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King Kong – Opinioni e recensione del film

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King Kong è un film del 2005 di genere Azione/Avventura diretto da Peter Jackson, con protagonisti Naomi Watts, Jack Black, Adrien Brody, Andy Serkis, Jamie Bell, Thomas Kretschmann. Il film ha una durata di circa 187 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film King Kong

La Grande Mela, 1933. Nel periodo della grande depressione, Ann Darrow è una bella e bionda attrice che sogna di sfondare, ma finisce per essere licenziata. La neo-disoccupata accetta allora la proposta di Carl Denham, un bizzarro regista in crisi che le offre il ruolo da protagonista in un suo nuovo film a sfondo esotico, nel quale reciterà al fianco della star Bruce Baxter.

Ann scopre inoltre che la sceneggiatura è ad opera di Jack Driscoll, un drammaturgo per cui nutre profondo rispetto, e decide di accettare l’ingaggio. La troupe ora al completo parte così a bordo del cargo SS Venture, diretta verso la misteriosa isola del Teschio, un luogo dall’ubicazione ignota, ma segnata su una vecchia mappa non ufficiale, che si troverebbe in una zona dell’Oceano Pacifico.

Arrivati infine alla meta, i membri del cast e i tecnici sbarcano sull’isola e iniziano l’esplorazione del luogo, che li conduce ad un piccolo villaggio popolato da indigeni bellicosi e circondato da un’alta muraglia. La costruzione, dal carattere difensivo, serve a protezione dalle gigantesche creature mostruose che vivono “aldilà”, includenti un gigantesco scimmione soprannominato Kong dagli autoctoni.

Riusciti a fuggire incredibilmente, pur con qualche tragica perdita umana, alla furia indigena, i protagonisti fanno ritorno sulla nave ma la sera stessa Ann viene rapita: sarà solo l’inizio di un’incredibile avventura che vedrà la mastodontica creatura elemento fondamentale per la salvezza della ragazza.

La recensione del Film

Nel 2005 il mito cinematografico di King Kong è tornato per l’ennesima volta sul grande schermo grazie alla versione firmata da Peter Jackson che, ormai consacrato universalmente dallo strepitoso successo, di critica e pubblico, della trilogia de Il signore degli anelli, ha potuto contare su un budget illimitato per realizzare un sogno covato sin dagli inizi della sua carriera.

Il regista neozelandese firma un aggiornamento moderno del capostipite del 1933, con gli effetti speciali che giocano un ruolo imperante all’interno delle tre ore di visione: lo spettacolo visivo, tronfio e a tratti esasperato, si concentra così sugli avvincenti scontri tra lo scimmione e altri mostri / dinosauri dalle dimensioni gargantuesche. Un’impronta ludica che stona parzialmente con la prima parte, in cui il senso di avventura e le dinamiche tra i personaggi sembravano poter avere un ruolo predominante ai fini degli eventi.

Il film diverte e intrattiene ma si ha l’impressione di un eccessivo sbilanciamento, soprattutto nella parte centrale dove gli effetti speciali cannibalizzano tutto il resto, e la magia citazionista quale dichiarazione d’amore al cinema hollywoodiano classico ne finisce spesso schiacciata, pur con passaggi suggestivi come nell’iconico finale che guarda all’originale.

Il cast svolge il suo compito con correttezza, pur spesso ingabbiato in ruoli dai comportamenti improbabili: e se Naomi Watts nei panni della protagonista risulta volutamente svampita al punto giusto, il resto del cast all-star si adatta con mestiere ai rispettivi ruoli, con un Jack Black assolutamente perfetto nel ruolo dell’improbabile regista.

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