Cattivissimo me 3 – Opinioni e recensione del film

Cattivissimo me

Cattivissimo me 3 è un film del 2017 di genere Animazione/Avventura diretto da Pierre Coffin, Kyle Balda, Eric Guillon, con protagonisti Steve Carell, Kristen Wiig, Pierre Coffin, Miranda Cosgrove, Dana Gaier. Il film ha una durata di circa 96 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film Cattivissimo me 3

Baltazar Bratt, da bambino, era una star del piccolo schermo, ma con il passare degli anni è stato dimenticato. Proprio per questo oggi è diventato un super-criminale e il suo unico obiettivo è diventato quello di rubare un grosso diamante. La missione non va a buon fine per il provvidenziale intervento di Gru (ora al servizio della Lega Anti Cattivi) che recupera il prezioso ma non riesce ad acciuffare il furfante.

Proprio per la mancata cattura Gru viene licenziato e a farne le spese è anche la moglie Lucy, intervenuta in sua difesa. Il nuovo capo dell’agenzia pare essere molto severa tanto da non accettare fallimenti e discussioni. Rientrata a casa la coppia espone la notizia alle proprie figlie (Margo, Edith e Agnes).

Nello frattempo  i Minion decidono di andarsene non riuscendo ad accettare il fatto che Gru si sia votato definitivamente al Bene.

Bratt intanto non si è arreso e riesce finalmente ad entrare in possesso del diamante. Gru viene contattato da un uomo che sostiene di essere stato inviato da Dru, il suo fratello gemello mai conosciuto. Il protagonista scopre così dalla madre la verità e ha la conferma che questo fantomatico consanguineo esiste davvero.

La famiglia parte per andare a conoscere il novello parente, il quale è identico, in tutto e per tutto, a Gru a parte una folta chioma bionda in testa.

Dru mostra al fratello il covo del padre, ritenuto il più grande cattivo della storia, e gli chiede consigli su come diventare anch’egli una figura temuta e malvagia, ignaro che questi abbia ormai cambiato vita. Gru decide di “ingannarlo” proponendogli di recuperare il diamante rubato da Bratt al fine di consegnarlo alla legge ed essere reintegrato in servizio.

La recensione del Film Cattivissimo me 3

La saga di Cattivissimo Me è ormai una certezza a livello commerciale grazie ai vari capitoli che continuano a incassare cifre astronomiche. Solo questa terza avventura ha superato il miliardo di dollari.

Sin dallo scoppiettante prologo la parola d’ordine è esagerazione. La messa in scena animata di stampo pop, tra cromatismi esasperati e citazioni a un immaginario a prova di grandi e piccini, ci introduce al villain e alla genesi della vicenda inerente il furto di un prezioso diamante. L’avversario questa volta è un ex bambino prodigio dimenticato in fretta e per questo pieno di rancore. In esso si racchiudono svariati rimandi alla società degli anni ’80.

Il gioco identitario che ha luogo nelle due figure gemelle, con l’arrivo del fratello mai conosciuto Dru, poneva sulla carta spunti interessanti, ma in fin dei conti si è rivelato essere un semplice elemento di contorno. Unico scopo? Quello di aumentare la varietà delle numerose gag tra improbabili furti di lecca-lecca e rivelazioni inaspettate sul passato della famiglia.

Cattivissimo Me 3 dà l’impressione di poter sempre spiccare il volo aggiungendo ulteriore carne al fuoco alla mitologia del franchise, ma pecca a volte di coraggio, nonostante il tentativo (quello sì riuscito) di aggiornare le dinamiche action con spettacolari rimandi all’universo dei kaiju-eiga, ossia i film nipponici con mostri giganti / robottoni in stile Godzilla (1954).

Il divertimento per i più piccoli è comunque assicurato e, complice la resa estetica e diverse strizzate d’occhio a platee più mature, anche i grandi potranno trovare occasioni di divertimento, pur con un leggero effetto deja-vu che fa capolino in alcune occasioni.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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