Addio al “Boss delle cerimonie”, è morto il BOSS

boss delle cerimonie

È morto, all’età di 80 anni, Antonio Polese, titolare dell’hotel-ristorante ”La Sonrisa” di Sant’Antonio Abate (Napoli), un imprenditore diventato famoso con l’appellativo de <Il boss delle cerimonie>, per le sfarzose feste nuziali e di prima comunione organizzate nell’ambito di un real TV che esaltava aspetti trash e eccessivi di alcune cerimonie.

Originario di Sant’Antonio Abate, nel Vesuviano, Polese, ex macellaio, era balzato agli onori della cronaca locale grazie all’organizzazione di fastose cerimonie all’interno del suo ristorante, la Sonrisa.

La fama era poi cresciuta grazie al sodalizio con Mario Merola prima e con Gigi D’Alessio poi, fino alla consacrazione su Real Time con il reality Il boss delle cerimonie.

Il suo cuore non ha retto

A fine ottobre era stato ricoverato prima all’ospedale di Castellammare di Stabia e poi al Monaldi per uno scompenso cardiaco. Ieri era stato nuovamente ricoverato per scompensi cardiaci nella clinica Pineta Grande, sulla costa domiziana, dove è morto

I messaggi di cordoglio del web

Intanto la veglia funebre è partita sul web, con l’hastag #CiaoDonAntonio lanciato da Real Time, condiviso dai tanti fan del programma.

Eccovi uno degli ultimi video pubblicati sul web dove c’è Don Antonio con il suo medico

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Sono il Direttore di SuperGuidaTV. Da sempre unisco la mia competenza tecnica al mondo dei contenuti, con l’obiettivo di rendere l’esperienza di scoperta e fruizione dell’intrattenimento più semplice, personalizzata e accessibile per tutti. Informatico di formazione, mi occupo da anni di sviluppo digitale, innovazione e strategie di prodotto, con una particolare attenzione all’evoluzione delle piattaforme media e alle nuove modalità di consumo audiovisivo. La mia passione per la televisione nasce da lontano — sono cresciuto a “pane e Bim Bum Bam” — e oggi continua attraverso il mio impegno nel raccontare, valorizzare e connettere il mondo della TV tradizionale con quello delle piattaforme streaming. Appassionato di serie TV, in particolare crime e poliziesche, credo nel potere delle storie di unire generazioni e linguaggi diversi, e nel valore della tecnologia come strumento per farle arrivare a un pubblico sempre più vasto e consapevole.