È un Gianni Morandi che si racconta a 360° quello che incontriamo nella sua casa in provincia di Bologna. Insieme a lui sua moglie Anna, che ci accoglie con prelibatezze della gastronomia tipica emiliana. Gianni e Anna ci aprono le porte della loro casa, ci mostrano il parco, la loro cucina, vero fulcro della tenuta. Un incontro che avviene a pochi giorni dall’inizio del nuovo tour di Morandi. L’occasione infatti, è la presentazione di “C’era un ragazzo – Gianni Morandi Story”, tour nei principali palasport italiani prodotto da Trident Music, e che parte da aprile 2026.
Gianni Morandi presenta “C’era un ragazzo – Gianni Morandi Story
Questi spettacoli saranno l’occasione per festeggiare i 60 anni del brano “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” scritta nel 1966 da Franco Migliacci e Mauro Lusini, considerato il brano più rappresentativo e importante della carriera di Gianni Morandi. Ad inaugurare il tour sarà l’appuntamento a Conegliano il prossimo 15 aprile presso il Prealpi SanBiagio Arena. La scaletta ripercorrerà i grandi classici del suo repertorio, che continuano ad essere tramandati di generazione in generazione, senza dimenticare i brani dell’ultimo progetto discografico EVVIVA!. L’artista sarà accompagnato sul palco da una superband – diretta dal Maestro Luca Colombo – che arricchirà con talento ed energia le atmosfere di ogni brano. Radio Italia solomusicaitaliana è la radio ufficiale del tour.
L’amicizia con Jovanotti
Gianni ci accoglie con il solito sorriso, è in videochiamata con il suo grande amico Jovanotti: “Ho instaurato da tempo un rapporto molto buono, molto amichevole con Jovanotti. Lo trovo una persona estremamente generosa. Non dico che siamo uguali caratterialmente, ma siamo molto vicini. Siamo diventati amici. Quando mi sono fatto male alla mano, mi sono bruciato qui a 50 metri da casa e sono finito all’ospedale di Cesena, al Bufalini, nel reparto grandi ustioni. Sono stato ricoverato 29-30 giorni, in pieno periodo Covid. Una sera mi arriva una telefonata da Lorenzo: era un po’ che non ci sentivamo. Mi chiede cosa fosse successo e io gli racconto dell’incidente. Lui mi dice: “Ti mando una canzone, se ti va cantala”. Era L’Allegria. Quando l’ho ascoltata ho sentito subito che mi dava forza. L’ho registrata a Bologna”.
Morandi poi ricorda la collaborazione che ha avuto con Lorenzo per il brano di Sanremo: “Poi dovevo andare a Sanremo e lui mi ha scritto Apri tutte le porte, che è stata un’altra canzone importante. Adesso, sapendo che stavo partendo con il tour, mi ha detto: “Ti scrivo un pezzo per l’inizio dello spettacolo, un testo in cui racconti qualcosa di te”. Gli è venuta l’idea di Mogol d’Oro e il giorno dopo mi ha mandato tutto, testo e musica. L’abbiamo registrata ed è nata così”.
Il tour 2026
La conversazione, che avviene nel giardino che circonda la magione, si sposta sul tour che tra qualche giorno lo vedrà protagonista assoluto di una serie di date sold out: “Questo tour è nato per festeggiare i miei 60 anni di carriera. Una delle canzoni simbolo nasceva nel periodo della guerra in Vietnam, ma purtroppo la guerra esiste ancora: non si spegne mai, quindi quei brani restano sempre attuali”.
“Per questo tour mi sono arrivate anche due canzoni nuove: una di Lorenzo e una di Giovanni Caccamo, che parla proprio del ruolo della musica nella nostra vita. Le canzoni ci accompagnano sempre: ognuno di noi lega momenti importanti a una melodia. Tanti mi dicono: “Mi sono sposato con una tua canzone”. Anche io ho i miei ricordi: nel 1962 avevo 17 anni, ero al mare e mi innamorai di una ragazzina. Quando arrivava, correvo al jukebox e mettevo sempre lo stesso brano. Ancora oggi, quando lo sento, mi emoziono. Credo che tutti abbiamo una canzone legata a un momento preciso della nostra vita. Quando canto dal vivo certi brani sento davvero quello che dico: la voglia di ricominciare, la forza di rialzarsi. “Se sei a terra non strisciare mai, ti diranno che sei finito, non ci credere”: sono parole semplici ma fortissime, e in concerto diventano momenti intensi”. – Continua Morandi.
Gianni non esclude che in una delle tappe possa ritrovarsi a cantare con suo figlio Pietro. (In arte Tredici Pietro): “Io spero che venga, cantiamo “Vita” insieme e anche il suo pezzo se ne ha voglia”.
Morandi si emoziona solo al pensiero che alla sua età riempie i palasport di tutta Italia: “Oggi, a 81 anni, mi fa un certo effetto riempire ancora i palasport. Non ci credo nemmeno io. Milano, Bologna, Firenze sono sold out… forse solo Genova un po’ meno, ma è l’ultima data. Per prepararmi al tour mi alleno ogni giorno: corro, faccio palestra, zumba. Bisogna prepararsi come un atleta”.
La guerra, e i momenti più difficile della sua carriera
Quando parla della guerra, il tono di voce di Morandi cambia: “Ricordo che quando andai a cantare in Russia, dove ho fatto anche un tour di 40 giorni, mi premiarono come cantante pacifista contro la guerra. Era il periodo della Guerra Fredda, primi anni ’80. Oggi fa impressione vedere come siano cambiate le cose: allora si condannava l’invasione americana in Vietnam, oggi gli scenari sono diversi. Quella medaglia ce l’ho ancora”.
Tra i momenti che hanno segnato la sua carriera, Morandi ricorda: “Se penso a un momento indimenticabile della mia carriera, è quando ho sentito per la prima volta la mia voce in un jukebox: mi fece impressione. Così come la prima volta che mi vidi in televisione, nel programma Alta Pressione di Enzo Trapani: mi guardavo di nascosto in un bar. Un momento difficile fu al Vigorelli di Milano, durante il Cantagiro del ’71, quando furono invitati i Led Zeppelin. Il pubblico li aspettava da giorni e non accettò che prima cantassero gli artisti italiani: lanciarono di tutto, fu impossibile esibirsi”.
L’artista ricorda anche il periodo più difficile della sua carriera, arrivato a soli 36 anni: “A 36 anni, in un periodo complicato, ho deciso di iscrivermi al conservatorio e studiare contrabbasso. Mi dissero che c’erano meno richieste e quindi più possibilità di entrare. È stata un’esperienza bellissima: ho studiato musica seriamente, ho imparato davvero a cantare, anche grazie al canto corale e a Bach. Era un momento difficile: avevo meno successo, avevo problemi familiari. Però è stato anche un periodo importante, perché ho imparato a essere padre e a riempire le giornate in modo diverso. Ho anche pensato di cambiare lavoro, magari insegnare. Poi ho continuato a girare il mondo: Giappone, Russia, Canada, Australia, Sud America, Europa. La musica italiana all’estero era fortissima”.
L’amico Lucio Dalla e il rapporto con i social
Poi il ricordo dell’amico Lucio Dalla: “Sul palco anche gli errori fanno parte dello spettacolo. Questo me lo ha insegnato Lucio Dalla: qualsiasi imprevisto lo trasformava in show. Una volta andò via la luce durante un concerto, accese una candela e continuò a cantare: il pubblico impazzì. Ricordo ancora gli ultimi momenti con lui: due giorni prima che morisse eravamo allo stadio a Bologna. Doveva partire per un tour europeo. È stata una perdita enorme”.
Gianni è un grande fruitore dei social, c’è chi lo ha soprannominato “The King of Facebook”. Quale anno fa l’artista decise di staccare dal mondo social, per poi tornare dopo un po’: “Per quanto riguarda i social, a un certo punto ho deciso di fermarmi perché stavo diventando schiavo di quella cosa. Poi ho ricominciato, ma con più equilibrio. Oggi però è evidente che sono fondamentali: per il tour abbiamo venduto il 70-80% dei biglietti solo grazie ai social.
Morandi, la tv e Celentano
Morandi oltre che un uomo di musica è anche un uomo di televisione, Ha condotto programmi e di molti ne è stato ospite. Indimenticabili le edizioni del Festival di Sanremo. Parlando di tv non può fare a meno di ricordare l’amico Adriano Celentano: “La televisione ormai segue quello che succede sui social. Ma la gente, alla fine, vuole soprattutto le canzoni. Me lo ricordo anche con Adriano Celentano: quando iniziava a parlare troppo, dal pubblico gridavano “Canta!”. Su Sanremo ho già dato: l’ho fatto tante volte, ho vinto tre volte e sono arrivato tre volte secondo. Oggi è cambiato, è un altro mondo. Guardando al futuro, penso a Charles Aznavour, che ha cantato fino alla fine. Mi piacerebbe fare lo stesso, magari abbassando un po’ le tonalità, ma continuare finché posso”.
Gianni Morandi su Canzonissima e Stefano De Martino a Sanremo
Della tv di oggi, del nuovo Canzonissima di Milly Carlucci e del futuro del Festival di Sanremo nelle mani di Stefano De Martino, Gianni Morandi dice: “Per quanto riguarda la televisione di oggi, vedo che è cambiata molto. Ho seguito anche le nuove formule: sono diverse, appartengono a un altro tempo rispetto a quello in cui ho iniziato io. Allora programmi come Canzonissima erano eventi centrali. Su Stefano De Martino penso che sia molto bravo. È giovane, ma ha talento e capacità. Un doppio ruolo non è semplice da gestire, probabilmente si farà aiutare, ma ha le qualità per crescere ancora e diventare uno dei volti importanti della televisione italiana. Io continuo a guardare avanti: ho ancora voglia di fare, di cantare, di stare sul palco. Finché il pubblico c’è e mi dà questa energia, io vado avanti”.
“C’era un ragazzo tour 2026″ Gianni Morandi Story: Calendario
- 15 APRILE 2026 | CONEGLIANO PREALPI SANBIAGIO ARENA
- 17 APRILE 2026 | MILANO UNIPOL FORUM – SOLD OUT
- 19 APRILE 2026 | TORINO INALPI ARENA
- 21 APRILE 2026 | ROMA PALAZZO DELLO SPORT
- 24 APRILE 2026 | CASALECCHIO DI RENO (BO) UNIPOL ARENA
- 26 APRILE 2026 | FIRENZE NELSON MANDELA FORUM
- 28 APRILE 2026 | TERNI PALA TERNI
- 30 APRILE 2026 | MONTICHIARI PALAGEORGE
- 2 MAGGIO 2026 | PESARO VITRIFRIGO ARENA
- 4 MAGGIO 2026 | PADOVA KIOENE ARENA
- 6 MAGGIO 2026| GENOVA PALATEKNOSHIP









