X-Men – Giorni di un futuro passato: Opinioni e recensione del film

Film

X-Men – Giorni di un futuro passato è un film del 2014 di genere Cinecomic/Azione diretto da Bryan Singer, con protagonisti Hugh Jackman, James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Halle Berry, Anna Paquin, Ellen Page, Peter Dinklage, Ian McKellen, Patrick Stewart. Il film ha una durata di circa 131 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film X-Men – Giorni di un futuro passato

Nell’anno 2033 di un futuro distopico, le Sentinelle sono state programmate per identificare ed eliminare i mutanti e qualsiasi umano offra loro aiuto. Un gruppo di X-Men sopravvissuti (tra i quali Logan, Magneto, Charles Xavier e Tempesta) si ricongiunge in un monastero in Cina per decidere il da farsi.

Il professor X spiega agli altri membri del team come le Sentinelle, giganteschi robot, siano stata progettate da Bolivar Trask, uno scienziato militare assassinato da Mystica nel 1973. Proprio in seguito all’omicidio del luminare le forze governative hanno catturato l’esecutrice del crimine e condotto esperimenti su di lei, usando il suo DNA per velocizzare il progetto delle Sentinelle e rendendole in grado di adattarsi ai diversi poteri mutanti.

Xavier e Magneto pianificano di utilizzare le abilità di Kitty Pride, capace di mandare la coscienza di una persona indietro nel tempo, per prevenire l’assassinio e le apocalittiche conseguenze. Ma mentre il professore non sarebbe in grado di reggere fisicamente al “viaggio”, Wolverine (dotato di poteri rigenerativi) potrebbe sopravvivere al processo, diventando la prima e unica scelta.

Il mutante dallo scheletro di adamantio si risveglia così nel suo corpo più giovane del 1973, finendo invischiato in un’incredibile avventura per salvare la razza dei mutanti.

La recensione del film X-Men – Giorni di un futuro passato

La saga dei mutanti Marvel, da poco passati dalla proprietà Fox a quella Disney (con il conseguente e futuro reboot per inserirli nell’Universo condiviso dagli Avengers), unisce per la prima volta i due piani temporali in questo titolo del 2014, in cui le versioni degli X-Men dei primi film si incontrano con quelle dei più recenti capitoli ambientati nel passato.

Per organizzare al meglio questa storia di “reunion” e paradossi temporali torna dietro la macchina da presa Bryan Singer, colui che all’inizio del nuovo millennio aveva fatto esordire gli iconici personaggi sul grande schermo, e dal punto di vista registico e stilistico la sua mano esperta si vede tutta: X-Men – Giorni di un futuro passato è un’operazione calibrata chirurgicamente dal punto di vista narrativo e altrettanto efficace da quello estetico, capace di collegare le due distinte ambientazioni con una certa logica.

Il prologo, ambientato nel futuro, ci trasporta sin da subito in un’atmosfera suggestiva, con un mondo post-apocalittico nel quale la maggior parte dei mutanti è stata sterminata dalle sentinelle. Quando compaiono gli alter-ego classici degli storici protagonisti, con Patrick Stewart nei panni di Xavier, Ian McKellen in quelli di Magneto e Halle Berry come Tempesta, l’effetto nostalgia è garantito, oltre naturalmente alla costante presenza di Wolverine, al solito interpretato da Hugh Jackman.

E proprio quest’ultimo, mandato nel passato, si rivela essere l’elemento chiave che fa da collante alle due realtà, permettendo di inserire omaggi e citazioni al cinema e al folklore tipico degli anni ’70 con una buona dose di ironia. Ironia a cui si accompagna comunque un intenso substrato drammatico e tensivo, sempre sorretto da un impianto base dedito al puro spettacolo di genere.

Michael Fassbender, James McAvoy, Jennifer Lawrence e Nicholas Hoult riprendono i ruoli dei giovani mutanti già rivestiti nel prequel X-Men – L’inizio (2011), e il Peter Dinklage di Game of Thrones è l’improbabile ma carismatico villain a completare un cast delle grandi occasioni per una delle opere più riuscite nel corposo franchise X.

mm
Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here