Il migliore dei mondi, intervista a Maccio Capatonda, Pietro Sermonti e Martina Gatti

intervista a Maccio Capatonda, Pietro Sermonti e Martina Gatti

Arriva su Prime Video il 17 novembre Il migliore dei mondi, il nuovo film di Maccio Capatonda. Nel cast, ci sono anche Pietro Sermonti e Martina Gatti. Il migliore dei mondi racconta la storia di un uomo comune che vive ai giorni nostri e che verrà catapultato in maniera inaspettata in un viaggio analogico che lo porterà in un mondo ben lontano da quello digitale in cui viviamo oggi. Protagonista di questa storia è Ennio Storto, che si ritroverà improvvisamente in un 2023 alternativo in cui la tecnologia appare ferma agli anni ’90. Come in ogni film di Maccio, anche stavolta si ride e si riflette. Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Maccio Capatonda, Pietro Sermonti e Martina Gatti.

Intervista a Maccio Capatonda, Pietro Sermonti e Martina Gatti

In merito alle somiglianze con il suo personaggio, Maccio rivela: “Ennio mi somiglia all’85%. E’ stato difficile però interpretarlo tanto che ho dovuto prendere un actor coach perché quel 15% di differenza non era facilmente identificabile. Ennio è un tipo anaffettivo ma questo suo controllo sulle emozioni è sintomo di paura. Lui ha timore di aprirsi, di vivere. Non è stato facile trovare un equilibrio tanto che in alcuni casi penso di non esserci riuscito. In alcuni frangenti, mi è sembrato troppo simile a me e quindi poco interessante”.

Il film fa riflettere su un dato significativo. Più gli anni passano, più aumenta la dipendenza dalla tecnologia. Era meglio ieri o è meglio oggi? Pietro Sermonti è dell’idea che non si possa fare un paragone: “Io sono molto poco tecnologico. Quando ho letto il copione sono letteralmente saltato sulla sedia perché Maccio ha inventato una patologia fatta su misura per me. Il mio personaggio è disgestico cioè fa dei gesti che non corrispondono mai a quello che dice. Mi sono morto dalle risate anche se è stato difficile interpretarlo”.

Martina Gatti ha un rapporto sano con i social: “Cerco di stare sui social il meno possibile. Fino al 2020 ho avuto un Nokia e devo ammettere che è stato un incubo. Prima di uscire dovevo vedere bene la mappa. Mi sono sentita una disadattata”.

Maccio invece usa i social solo per lavoro: “Quello che mi salva è che tutto quello che posto sui social ha a che fare con il lavoro. Non condivido foto private anche se ho una ragazza. Amo i gatti e gioco anche a golf”.

A conclusione dell’intervista gli chiediamo cosa gli piaccia fare ancora oggi del mondo analogico. Maccio Capatonda risponde: “Quello che oggi abbiamo ottenuto è stato frutto di sacrifici. Ho desiderato fortemente la digitalizzazione del mondo e questo mi ha permesso di essere quello che sono”. Sermonti invece prova un po’ di nostalgia: “Mi manca poter andare a cercare la cassetta di un film o un album che magari hai ascoltato in live da un artista. Ora basta fare clic sul pc e tutto è a portata di mano”.

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Mi chiamo Giulia e sono nata a Roma il 23 febbraio 1990. Amo scrivere e il mondo dello spettacolo è la mia passione. Oltre alla scrittura, sono una divoratrice di libri e mi diverto a strimpellare al pianoforte. Collaboro per alcuni settimanali per cui realizzo interviste a personaggi famosi. Comunicare mi ha aiutato a superare il blocco della timidezza e ad acquistare maggiore sicurezza. Apprezzo le persone umili e sincere e detesto invece le persone vigliacche. Un’altra mia grande passione è la danza classica che ho studiato sin da quando ero bambina. Il mio sogno più grande l’ho realizzato qualche anno fa entrando al Teatro La Scala nel giorno del mio compleanno. Vedere ballare insieme i miei due idoli della danza, Roberto Bolle e Svetlana Zackarova, è stata un’emozione incredibile.