Elena D’Elia si racconta, ai microfoni di SuperGuidaTv, tra emozioni, crescita personale e nuovi progetti musicali, dopo l’esperienza vissuta nel talent di Canale 5 Amici. La giovane cantautrice parla del sostegno ricevuto dall’ideatrice e conduttrice del programma Maria De Filippi, del significato del suo EP che prende il titolo dall’omonimo brano “Non è mica fantasia” e delle sfide che la attendono nel mondo della musica. Un percorso fatto di autenticità, sogni da realizzare e voglia di mettersi in gioco, senza paura di affrontare anche gli errori e l’incertezza del futuro.
Intervista a Elena D’Elia di Amici
Appena uscita da Amici, che esperienza è stata per te?
«Amici è stata un’esperienza inaspettata. Se dovessi descriverla con poche parole — anche se non sono molto brava a essere sintetica — direi: unica, sorprendente, bellissima e indimenticabile. È stata un’esperienza che mi ha lasciato tantissimo sotto ogni punto di vista.»
C’è qualcosa che hai scoperto di te all’interno del programma che prima non conoscevi?
«Assolutamente sì. Sono sempre stata una ragazza che, senza accorgersene, tendeva a costruirsi una sorta di scudo. Non attraversavo fino in fondo le emozioni e le esperienze che vivevo: spesso cercavo di aggirarle per evitare delusioni o tristezze. Volevo vivere in una sorta di bolla di felicità. Ad Amici ho imparato che le emozioni vanno vissute e approfondite, perché poi si riesce anche a superarle. Ho scoperto il valore del confronto, della collaborazione e del lavoro di squadra.»
C’è un consiglio che Maria De Filippi ti ha dato e che porterai sempre con te?
«Ricordo un momento durante un ascolto in saletta. Si parlava spesso del fatto che la mia musica fosse di “nicchia” e Maria mi disse: “È bella la nicchia”. Sentirmelo dire da una persona che stimo così tanto è stato un grande complimento. Dentro Amici nessuno mi ha mai spinta a cambiare per essere più commerciale o per piacere di più. Al contrario, tutti mi hanno sempre incoraggiata a mantenere la mia personalità, la mia originalità e la mia autenticità. Quel sostegno è stato fondamentale e mi ha fatto sentire davvero appoggiata.»
“Non è mica fantasia” è il titolo del tuo nuovo singolo e anche dell’EP. Come è nato il brano e il progetto discografico?
«“Non è mica fantasia” è nato proprio nella casetta di Amici. Ero in giardino con Lorenzo e Riccardo, seduta con la chitarra, e a un certo punto ho chiesto loro: “Qual è una cosa che non avete mai visto nella vostra vita?”. Da quella domanda è nato un gioco di immaginazione. Riccardo, per esempio, ha contribuito con alcune idee e alcune sue frasi sono rimaste nel testo, per questo è stato giusto inserirlo tra gli autori. Il brano parla della voglia di essere giovani e della forza di continuare a inseguire i propri sogni. Siamo figli della tecnologia e del cambiamento, ma io credo molto nella mia generazione. Credo nella nostra capacità di immaginare, amare, sbagliare, costruire la nostra vita e coltivare le nostre passioni.»
Parlando di errori, “Wanda” affronta temi come lo smarrimento e la consapevolezza. Quanto è importante accettare i propri sbagli?
«È fondamentale. Se non accetti i tuoi errori non cresci. È proprio dagli sbagli che impari: capisci perché hai commesso un errore, cosa ti ha portato a farlo e come evitarlo in futuro. Penso che sia una delle basi della crescita personale, non solo per gli artisti ma per chiunque. Dagli errori si impara, si cade e poi ci si rialza. “Wanda” racconta proprio questo percorso. Parla della consapevolezza di riprendersi la propria vita in mano dopo averla vissuta per troppo tempo in modo trattenuto e riservato, una modalità che in realtà non mi appartiene. Io sono una persona molto esuberante ed energica. È un brano che invita a vivere pienamente la vita, con tutti i suoi errori e le sue imperfezioni. Per questo lo considero un vero inno alla vita.»
Se potessi duettare con un artista internazionale, chi sceglieresti e perché?
«Da sempre direi Adele. Sono andata a vederla in concerto ed è stata un’esperienza incredibile. Ha una voce che arriva dritta all’anima e durante il concerto ho pianto praticamente dall’inizio alla fine. Inoltre, da quello che traspare nelle interviste, sembra una persona meravigliosa. I suoi album hanno accompagnato la mia adolescenza e anche la mia crescita artistica. Se invece potessi scegliere tra gli artisti del passato, direi Etta James o Aretha Franklin. Sono giganti della musica, voci straordinarie che hanno scritto pagine importantissime della storia musicale.»
Ultima domanda: cosa ti spaventa di più di questo mestiere?
«Probabilmente l’incertezza. Però è curioso, perché è anche l’aspetto che trovo più affascinante. Mi spaventa non sapere cosa succederà domani, ma allo stesso tempo mi piace confrontarmi con questa sensazione. Mi piace l’idea di non sapere cosa aspettarmi e di accogliere tutto ciò che arriva come un’opportunità. Quindi sì, l’incertezza mi spaventa, ma ci cammino mano nella mano.»
Grazie Elena.
«Grazie a voi.»
Intervista video: