Diciotto anni dopo il debutto che ha rivoluzionato il racconto del makeover in televisione, Carla Gozzi ed Enzo Miccio sono pronti a tornare con Ma come ti vesti?!. Al BCT – Festival Nazionale del Cinema e della Televisione di Benevento, i due esperti di stile raccontano il ritorno dello storico format, il legame con il pubblico, l’evoluzione della moda e della televisione e spiegano perché, dietro un cambio di look, c’è sempre molto più di un semplice abito.
Intervista a Enzo Miccio e Carla Gozzi
Possiamo ormai dire che il ritorno di Ma come ti vesti?! è ufficiale?
Carla Gozzi: Assolutamente sì. Fa quasi effetto dirlo, anche a noi. Sono passati diciotto anni dall’inizio di questa avventura.
Enzo Miccio: Diciotto anni significano maggiore età, quindi festeggiamo questa rentrée come si deve. La verità è che abbiamo la sensazione che questa avventura non si sia mai davvero interrotta. L’affetto delle persone non è mai venuto meno.
La trasmissione è diventata qualcosa di iconico: ci sono modi di dire entrati nel linguaggio comune, siamo diventati meme, ci hanno imitato e fatto parodie. È andata oltre il semplice programma televisivo.
Carla Gozzi: È diventata quasi una cosa di famiglia. Anzi, direi un vero e proprio mood.
Cosa ha reso Ma come ti vesti?! un fenomeno così amato, soprattutto dai più giovani?
Enzo Miccio: Credo che il pubblico abbia sempre percepito la nostra ironia, anche quella reciproca. Ci prendevamo in giro tra noi e scherzavamo con i partecipanti, che alla fine si divertivano tantissimo.
Carla Gozzi: A noi piace essere ironici, ma mai cattivi nel senso negativo del termine. L’obiettivo non è mai stato umiliare qualcuno, ma accompagnarlo verso una maggiore consapevolezza di sé.
Alla fine di ogni puntata volevamo che le persone si guardassero allo specchio e dicessero: “Non pensavo di poter essere così bella”. Quello era il nostro vero traguardo.
Enzo Miccio: E poi c’è sempre stata una grande autenticità. Noi nella vita facciamo davvero questo mestiere. Non avevamo un copione da seguire: prendevamo il materiale umano che avevamo davanti e cercavamo di valorizzarlo al meglio.
Forse è proprio questo che ha permesso al programma di durare così a lungo, a differenza di tanti altri format simili.
Quanto ha contato la vostra complicità?
Carla Gozzi: Tantissimo. Bastava uno sguardo per capirci.
Enzo Miccio: Io pensavo una cosa e Carla la diceva prima che riuscissi ad aprire bocca. È sempre stato così, anche quando non eravamo d’accordo.
Naturalmente discutiamo ancora oggi. Ci diciamo spesso: “Ma cosa hai fatto?”, “Ma davvero ti piace?”. Però tutto nasce dalla stessa passione e dallo stesso obiettivo.
Nei nuovi episodi ci saranno novità?
Carla Gozzi: L’ironia e la nostra schiettezza ci saranno sempre. Se sparissero, non saremmo più noi.
Enzo Miccio: Forse siamo un po’ più saggi rispetto a diciotto anni fa.
Carla Gozzi: Esperienza e ironia insieme sono un mix straordinario.
Enzo Miccio: Una cosa però non è cambiata: quando apriamo un armadio pieno di cose messe a caso, ci viene ancora la stessa orticaria di diciotto anni fa!
Quanto cinema e moda continuano a influenzarsi a vicenda?
Carla Gozzi: Tantissimo. Il cinema crea immaginario, ispira sogni e desideri. Un colore, un abbinamento o un capo visto in un film possono rimanerti impressi per anni.
Enzo Miccio: Pensiamo a quello che ha fatto Armani con American Gigolo. Le sue giacche destrutturate, indossate da Richard Gere, hanno influenzato un’intera generazione.
Il connubio tra cinema e moda è potentissimo perché arriva alle persone in modo naturale. Le passerelle a volte possono sembrare lontane dalla quotidianità, mentre il cinema ti mostra situazioni in cui puoi immedesimarti.
Oggi le persone sono più suscettibili rispetto al passato quando ricevono commenti sul proprio aspetto?
Carla Gozzi: È una domanda molto attuale. In questi anni il linguaggio televisivo è cambiato profondamente.
La differenza è che la cattiveria giudica, mentre l’ironia accompagna. Noi abbiamo sempre accompagnato le persone. Lo abbiamo fatto allora e continueremo a farlo oggi.
Enzo Miccio: Non abbiamo mai fatto battute fini a se stesse. Dietro ogni osservazione c’era sempre un messaggio utile.
Se una persona non valorizza la propria silhouette, se attraversa un momento difficile o se semplicemente non sa come esprimere la propria personalità attraverso l’abbigliamento, noi interveniamo su quello.
La battuta serve a rompere il ghiaccio e a rendere il messaggio più efficace.
In un mondo dominato dai social e dall’immagine, il vostro programma è ancora più attuale?
Carla Gozzi: Assolutamente sì. Oggi viviamo in una società in cui l’immagine è centrale. Quello che indossiamo comunica chi siamo e anche chi vorremmo essere.
Enzo Miccio: Però chi viene da noi sceglie liberamente di farlo. Nessuno è costretto.
Chi partecipa vuole divertirsi, imparare qualcosa e mettersi in gioco. Alla fine si crea una vera narrazione, una storia personale che il pubblico segue e nella quale si riconosce.
Spesso avete detto che Ma come ti vesti?! non è un programma di moda.
Carla Gozzi: Lo ribadisco: noi non facciamo una trasmissione sui vestiti.
Partiamo dall’abito per raccontare una persona, il suo carattere, il suo potenziale.
Quando davanti allo specchio qualcuno vede finalmente una versione migliore di sé e capisce che quel cambiamento è possibile, lì c’è il vero successo del programma.
Enzo Miccio: Non lavoriamo sulle tendenze o sull’ultima collezione. Costruiamo look adatti alla persona che abbiamo davanti, alla sua vita, alla sua età, alle sue esigenze.
Il vestito è solo il punto di partenza.
In diciotto anni com’è cambiato lo stile delle persone?
Carla Gozzi: Durante il programma abbiamo raccontato una vera e propria cronistoria dello street style italiano.
Dopo il Covid tutto è cambiato. Le persone hanno iniziato a privilegiare comodità e praticità.
Oggi spesso basta togliere una sneaker e mettere una scarpa leggermente più elegante perché qualcuno si senta a disagio.
Eppure esistono occasioni che meritano attenzione. Non si tratta di essere perfetti, ma di rispettare il contesto.
Enzo Miccio: Oggi si sente spesso dire: “Vado bene così come sono”. Ed è giusto essere se stessi.
Ma io faccio sempre una domanda: se puoi essere meglio, perché scegliere di essere peggio?
Con piccoli accorgimenti si può migliorare tantissimo senza perdere la propria personalità.
Cosa vi augurate dal ritorno del programma?
Enzo Miccio: Che continui a fare quello che ha sempre fatto: divertire e lasciare qualcosa.
La televisione ha ancora bisogno di leggerezza.
Carla Gozzi: E anche di una buona risata. Una risata intelligente, che ti faccia sorridere ma che ti lasci pure un messaggio utile.