Oggi, 26 gennaio 2026, la stampa ha ascoltato in anteprima le 30 canzoni che saranno in gara al Festival di Sanremo in programma dal 24 al 28 febbraio. Come anticipato da Carlo Conti, i brani parlano di rapporti personali, di sentimenti e di necessità interiori. Insomma, un Sanremo che sulla scia dello scorso anno è all’insegna della canzone sentimentale. Tanti amori finiti, rimpianti, tradimenti amori spezzati in cui a spezzare la liturgia ci sono poche eccezioni. Ermal Meta parla di guerra, J-Ax fotografa la situazione sociale dell’Italia, Tommaso Paradiso ragiona sulla paternità . Tutto il resto è amore, in particolare quello disperato. Ci sono molte più ballad, non mancano le hit per le radio, manca il rock ma soprattutto l’azzardo. Ovviamente va fatta una premessa: le canzoni sono i primi ascolti, una prima impressione su quello che ci ha subito conquistato e su quello che invece varrebbe la pena risentire. Da un primo ascolto una cosa però è certa: non c’è il vincitore annunciato. Quello che segue è il giochino delle pagelle con i voti anche se va detto che abbiamo evitato di mettere insufficienze per non sembrare cattivissimi.
Sanremo 2026, le pagelle ai brani del Festival, al primo ascolto
Tommaso Paradiso – I Romantici – Voto: 7
Debutto a Sanremo per l’ex frontman dei The Giornalisti con questo pezzo che è una dedica in musica alla figlia Anna che si intreccia con il suo vissuto personale. Tommaso vuole essere per lei ciò che il padre non è stato per lui e lo si intuisce da un verso: “Io non farò come ha fatto mio padre”. Ballad intensa, poetica, che appare forse poco originale nel testo ma che ad un attento ascolto dal vivo potrebbe cambiare pelle ed emozionare.
Verso cult: “Spero mia figlia sia uguale a sua madre”
Malika Ayane – Animali notturni – Voto: 6,5
Dopo cinque partecipazioni, Malika sfodera un pezzo ritmato. Ha cambiato faccia ma anche registro rispetto a quello a cui ci ha abituato, non c’entra niente con il resto del suo repertorio. Al primo ascolto suona tutto giusto: la musica, le parole e il tema. L cantante parla di due anime che si incontrano la notte quando regna incontrastata la solitudine perché “la strada è una giungla, puntiamo alla luna”. Suonerà bene con l’orchestra e funzionerà anche in radio.
Verso cult: “Io e te facciamo paura, troviamo una scusa, per scomparire che dire?”
Sayf – Tu mi piaci tanto – Voto: 6
E’ una canzone d’amore moderna, semplice ma non banale nella scrittura. Citazioni nel testo di personaggi come Cannavaro, Berlusconi e Tenco. Il risultato è un pezzo che potrebbe andare bene in radio. Sicuramente “Tu mi piaci” che canta nel ritornello è un riassunto perfetto di quello che ascolteremo. Resterà impresso e si farà qualche passaggio anche su Tik Tok.
Verso cult: “L’Italia per me è quella grande azione di Cannavaro”Â
Patty Pravo – Opera – Voto: 6,5
Torna a calcare il palco dell’Ariston con un brano che sembra un’aria sinfonica (il titolo calza a pennello). La melodia c’è anche se non è un brano radiofonico. Giovanni Caccamo, autore del brano, ha cucito questo pezzo addosso alla Pravo perché mette in risalto la sua capacità interpretativa. Il pezzo è un classico, coerente con la sua discografia, manca il ritornello che entra in testa ma ha la sua dignità se pensiamo che a portarlo sul palco dell’Ariston sarà Patty Pravo.
Verso cult: “Sono musa, colore tagliente e poi Opera”
Luchè – Labirinto – Voto: 7
Oh, ecco la quota rap. Un brano che è una riflessione sulle relazioni umane perché a volte è difficile trovare una via d’uscita da un amore che non regala più alcuna gioia ma solo sofferenza. Il brano non è affatto male anche se c’è troppo autotune, è però pieno di immagini che funzionano. Siamo curiosi di vedere come si comporterà sul palco.
Verso cult: “E anche se poi te ne vai non ti scordare di me, di me, di noi”.Â
Mara Sattei – Le cose che non sai di me – Voto: 6,5
Si tratta di una ballad non scontata, bel pezzo, delicato. In questo ritorno a Sanremo, la Sattei gioca sulle sfumature della sua voce in una dichiarazione d’amore. Sofisticata, forse troppo, ma elegante. Un brano che “acchiappa” e che pian piano cresce per poi esplodere nel ritornello. E’ un ritratto coerente con il suo percorso artistico. Nel brano cita anche Trastevere che “inizia a dipingere sopra tutte le case di quel rosa chiaro”.
Verso cult: “Tutte le notti a dirsi le cose che non sai di me”.
Francesco Renga – Il meglio di me – Voto: 6
Francesco Renga torna ancora una volta sul “luogo del delitto” ma il suo brano passa inosservato. Forse non c’era bisogno di sei autori così per questo pezzo anche se è indubbio che Renga lo canterà alla grande. C’è un po’ di pesantezza di fondo, con un po’ di ululati. Non è chiaro dove voglia andare a parare il testo se non sottolineare quanto la persona che si ha accanto possa essere la versione migliore di noi. Abbastanza scontato.
Verso cult: “Fra tutti i miei dettagli sei tu il meglio di me”.Â
Ditonellapiaga – Che fastidio – Voto: 8
Grande sorpresa al primo ascolto, abbiamo uno dei tormentoni di questa edizione sanremese. Le radio si sfregano le mani. In un anno in cui tutti, più o meno cantano l’amore, Margherita porta la quota meno bon ton e offre il suo giudizio su quello che le dà fastidio. Cita i “tronisti presentati come artisti”, i “giornalisti perbenisti” e anche gli F24 e lo spam. E’ una cosa diversa, originale. Superlativa davvero.
Verso cult: “La moda di” Milano che fastidio, lo snob romano che fastidio, il sogno americano che fastidio e il politico italiano che fastidio”.
Leo Gassmann – Naturale – Voto: 6,5
Ballatone d’amore, tanto per cambiare. Una coppia che si è lasciata e poi ripresa fino a “ritrovarsi tra vent’anni a fare l’amore”. Sdolcinato come se fosse tornato il tempo delle mele, un brano che non convince. C’è da capire se con gli ascolti successivi e sul palco le emozioni siano superiori.
Verso cult: “Ci siamo trovati, lasciati, poi ritrovati con altri, riempiti di baci che mi sembrano schiaffi”.
Sal Da Vinci – Per sempre sì – Voto: 8
TORMENTONE. Ebbene sì, ha il ritmo da radio, è un brano furbissimo, leggero, che diverte. Nessuno ci smentirà se diciamo che diventerà il brano più suonato e cantato ai matrimoni. Dopo “Rossetto e caffè”, Sal Da Vinci punta dritto al podio. Funziona tutto nell’immediatezza, strappa sorrisi e lo sa anche Carlo Conti che ha ribadito il fatto che sia finito nel calderone proprio “perché ha l’anima della festa”.
Verso cult: “Saremo io e te davanti a Dio, da qui sarà per sempre”.
Levante – Sei tu – Voto: 6
Pezzo scialbo e poco originale. E’ una canzone che parla di innamoramento, del primo batticuore quando ti trema la voce, non ti senti le gambe e non capisci più nulla. Al primo ascolto non fa venire voglia di ascoltarla di nuovo ma forse un’esibizione dal vivo potrebbe regalare sorprese. Difficile per il momento cambiare idea. Troppi gorgheggi nel ritornello, troppo struggimento.
Verso cult: “Se potessi vederti coi miei occhi, lacrimeresti tutto il mio stupore”.
Tredici Pietro – Uomo che cade – Voto: 7
E’ il suo esordio al Festival di Sanremo. Canta di cadute personali, di fallimenti. Mescola l’hip hop con il cantautorato moderno. Pietro in questo brano dice tanto e lo fa anche bene senza lasciare spazio ai luoghi comuni. Crescerà sicuramente con gli ascolti e anche con l’orchestra. Orecchiabile e trascinante, merita un secondo ascolto.
Verso cult: “Chiudimi la porta in faccia se rivedermi piangere un po’ ti rilassa”.
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare – Voto: 7,5
Bel testo, c’è la mano di Pacifico. Brano delicato, intenso che crescerà con gli ascolti. Parla del salto dai trenta ai quaranta, di quanto sia complicato “andare solo bene”. Questa canzone rischia di giocarsi tranquillamente il podio. Pezzo raffinato, Nigiotti sembra parlare di sé stesso e so che sembra assurdo dirlo ma se fosse l’outsider che cerchiamo?
Verso cult: “Il tempo corre, quanto è stronzo, sorpassa e poi ti ruba il posto”.
Samuray Jay – Ossessione – Voto: 7
Siamo a gennaio ma ascoltando questo pezzo viene già voglia che sia estate. Non vincerà il Festival di Sanremo ma quello delle classifiche sicuramente. Davvero una piacevole sorpresa tra i nomi della nuova generazione. Sul finale si sente la voce di Belen Rodriguez: “Stai correndo un po’ troppo, facciamolo lento”. E qui l’Ariston ballerà .
Verso cult: “Sarà solamente una noche de sexo / andamento lento / non posso fermare il tempo / questo feeling maledetto”.
Serena Brancale – Qui con me – Voto: 8,5
Scordatevi “Anema e Core”. Serena Brancale si presenta per il secondo anno consecutivo al Festival di Sanremo con un brano che potrebbero cantare in pochi. Prende a piene mani dallo stile di Giorgia, grandissima voce e grande interpretazione. Pezzo intenso, rivolto ad una persona che non c’è più. Candidata alla vittoria finale, è un brano che la farà risaltare all’Ariston.
Verso cult: “E se ti portassi via quelle stelle, ti stringerei forte anch’io ora e per sempre”.
Arisa – Magica favola – Voto:7,5
Torna all’Ariston con un brano delicato, poetico, che sembra uscito da un classico Disney. A 10 anni parla di innocenza, a 14 anni delle prime promesse, poi delle disillusioni fino ad arrivare al desiderio di stare bene, in pace con se stessa. Una ballad fiabesca che prende vita grazie alla sua voce. Dopotutto lo sappiamo, Arisa è sempre un passo avanti ad ogni canzone.
Verso cult: “Tutti mi dicevano che bella la tua voce/ a 40 voglio solamente ritrovare un po’ di pace”.
Fedez e Marco Masini – Male necessario – Voto: 8,5
Fedez torna in gara e lo fa con Marco Masini con cui aveva duettato lo scorso anno nella serata delle cover. Il rapper si mette a nudo senza filtri, parla di giudizi, colpe e redenzioni con una lucidità rara. Masini entra a gamba tesa nel ritornello ricordando che i mostri sono persone vere che non “stanno soltanto sotto al letto”. Il testo regge, colpisce, l’incastro delle voci funziona più di quanto ci si aspettasse. Una confessione condivisa che proprio per questo lascia il segno. Da podio, favoriti per la vittoria.
Verso cult: “Non ho più spazio per dipingermi d’inchiostro, per altre cicatrici trovo sempre un posto”.
Lda e Aka7even – Poesie clandestine – Voto: 6,5
Con loro il latino si fa pop con un ritornello che vira verso il raggaeton. L’incipit ramazzottiano “se bastasse una sola canzone” accompagna verso un tormentone costruito davvero bene. Il gioco tra italiano e napoletano nel ritornello funziona alla grande, le voci di Lda e Aka7even si incastrano perfettamente. E’ un brano che ha tutte le carte in regola per martellare per mesi e mesi, soprattutto in estate sotto l’ombrellone.
Verso cult: “Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè”.
Ermal Meta – Stella stellina – Voto: 7,5
Per il suo ritorno a Sanremo, Ermal Meta imbocca la strada del brano sociale e lo fa guardando dritto all’attualità , alla situazione della guerra a Gaza. Sembra di ascoltare una ninna nanna con immagini didascaliche e potenti come “la collina da cui si attende primavera”. Lo stile è arabeggiante. Da risentire.
Verso cult: “Ho pensato anche di scappare da una terra che non ci vuole ma non so dove andare”.
Elettra Lamborghini – Voilà – Voto: 6
Senza sorprese, Elettra ci regala ritmo, ammiccamenti sexy e tanto pop. Il pezzo è ballabile, costruito per accendersi subito, l’omaggio a Raffaella Carrà è furbo ma ben centrato. In un verso fa l’occhiolino anche a Ballando con le Stelle (e chissà che non la vedremo come concorrente in futuro). Elettra fa Elettra e siamo sicuri che il pubblico ringrazierà .
Verso cult: “Viva viva viva la Carrà ”
Michele Bravi – Prima o poi – Voto: 7
Torna a Sanremo con un brano dignitoso, senza colpi di scena ma con una scrittura viscerale. Racconta di un amore desiderato, di quelle piccole assenza che fanno rumore. Il ritornello si apre grazie agli archi che danno un sapore malinconico e sofferente Nel testo cita anche Battisti. Merita un secondo ascolto, l’orchestra lo impreziosirà .
Verso cult: “Dovresti vergognarti che dopo anni non smetti di mancarmi”.
J-Ax – Italia Starter Pack – Voto: 8,5
In perfetto stile country, J-Ax gioca, si prende in giro e prende in giro il Paese scegliendo come arma la leggerezza. Italia che racconta è ben riconoscibile dove la precedenza è di chi se la prende e si protesta solo per l’ananas sulla pizza. La sua è una satira pop che funziona e che potrebbe andare bene anche in classifica. Spoiler: appena è iniziato il brano, già tutti la cantavano. Standing ovation.
Verso cult: “Sto paese lo capisci da un cantiere, cinque dicono che fare, uno solo che lo fa”.
Nayt – Prima che – Voto: 6
Nayt arriva a Sanremo per la prima volta per dimostrare al pubblico chi è diventato in questi anni. Il brano parla di relazioni con un approccio cantautorale che tiene insieme denuncia e speranza. Introspettivo, coerente, in alcuni passaggi assomiglia a Rkomi. Bisognerà capire che riscontro avrà tra il pubblico visto che il pezzo non è tipicamente sanremese.
Verso cult: “Finché sai cosa prendi, non lo sai cosa perdi”
Dargen D’Amico – Ai Ai – Voto: 7
Anche stavolta Dargen non tradisce le aspettative. Il testo è un mosaico tra presente e futuro. Parla di intelligenza artificiale in cui ai ai diventa molto più di un ritornello. Politicamente scorretta quanto basta, è un canzone che fa sorridere e che punge quanto basta.
Verso cult: “Ho letto sul giornale che certe cose non puoi ancora farle con l’AI”.
Raf – Ora e per sempre – Voto: 6,5
E’ la sua quinta volta in gara al Festival di Sanremo. La canzone scorre senza particolare picchi emotivi. Una ballad pop raffinata scritta a quattro mani con il figlio Samuele. Si sente quella nostalgia tipica degli anni 80. Il testo è dedicato ad una persona che non c’è più, con misura e pudore.
Verso cult: “Ora e per sempre resterai. ci sarai anche se mai più ti rivedrò”.
Bambole di Pezza – Resta con me – Voto: 6
Sono una delle scommesse di questo Festival di Sanremo. Pop leggero con quel tocco di girl power che non guasta. Al primo ascolto il brano, che ha lo zampino di Nesli, non convince ma al secondo potrebbe far emergere delle sfumature interessanti. La band mette impegno e grinta ma il pezzo non rende giustizia alla loro energia. Promosse ma con qualche riserva. Ci si aspettava di più.
Verso cult: “Resta con me in questi tempi di odio, tu resta con me”.
Fulminacci – Stupida sfortuna – Voto: 6,5
Finalmente all’Ariston arriva il cantautorato interessante. Il brano è buffo, tenero, gradevole e leggero. Sorprende con immagini e giochi di parole, merita un secondo ascolto. Non ci resta di scoprire cosa combinerà sul palco.
Verso cult: “Vienimi a prendere in mezzo alla strada, continuo a perdere le chiavi di casa”.
Chiello – Ti penso sempre – Voto: 6
Chiello arriva a Sanremo con un brano che parla di un amore tradito. Il testo, scritto da Tommaso Ottomano che abbiamo conosciuto lo scorso anno con Lucio Corsi, è personale, ricco di dettagli che lo rendono credibile. La canzone non è banale, perfetta per chi cerca sentimenti veri in salsa pop. Nel complesso funziona.
Verso cult: “Ti penso sempre, voglio disinnamorarmi”
Eddie Brock – Avvoltoi – Voto: 7,5
Potrebbe essere la rivelazione di questo Festival. E’ la quota outsider di Sanremo, un po’ come Olly lo scorso anno. Il brano si apre con la chitarra, poi esplode melodicamente, è orecchiabile e ha un ritornello che entra in testa. Piena di immagini che funzionano e che emozionano. Si parla di un amore sofferto in cui lei sceglie di soffrire per un uomo, poi torna dall’altro per piangere sul suo petto.
Verso cult: “E’ più facile per te farti spogliare/che spogliarti il cuore”
Maria Antonietta e Colombre – La felicità e basta – Voto: 8
Al loro debutto al Festival, portano un pezzo che promette di essere un tormentone, una sorta di Coma_Cose 2.0 molto radiofonico. Giocano con l’immaginario degli anni 80. La canzone è irriverente, frizzante, il ritmo è orecchiabile e perfetto. Citano anche Valentino, lo stilista scomparso recentemente. Divertente, leggero e contemporaneo, si presta a diventare un altro tormentone.
Verso cult: “Baby facciamo insieme una rapina, baby per riprenderci tutta la nostra vita”.









