Il film da vedere (in seconda serata) del 27 aprile – This must be the place

Sarà trasmesso in seconda serata (Iris, 23:59), ma vale la pena stare svegli per “This must be the place” (2011), consacrazione statunitense del regista italiano Paolo Sorrentino, con Sean Penn, Frances McDormand e David Byrne, leader dei Talking Heads, nei panni di se stesso.

Il titolo del film ricalca l’omonimo brano “This must be the place” della rock band, contenuta nell’album Speaking in Tongues del 1983.

La trama della pellicola ruota attorno alla figura di Cheyenne (Sean Penn), rockstar sulla cresta dell’onda negli anni ’80, ma da tempo ritirato dalle scene in preda a ansia e depressione, nonostante l’amore ancora forte dei fan e della moglie, con cui vive a Dublino.

La figura del protagonista, con i suoi capelli cotonati, il trucco pesante, la matita nera e l’aria cupa e malinconica è volutamente ispirata a quella di un’altra icona anni ’80, il leader dei The Cure Robert Smith.

A scuotere Cheyenne dal suo torpore arriva la notizia che il padre, con cui non ha contatti da oltre trent’anni, sta morendo a New York.  La partenza in nave per gli Stati Uniti sarà solo l’inizio di una lunga sequenza di mirabolanti avventure e rivelazioni.

L’idea di una collaborazione tra Paolo Sorrentino e Sean Penn prese corpo nel 2008, quando i due ebbero modo di incontrarsi al Festival di Cannes: il primo in veste di candidato con la pellicola “Il divo”, il secondo in quelli di presidente di giuria.

La lavorazione del film ebbe inizio nel 2010 a Dublino, per poi spostarsi in Michigan, Nuovo Messico e New York, mentre in Italia avvenne solo la fase di post produzione.

Dove tutto era iniziato, lì si è concluso: This must be the place ha ricevuto nel 2011 una nomination alla Palma d’oro e il premio della Giuria Ecumenica al Festival di Cannes.

Il film ha inoltre ottenuto sei David di Donatello nel 2012.