La nuova fiction “Le libere donne” arriva su Raiuno in prima serata dal 10 marzo e sarà disponibile anche su RaiPlay. La serie, composta da tre episodi, prende spunto dal romanzo Le libere donne di Magliano dello scrittore e psichiatra Mario Tobino e affronta temi intensi come la libertà, la sofferenza mentale, la condizione femminile, il patriarcato e l’assurdità della guerra. La storia segue il medico Tobino, interpretato da Lino Guanciale, uno psichiatra sensibile e anticonformista che lavora nel manicomio femminile di Maggiano e cerca di difendere la dignità delle pazienti contro metodi e regole oppressive. La fiction è diretta da Michele Soavi e prodotta da Rai Fiction insieme a Endemol Shine Italy, con il patrocinio del Comune di Lucca e la collaborazione della Fondazione Mario Tobino ETS. La sceneggiatura è firmata da Peter Exacoustos e Laura Nuti. Accanto a Guanciale recitano numerosi attori tra cui Grace Kicaj, Gaia Messerklinger e Fabrizio Biggio, affiancati da un ampio cast che include Paolo Briguglia, Francesca Cavallin e Luigi Diberti.
“Le libere donne”, intervista esclusiva a Grace Kicaj
Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Grace Kicaj. Nella serie, l’attrice interpreta Margherita Lenzi, giovane donna internata dal marito nel manicomio femminile di Maggiano: “Margherita è prima di tutto una giovane donna: una persona estremamente sensibile, capace di percepire profondamente ciò che accade intorno a lei. Allo stesso tempo possiede un grande coraggio, che le permette di affrontare situazioni difficili senza perdere la propria umanità. La sua sensibilità non è una fragilità, ma una forza che la guida nelle scelte e nei rapporti con gli altri, rendendola un personaggio intenso e complesso”. Grace ha poi rivelato che a colpirla è stata il coraggio di Margherita: “Penso che la sua forza più grande sia proprio il coraggio con cui affronta tutte le sfide che la vita le mette davanti. Lo si capisce fin dalla scena iniziale della serie, quando lei, con una certa leggerezza e naturalezza, si presenta nuda in piazza: un gesto che racconta molto del suo spirito libero. Da quel momento in poi emerge sempre la sua determinazione, perché Margherita non smette mai di lottare per la propria libertà, portando avanti questa battaglia con tenacia fino alla fine”.
E sul patriarcato che resiste ancora oggi, Grace ha dichiarato: “Penso che tutto debba partire dall’educazione. Un’educazione che riguardi tutti, a partire dai fratelli, dai figli e dalle nuove generazioni. È proprio da lì che bisogna cominciare, perché secondo me è un aspetto davvero fondamentale per costruire rispetto, consapevolezza e relazioni più sane”.
Un altro tema che viene affrontato nella serie è quello della salute mentale: “Credo che la salute mentale sia fondamentale per tutti, esattamente come lo è quella fisica. La psicoterapia dovrebbe essere considerata con la stessa naturalezza con cui si fanno i controlli medici periodici, come una visita di routine. È uno strumento molto importante per conoscersi meglio, comprendere se stessi e riuscire poi a relazionarsi in modo più consapevole con il mondo e con gli altri”.
Grace ha poi svelato qual è stata dal punto di vista emotivo la scena più difficile da girare: “Il primo ricordo che mi viene in mente riguarda probabilmente le scene girate nella stanza delle alghe. Anche nel vero manicomio esisteva uno spazio simile: una stanza riempita con alghe raccolte sulle rive del mare, alle quali venivano attribuite proprietà curative. Quando le pazienti più agitate perdevano il controllo, venivano portate lì dentro per potersi sfogare liberamente. È stata un’esperienza molto intensa da interpretare: anche se sai che stai recitando e che si tratta di una scena, lasciarsi andare completamente crea una sensazione molto forte, quasi come chiedersi fin dove ci si possa spingere emotivamente. Da un lato è stato liberatorio, dall’altro anche molto impegnativo e pesante dal punto di vista emotivo”.
“Le libere donne” è una serie che fa pensare molto all’oggi e ai tempi che stiamo vivendo: “Il messaggio che lancia questa serie è di non smettere mai di lottare per la propria libertà. È importante anche continuare ad avere fiducia nell’amore, perché esiste davvero in tante forme diverse: non solo quello passionale, ma anche la solidarietà tra donne, il sostegno reciproco e l’affetto profondo che lega le persone. E poi torno ancora sull’importanza dell’educazione, perché è proprio da lì che può nascere un cambiamento vero, prima che sia troppo tardi”.










