I più lo ricorderanno per aver prestato il volto al protagonista di American Pie, saga generazionale che ha cresciuto il pubblico a cavallo del nuovo millennio, tra prime cotte e lo sdoganamento del sesso nella sua forma più ilare e divertita. Jason Biggs non ha però proseguito con altrettante fortune la sua carriera, alternandosi tra grande e piccolo schermo – dove è da segnalare il suo ruolo ricorrente nella serie cult Orange Is the New Black.
All’età di quarantasette anni l’attore ha deciso di cimentarsi anche dietro la macchina da presa, con Invasione Domestica – Romanzo senza titolo a rappresentare per l’appunto il suo debutto da regista. Un film che cerca di trovare una propria voce ma non fa altro che limitarsi a una stanca riproposizione di topoi più o meno abusati, come scopriremo nel corso di quest’articolo.
Invasione Domestica: di amore e di follia – recensione
La trama vede per protagonisti Kevin Stanwell e sua moglie Suzie, il cui rapporto è ormai in crisi da diverso tempo. Lui è un attore in crisi, conosciuto soprattutto alcuni spot pubblicitari, che intende salvare a tutti i costi il loro matrimonio, al momento in una fase delicatissima dopo due mesi di separazione: decide di organizzare un romantico soggiorno presso la tranquilla comunità lacustre dove lei è cresciuta, con un piano ad hoc per cercare di riconquistarla.
Con l’aiuto dell’amico Ernie, conosciuto a un corso di recitazione, intende infatti mettere in scena una finta rapina in casa per poter intervenire al momento giusto e apparire come un eroe di fronte alla moglie presumibilmente terrorizzata. Peccato che un imprevisto e un relativo incidente stradale ritardi il suo ritorno a casa e la donna si ritrovi da sola ad avere a che fare con il finto criminale, finendo per ucciderlo in un gesto di legittima difesa. Come ovvio che sia, la situazione prenderà una piega sempre più tragicomica…
Essere o non essere
Il tono è quello da classica commedia nera di provincia, ma non sempre il film trova il giusto ritmo e l’ispirazione necessaria a rendere un costrutto narrativo relativamente scontato in qualcosa di originale. Invasione Domestica – Romanzo senza Titolo si perde nelle proprie, evidenti, ambizioni, con gli ottanta minuti di visione che si limitano a uno stanco riciclo di cliché; affidandosi per di più a forzati flashback per giustificare i caratteri dei personaggi principali. Tra chi non vuol vedere e chi non ha il coraggio di affrontare il peso, pur drammatico, dei propri sbagli, la sceneggiatura procede a tentoni fino a un epilogo meno soddisfacente del previsto.
Un’operazione che promette più di quanto mantiene, salvo lasciarsi andare in cadute di tono e stile più o meno evidenti. Equivoci e tensione cercano di ballare su un equilibrio precario, e pur con alcuni passaggi discretamente divertenti l’impressione è quella di assistere una farsa innocua, priva di sostanza e incapace di sfruttare la pur esistente verve comica dei protagonisti.
E nel cast più che lo stesso Biggs nel ruolo di uno sballottato Kevin a convincere è una scatenata Meaghan Rath, attrice canadese vista nelle serie Being Human e Hawaii Five-0, ambigua quanto basta per cercare di smuovere un po’ la altrimenti telefonata narrazione.
Conclusioni finali
Una coppia in crisi e una finta rapina per cercare di salvare quel matrimonio ormai agli sgoccioli innescano il sottotesto crime di una commedia nera che aveva pur qualche potenzialità, rimasta inespressa in una successione di eventi per gran parte prevedibili.
L’esordio alla regia di Jason Biggs è carico più di incognite che di certezze, sprecando discreti spunti in una confezione troppo breve e leggera che si affida a soluzioni poco armoniose nel procedere del racconto. Invasione Domestica – Romanzo senza Titolo, un titolo italiano tradotto automaticamente che non coglie le sfumature dell’originale, resta così un prodotto incompiuto, avaro di risate e suspense nella sua girandola di litigi e morti ammazzati.