Basic Instinct 2 – Opinioni e recensione del film

Basic Instinct 2 è un film del 2006 di genere Thriller/Erotico diretto da Michael Caton-Jones, con protagonisti Sharon Stone, David Morrissey, Charlotte Rampling, David Thewlis, Stan Collymore. La pellicola ha una durata di circa 110 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione.

La Trama del film Basic Instinct 2

La scrittrice e psicologa Catherine Tramell ha lasciato gli Stati Uniti e si è trasferita a Londra. All’inizio del film la donna si trova in una macchina andante ad alta velocità insieme al suo compagno Kevin Franks, un famoso giocatore di baseball. Mentre gli sta praticando una fellatio l’uomo perde il controllo della vettura che finisce in un fiume: all’incidente sopravvive solo Catherine.

L’ispettore di Scotland Yard Roy Washburne cerca di trovare degli indizi della sua colpevolezza e affida la perizia psichiatrica al dottor Michael Glass, un analista reduce da una tragedia nel suo passato. Sette anni prima infatti il luminare aveva lasciato libero un suo paziente, il quale si macchiò poco dopo dell’omicidio di sua moglie, incinta.

La protagonista sente una forte attrazione per il curatore, che ha ben compreso sin da subito il suo carattere narcisista e bugiardo. Quando le accuse nei confronti della donna cadono per mancanza di prove, Catherine inizia ad esercitare una pessima ma forte influenza su Michael. Sarà solo l’inizio di una scia di sangue e di sospetti che cambierà per sempre la vita dello psicologo, con il sesso quale elemento predominante nella personale discesa agli inferi.

La recensione del film Basic Instinct 2

Quindici milioni di dollari: a tanto è ammontato il cachet di Sharon Stone per tornare a vestire i panni della subdola e affascinante Catherine Tramell, storica dark-lady del primo, iconico, Basic Instinct (1992). A quattordici anni dall’originale di Paul Verhoeven la bionda attrice, quasi cinquantenne ai tempi delle riprese, non ha perso un briciolo della sua sensualità e a conti fatti rimane l’unico elemento positivo di un sequel senza arte né parte.

Ancora una volta l’erotismo è elemento determinante dei cento minuti di visione, ma qui la narrazione si perde purtroppo in svolte gratuite e improbabili atte a indirizzare la vicenda verso i relativi momenti hot senza una logica precisa, con una parte finale dove le rivelazioni e i colpi di scena si susseguono senza sosta in maniera alquanto improvvisata.

Registicamente debole e con una gestione del montaggio non sempre omogenea, Basic Instinct 2 è una pallida copia del prototipo e in quest’occasione le controparti maschili non eguagliano per carisma la maliarda nemesi. Al posto di Michael Douglas, che ha saggiamente rifiutato perché riteneva di essere troppo vecchio per la parte, David Morrissey non possiede il necessario magnetismo per dare vita ad una figura credibile, complice anche la misera caratterizzazione del rispettivo alter-ego filmico.

Lo sfondo londinese viene sfruttato in maniera anonima e incolore e la suspense a sfondo thriller risulta troppo all’acqua di rose per generare il minimo sussulto in uno spettatore già annoiato dopo la prima mezzora.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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