Lunedì 13 aprile è andata in onda la prima puntata de “I Cesaroni – Il ritorno”. La prima puntata ha sbancato negli ascolti ottenendo uno share del 22,6%. Tra i protagonisti storici della serie il pubblico ha ritrovato Federico Russo e a stupire è stata la sua trasformazione fisica. D’altronde quando Russo ha iniziato a lavorare nella serie era solo un bambino, aveva 10 anni e un volto tenerissimo. Ora è cresciuto, tanto che nei nuovi episodi lo ritroviamo a fare l’insegnante di sostegno.
Noi di SuperGuida TV abbiamo intervistato in esclusiva Federico Russo. L’attore ha commentato il risultato straordinario in termini di ascolti ottenuto dalla prima puntata: “Sicuramente è sempre un piacere: significa che la serie era attesa ed è stata apprezzata. Dall’altro lato, credo che abbia contribuito anche un elemento di curiosità, che ha comunque trascinato molti spettatori davanti alla televisione. È, come dicevo, un ottimo risultato e speriamo di mantenere questo livello anche in futuro. Per me, la prossima puntata sarà un po’ la prova del nove”.
Federico ha poi parlato del suo personaggio, Mimmo e di come sia stato tornare sul set: “Ho accettato di tornare sul set senza esitazioni. Ci siamo poi messi a tavolino con Verdiana, la produttrice, e con gli sceneggiatori per trovare una direzione che fosse coerente con le caratteristiche del personaggio. Tra tutti, è sicuramente quello che è cresciuto di più, anche da un punto di vista narrativo: nell’ultima stagione aveva 14 anni, mentre ora lo ritroviamo a 28. Dovevamo quindi costruire qualcosa che fosse in linea con la sua personalità e alla fine abbiamo scelto di farlo diventare insegnante di sostegno. Era importante anche rendere credibile questo passaggio, considerando la sua età e il fatto che si trovi già a gestire dinamiche complesse. Siamo arrivati così a questa soluzione, che ho amato molto e per la quale sono davvero grato”.
Tra le assenze pesanti di questa nuova stagione c’è quella di Antonello Fassari che interpretava Cesare, fratello di Giulio, interpretato da Claudio Amendola: “È stato un dolore grande. Stavamo girando e l’ho saputo la mattina successiva a una giornata di lavoro. È stato doloroso allora, e lo è ancora oggi: resta qualcosa di pesante da affrontare. Allo stesso tempo, però, sentiamo anche il bisogno di viverlo come un omaggio. Sappiamo che lui ci guarda dall’alto, che ci protegge e che è con noi con il suo entusiasmo. E proprio per questo la serie assume un significato ancora più importante, sia per i nuovi membri del cast sia per tutta la troupe”, ha detto nell’intervista Federico Russo.
Sulle polemiche che hanno riguardato alcuni ex del cast che hanno scelto di non partecipare alla nuova stagione, Russo ha espresso il suo parere: “Sono scelte di vita personali: per me non c’è nessuna polemica, nessuna critica, nessuna mancanza. Ognuno decide cosa fare nella propria vita e, se per loro era giusto così ed erano più sereni, va benissimo. L’importante è che stiano bene. Per me restano tutti ex colleghi importanti. Stiamo parlando di Max, Alessandra, Elena: io ero piccolo, ma per me hanno rappresentato figure fondamentali. Ancora oggi, se li incontro per strada, li abbraccio con affetto e ci parlo con grande piacere. Non credo ci sia stato alcun intento polemico nel non partecipare, e posso anche capirlo. Se fossi stato nei loro panni, avrei potuto fare la stessa scelta, magari affrontando anche le conseguenze di una “shitstorm”. Poi, per quanto riguarda il singolo e il suo ritorno, si tratta di una questione personale, del suo modo di vivere e affrontare il momento”.
“I Cesaroni – Il ritorno”, intervista esclusiva a Federico Russo
Federico, la prima puntata dei Cesaroni ha registrato ascolti record. Te lo saresti mai aspettato?
Sicuramente è sempre un piacere: significa che la serie era attesa ed è stata apprezzata. Dall’altro lato, credo che abbia contribuito anche un elemento di curiosità, che ha comunque trascinato molti spettatori davanti alla televisione. È, come dicevo, un ottimo risultato e speriamo di mantenere questo livello anche in futuro. Per me, la prossima puntata sarà un po’ la prova del nove.
E’ la conferma che I Cesaroni continuano ad essere un prodotto tanto amato dal pubblico.
Alla fine racconti sempre la famiglia, la famiglia nel suo interno. Se si guarda anche ad altri progetti degli ultimi anni, è proprio questo uno degli elementi che ha contribuito al successo di molte fiction. Inoltre, il periodo storico che stiamo vivendo è caratterizzato da una certa tensione, sia a livello economico che geopolitico. Avere quindi una serie che riesce a strapparti un sorriso, a farti stare bene e a trasmettere calore è, secondo me, uno dei fattori che ne determinano il successo.
Il pubblico ha conosciuto Mimmo che era un bambino e ora l’ha ritrovato insegnante di sostegno. Una bella metamorfosi.
Ho accettato di tornare sul set senza esitazioni. Ci siamo poi messi a tavolino con Verdiana, la produttrice, e con gli sceneggiatori per trovare una direzione che fosse coerente con le caratteristiche del personaggio. Tra tutti, è sicuramente quello che è cresciuto di più, anche da un punto di vista narrativo: nell’ultima stagione aveva 14 anni, mentre ora lo ritroviamo a 28. Dovevamo quindi costruire qualcosa che fosse in linea con la sua personalità e alla fine abbiamo scelto di farlo diventare insegnante di sostegno. Era importante anche rendere credibile questo passaggio, considerando la sua età e il fatto che si trovi già a gestire dinamiche complesse. Siamo arrivati così a questa soluzione, che ho amato molto e per la quale sono davvero grato. Credo che abbiamo seminato bene anche grazie al lavoro degli altri attori, come Andrea Arru e Chiara Mastalli.
In questa stagione, Mimmo perderà anche la testa per amore.
Sì c’è stato questo incontro, quasi un colpo di fulmine. Anche se non dovrei essere io a dirlo, essendo la mamma del mio primo alunno, Andrea, che è il mio alunno di sostegno. Sicuramente entreranno più in confidenza e ci saranno diversi episodi divertenti. Poi dove evolverà il loro rapporto lo vedremo, non voglio fare spoiler.
Quanto c’è oggi di Mimmo in Federico?
Credo il 50%, il 60%, insomma più o meno la metà. Anche se ora rischio di farmi i complimenti da solo, come un cretino(ride). Detto questo, credo che una parte importante venga dall’educazione che mi ha lasciato la mia famiglia: il senso di responsabilità, la serietà sul lavoro e il tentativo di essere il più empatico possibile con gli altri. Forse incide anche il fatto di provenire da una famiglia numerosa, e di essere il più grande di cinque fratelli. Questo mi ha permesso di capire meglio cosa significhi stare dentro una dinamica familiare “affollata”, per così dire. Sono aspetti che sento molto miei: l’empatia, la serietà, la saggezza del personaggio. Poi ci sono tanti altri lati di Mimmo che non mi appartengono, ma questi credo siano i punti principali.
Com’è stato rivivere il set senza Antonello Fassari?
È stato un dolore grande. Stavamo girando e l’ho saputo la mattina successiva a una giornata di lavoro. È stato doloroso allora, e lo è ancora oggi: resta qualcosa di pesante da affrontare. Allo stesso tempo, però, sentiamo anche il bisogno di viverlo come un omaggio. Sappiamo che lui ci guarda dall’alto, che ci protegge e che è con noi con il suo entusiasmo. E proprio per questo la serie assume un significato ancora più importante, sia per i nuovi membri del cast sia per tutta la troupe.
A proposito di assenze, alcuni ex del cast hanno lamentato di non essere stati coinvolti. Cosa pensi delle polemiche che ci sono state?
Detto sinceramente, con la massima onestà, alla fine si parla sempre un po’ di tutto e forse anche troppo. Sono scelte di vita personali: per me non c’è nessuna polemica, nessuna critica, nessuna mancanza. Ognuno decide cosa fare nella propria vita e, se per loro era giusto così ed erano più sereni, va benissimo. L’importante è che stiano bene. Per me restano tutti ex colleghi importanti. Stiamo parlando di Max, Alessandra, Elena: io ero piccolo, ma per me hanno rappresentato figure fondamentali. Ancora oggi, se li incontro per strada, li abbraccio con affetto e ci parlo con grande piacere. Non credo ci sia stato alcun intento polemico nel non partecipare, e posso anche capirlo. Se fossi stato nei loro panni, avrei potuto fare la stessa scelta, magari affrontando anche le conseguenze di una “shitstorm”. Poi, per quanto riguarda il singolo e il suo ritorno, si tratta di una questione personale, del suo modo di vivere e affrontare il momento.
Quando hai iniziato a far parte della serie, eri un bambino. Mimmo ha tolto qualcosa alla tua infanzia?
No, assolutamente no. Ho sempre avuto la fortuna di fare una vita molto normale. A scuola, così come sul set, avevo un insegnante dedicato e ho sempre vissuto tutto in modo equilibrato. In ogni caso, anche i miei compagni di classe e le persone dello sport mi hanno sempre trattato semplicemente come Federico. Non ho mai vissuto quella che spesso viene percepita come la vita del “bambino star”, anzi, tutt’altro. Gli amici mi prendevano anche in giro, ma sempre in modo scherzoso, per ridere insieme. Quindi no, non mi ha tolto niente, assolutamente nulla.
Difficile gestire invece la popolarità improvvisa?
Fortunatamente vivo a Roma, una città che è abituata a tutto. Non è che ho fatto Harry Potter come Daniel Radcliffe: sì, c’è stato successo, ma è tutto inserito in un contesto molto “normale”, quasi un circo organizzato, per così dire. È la città in cui sono cresciuto, dove si è abituati a convivere con tutto: dal Papa a Francesco Totti, fino a chiunque possa capitare di vedere per strada. Quindi non è stato un grande problema. In più ho avuto sempre una famiglia e degli amici che non mi hanno mai fatto sentire diverso e non mi hanno mai spinto a “sfruttare” la cosa o a viverla in un certo modo. Questo non è mai successo.
Il tuo rapporto con la scuola com’è stato? Eri un secchione?
Ho sempre fatto il giusto. Ho frequentato una scuola privata paritaria, quindi sicuramente ho avuto qualche agevolazione in più, anche perché dovevo lavorare durante l’anno scolastico. Però, tutto sommato, sono stato uno studente normale, nella media.
In futuro ti piacerebbe metterti alla prova in un reality?
Purtroppo o per fortuna sono un po’ pigro e, in generale, non sono adatto a questo tipo di contesti. Poi dipende sempre dal tipo di reality, ma al momento no. Ora il mio obiettivo è un altro: prima di tutto vorrei diventare un attore più affermato, continuare a crescere e a lavorare in questa direzione. È un mestiere che richiede anche una certa continuità e, diciamo, una buona dose di concentrazione su sé stessi. Per il resto, spero semplicemente di continuare su questa strada.