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Nastri d’Argento 2026, Carlo Verdone è il personaggio dell’anno: “La comicità è cambiata. Il 70% dei film che ho fatto oggi non si potrebbero fare” | Intervista

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Carlo Verdone è il personaggio dell’anno per ‘Vita da Carlo‘ e ‘Scuola di seduzione‘. L’attore è stato premiato durante i Nastri d’Argento Grandi Serie 2026 al Teatro San Carlo di Napoli. Noi di SuperGuidaTv abbiamo realizzato una video intervista a Carlo Verdone e gli abbiamo chiesto come è cambiata la comicità nel corso degli anni.

Intervista a Carlo Verdone, personaggio dell’anno ai Nastri d’Argento Grandi Serie 2026

Quella andata in onda è stata l’ultima stagione di Vita da Carlo. Quanto c’era di autobiografico nella serie, è stata una sorta di terapia psicologica?

“In qualche modo lo è stato perché sono stato molto onesto e molto sincero. Ho raccontato me stesso con le mie fragilità, le mie debolezze, anche le mie involontarie comicità. Sì, lo è stato, ho avuto il coraggio di dimostrarmi.

Adesso non è che tutto quello mostrato sia vero perché in gran parte la serie è romanzata, è ovvio. Però ci ho messo molte cose che appartengono alla mia vita. Per questo sono affezionato molto a ‘Vita da Carlo’ perché è una lastra radiografica nitida di Carlo Verdone”.

Sono trascorsi quarant’anni da ‘Troppo forte’, nel cast c’era anche Sal Da Vinci. Com’è cambiata la comicità nel corso degli anni?

“È cambiata molto la comicità. È cambiata molto perché oggi col Me Too, tanti film non si potrebbero fare. Io penso che il 60-70% dei film che ho fatto oggi non si potrebbero fare, pure le sceneggiature.

Ci sarebbe subito qualcuno che avrebbe da ridire, ma meno male. Non ci sarebbe neanche più la commedia anni ’60 che è stata una grande commedia per l’Italia, con quei grandi attori che avevamo. È cambiata tanto, è più difficile intercettare la società.

È una società complicata, complessa, anche un po’ violenta. Quindi il commediografo, il commediante più che altro, deve essere molto attento a vizi, tic, difetti e raccontarli con molto equilibrio, con molto tatto perché è un periodo un po’ così”.

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