi. Anche Levante ha fatto un lavoro bellissimo, soprattutto considerando che era la sua prima esperienza”.
Parla della musica in generale, politica e contesto internazionale
Non ho una risposta definitiva. Vedo la musica come lo sport: dovrebbe essere libera dalla politica. Come alle Olimpiadi, che fermavano le guerre per creare dialogo. Mi chiedo se impedire agli artisti di alcuni Paesi di partecipare sia davvero la scelta giusta. Alzare muri non favorisce il dialogo. La musica potrebbe essere uno spazio di confronto umano, non politico. È una riflessione aperta, non una posizione netta.
Ci sono collaborazioni nel nuovo album?
“Ci saranno brani con Clemente Guidi, Fadi e Fazma. Sono tutti amici, artisti che stimo profondamente. Le collaborazioni sono nate per amicizia, non per strategia. Sono canzoni sincere, vere”.
Ti piacerebbe recitare un giorno con tuo padre?
“Sì, sarebbe un grande onore. Dipende dalle storie. Non escludo nulla nella vita: seguo il vento e le cose che mi fanno stare bene”.
Il tuo percorso musicale
“Canto da quando ero piccolo. Mia madre mi ha avvicinato al cantautorato italiano, mio padre alla musica internazionale. Ho studiato canto, conservatorio, ho fatto un provino a Berklee e ottenuto una borsa di studio. Ho scelto di restare in Italia. Forse con un po’ di rammarico, ma con tanta passione. Continuerò a fare musica finché mi emozionerà”.
Che disco è Vita vera paradiso?
“È il mio disco più sincero. È nato nei viaggi in furgone, sotto la pioggia, al mare, all’ombra degli alberi. Volevo un album con un’identità chiara, che suonasse coerente dall’inizio alla fine. Se dovessi scomparire domani, sarei felice che uscisse: racconta la mia umanità”.