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Giulia Vecchio e Alessandro Tiberi voci italiane ne ‘L’Isola dei Ricordi’: “Il film racconta di come un amico può cambiarti la vita. Parla anche di esclusione e di volersi sentire parte di un branco” | Intervista in esclusiva

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Giulia Vecchio e Alessandro Tiberi sono due delle voci italiane protagoniste de ‘L’Isola dei Ricordi. Il nuovo film d’animazione della DreamWorks Animation uscirà nelle sale italiane il 24 settembre 2026. Scritto e diretto dai candidati all’Oscar e ai BAFTA, Joel Crawford e Januel P. Mercado, la pellicola racconta dell’amicizia tra due ragazze (Jo e Raissa) che si trovano catapultate a Nakali, un’isola fantastica e mistica popolata da creature magiche e mitologiche. Qui scopriranno che per tornare a casa dovranno rinunciare ai ricordi del loro legame.

Noi di SuperguidaTv abbiamo intervistato a Giffoni due delle voci italiane de L’Isola dei Ricordi, Giulia Vecchio e Alessandro Tiberi, che ci hanno raccontato dei loro personaggi e di alcuni temi importanti trattati nel film.

Intervista a Giulia Vecchio e Alessandro Tiberi, voice talent italiani de L’Isola dei Ricordi

Giulia Vecchio e Alessandro Tiberi, ci raccontate un po’ chi è il vostro personaggio e come guiderà il percorso delle due protagoniste nel corso del loro viaggio.

Giulia Vecchio“Il mio personaggio si chiama Batiba, è una villain cattivissima che incontreranno Jo e Raissa, le due protagoniste in quest’isola dei ricordi di Nakali. Inizialmente è come se le accogliesse, come se ci fosse una sorta di accoglienza molto casalinga, ma poi si scoprirà che questo personaggio tiene stretti a sé i ricordi, non solo suoi”.

Alessandro Tiberi“Il mio personaggio si chiama Raww, è un cane-mannaro che però si crede un lupo, nel senso che è super propositivo, eccitato, sempre quasi sulle righe e aiuterà Joe e Raissa, le due protagoniste. Cercherà di farle tornare a casa in qualche modo”.

Nel film si tratta un tema importante come quello dell’amicizia, ma anche di alcune paure insite in ognuno di noi, come quella di perdere l’altro, l’insicurezza, il fatto di sentirsi speciale e a volte voler far parte di un branco. Come avete vissuto questi temi, anche basandovi sulla vostra esperienza personale.

Giulia Vecchio – “Le due protagoniste sono soprattutto in un’età adolescenziale, che è un’età molto delicata rispetto a questo tema, del senso di appartenenza e di esclusione, e sicuramente anche rivedendolo proprio, ti viene in mente il migliore amico, la migliore amica, che invece in tutti i momenti in cui tu ti sei sentito che volevi sotterrarti, c’era.

E poi anche i ricordi assumono una faccia diversa, perché magari ti ricordi di una cosa che successe il giorno prima in un modo, poi quando la rivedi da adulto o da adulta cambia. C’è un momento del film in cui appunto si riguardano da adulta a bambina, e lì il ricordo assume tutt’altra faccia, e una cosa che avevi dato per scontato, in realtà quell’amica è stata fondamentale per proteggerti in quella situazione.

Magari ci avevi pure litigato, oppure avevi detto, no, perché hai fatto questa cosa? Invece poi dopo è fondamentale per avere in comune lo stesso ricordo che nessuno ti può portare via”.

Alessandro Tiberi “Sì, a me viene in mente che, a un certo punto del film, il mio personaggio si scopre anche lui alla ricerca di un branco, di un posto dove stare nel mondo. Non è solo la storia di un’amicizia, ma anche, secondo me, attraverso altri personaggi, quanto è importante avere un amico e quanto può mancarti nella vita il fatto di non avere un amico. Quanto un amico può cambiare la tua vita”.

C’è un ricordo per voi fondamentale a cui non rinuncereste e cosa avreste fatto al posto delle due protagoniste?

Alessandro Tiberi “La stessa cosa che hanno fatto le protagoniste, avrei fatto più o meno lo stesso. Io ho due tipi di ricordi, ho quelli dell’infanzia, quindi legati alla mia famiglia, all’estate, e poi comincio ad avere anche ricordi però da genitore, quindi i ricordi della prima volta che mia figlia ha cominciato a camminare. Adesso si dividono un po’”.

Giulia Vecchio – “Sono tutti belli, poi personalmente sono anche una persona molto malinconica, quindi sono fortemente attaccata ai ricordi. Nella condivisione con le persone e a me care, per esempio, l’estate, la bici. Io sono di giù, proprio del profondo sud, quindi mia nonna vive a Gagliano del Capo, che è un paesino vicino a Santa Maria di Leuca, proprio alla punta, e lì queste estati torride sono momenti in cui appunto ci si può totalmente perdere e ritrovare. Perdere e ritrovarsi.

Che bello con la bicicletta! Mi ricordo un pomeriggio con mia cugina, che per me era un po’ la mia migliore amica, la mia metà, c’eravamo perse con questa bicicletta sulle strade in campagna, a un certo punto vediamo mio nonno inca**ato, nero, che ci viene a recuperare, ma era talmente bello. Veramente c’era un tramonto pazzesco, noi con la bicicletta e vediamo in lontananza mio nonno. Ci guardiamo e diciamo vabbè risali, scappa, scappa”.

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