Da finalista a vincitore. Claudio Covato è il trionfatore di Musicultura 2026, un percorso culminato sul palco della suggestiva cornice dello Sferisterio di Macerata ma costruito giorno dopo giorno attraverso incontri, confronto e condivisione.
Claudio Covato vince Musicultura 2026
Già durante i giorni del festival, il cantautore aveva raccontato un’esperienza vissuta lontano dalla logica della competizione. «Non si sente il clima della gara», spiega ai nostri microfoni. «Si percepisce piuttosto l’opportunità di stare insieme, confrontarsi con altri artisti, parlare delle reciproche influenze musicali e artistiche. È un’esperienza fatta soprattutto di umanità».
Un aspetto che Claudio Covato considera il vero valore aggiunto di Musicultura, manifestazione che negli anni si è distinta per l’attenzione riservata alla canzone d’autore e alla crescita artistica dei partecipanti che anno dopo anno hanno calcato il palcoscenico della manifestazione.
In gara Covato ha presentato Chiddu ca ma resta, un brano volutamente aperto alle interpretazioni. «Ho cercato di utilizzare immagini offerte dalla natura – alberi, sole, caldo, animali – per provare a trovare un bandolo della matassa che sta dietro alla natura stessa», racconta. Un lavoro che riflette la sua scrittura evocativa e la ricerca di significati che vanno oltre la superficie delle parole.
Anche prima della proclamazione, Covato aveva le idee chiare sul significato di una possibile vittoria. «Le competizioni sono importanti, ma non rappresentano un punto d’arrivo. Anche quando si vincono, sono soltanto l’inizio di un percorso. Quando hai un riflettore puntato addosso devi saper sfruttare quell’opportunità: è lì che inizia il vero lavoro».
Parole che oggi assumono un valore ancora più significativo alla luce del successo ottenuto alla serata finale di Musicultura 2026.
Subito dopo la vittoria, però, il cantautore ha reagito con sorprendente lucidità. «Al momento sono completamente assente», confessa sorridendo in una nostra intervista appena dopo la proclamazione come vincitore di Musicultura 2026. «Credo che realizzerò davvero quello che è successo soltanto tra un po’. Adesso sono molto calmo, quasi come se non fosse successo niente».
Per lui il riconoscimento ricevuto va oltre il semplice risultato finale. «Musicultura è un concorso speciale perché chiunque ne faccia parte dimostra un profondo rispetto per la canzone. Averlo vinto significa ricevere un grande attestato di stima nei confronti della mia musica e della mia canzone. Per questo sono molto felice di questo affetto e di questo riconoscimento, anche perché arriva dal pubblico».
Un possibile Festival di Sanremo in vista?
E se una vittoria come questa può rappresentare un trampolino verso palcoscenici ancora più prestigiosi, come quello del Festival di Sanremo, Covato preferisce mantenere il suo approccio essenziale e autentico alla musica.
«Non escludo nulla», afferma. «Ma non sono una persona particolarmente alla ricerca del grande palco. A me interessa soprattutto dire delle cose. Se poi posso dirle sul palco di Woodstock, tanto meglio. Se invece dovessi continuare a dirle nei peggiori bar di Caracas, andrebbe bene lo stesso».
Una dichiarazione, quella rilasciata, che racconta bene la filosofia artistica del vincitore di Musicultura 2026: mettere la musica e il messaggio al centro, indipendentemente dalla dimensione del palco. Una visione che, probabilmente, ha contribuito a conquistare il pubblico e a portarlo fino alla vittoria.