Il giorno e il sogno che aspettava il piccolo Nic è diventato realtà. Ultimo ha battuto ogni record con il suo mega concerto che si è tenuto il 4 luglio 2026 a Tor Vergata. Oltre 250 mila persone hanno cantato e ballato le sue canzoni in quello che è stato un evento entrato nella storia della musica italiana. Vediamo insieme tutti i numeri.
Ultimo, il concerto di Tor Vergata entra nella storia: i numeri
“Beati gli ultimi perché saranno i primi”. Così recita la scritta sul megapalco lungo 140 metri, per 60 di altezza con 2500 metri quadri di schermo led e una passerella a forma di infinito lunga 30 metri. Un palco su cui Ultimo (nome d’arte di Niccolò Moriconi) è arrivato in elicottero, acclamato dalla folla accampata da giorni nonostante il caldo e le temperature proibitive. Nei sei pit erano presenti ben 38 le linee audio per consentire una diffusione del suono ottimale e 18 maxischermo.
Il concerto si è aperto con ‘Pianeti’ ed è terminato con ‘Sogni appesi‘. Ma quello di Ultimo non è stato solo una esibizione live: “Questo è il giorno che aspettavo, questa è la favola per sempre“.
Numeri da record anche per quanto riguarda gli incassi con 16 milioni di euro per i biglietti venduti e un indotto stimato in 90 milioni per la Capitale. Basti pensare che il ragazzo diventato virale su Tiktok per avere il ‘terrazzo sul palco di Ultimo’ ha dichiarato di aver ricevuto offerte fino a 1000 euro per assistere da casa sua all’evento.
Sul palco l’abbraccio con l’amico Fabrizio Moro
Ultimo, nonostante i feat realizzati come ‘Poesia‘ con Geolier, non ha voluto ospiti sul palco ma solo l’amico Fabrizio Moro.
Una scelta che il cantante aveva spiegato nei giorni precedenti al concerto in un lungo post:
“Ho incontrato tanti artisti in questi 10 anni di carriera, ma l’unico nome che continuava a rimbombarmi dentro eri tu. Eri tu perché ci sono persone che ti tendono una mano quando ancora non sei niente per il mondo, e forse neanche per te stesso. Eri tu perché sono passati 10 anni da quando ho aperto il tuo concerto al PalaLottomatica di Roma, e io quella tachicardia prima di salire sul palco non l’ho mai dimenticata.
Sono onorato di annunciarvi che Fabrizio suonerà a Tor Vergata prima che io salga sul palco. E ci tengo a dirlo chiaramente: non vivo questa cosa come un’apertura al mio concerto, ma come un suo vero e proprio concerto prima del mio. Sarà l’unico artista ad esserci. Perché è giusto così. Perché voi lo meritate. E forse, dopo questi 10 anni di strada, me lo merito anche io”.
Stima e affetto che sono durati nel corso degli anni e che si sono visti sul palco mentre i due cantavano insieme ‘L’eternità (Il mio quartiere)‘. Due generazioni che si sono unite in un lungo abbraccio finale.
Battuto il record di Vasco Rossi
Sono stati 250 mila i biglietti venduti per il concerto di Ultimo a Tor Vergata. I fan hanno scelto tra 6 pit, chiamati con il nome degli album del cantante e divisi per fascia di prezzo: Pit 1 ‘Pianeti’; Pit 2 ‘Peter Pan’; Pit 3 ‘Colpa delle Favole’; Pit 4 ‘Solo’; Pit 5 ‘Alba’; Pit 6 ‘Altrove’.
‘La favola per sempre’ di Ultimo ha battuto il precedente record che era di Vasco Rossi. Il cantante aveva infatti registrato 225 mila spettatori al Modena Park nel 2017. In un post sui social, si è voluto congratulare con il collega:
“Kom…plimenti a Ultimo e alla città di Roma! Sono davvero felice per Niccolò. Ogni record è fatto per essere battuto. Largo ai giovani… è giusto così! Ti voglio bene, Niccolò…e poi ci troveremo come le star…”
L’Università di Tor Vergata studierà il concerto di Ultimo
Il concerto evento di Ultimo è stato ospitato all’interno dell’Università Tor Vergata di Roma. Come dichiarato dal rettore dell’Ateneo, Nathan Levialdi Ghiron:
“Durante questo evento vengono realizzati due esperimenti molto importanti: uno sulla propagazione del suono e uno sulla misurazione del segnale delle telecomunicazioni in presenza di concentrazioni di oltre 250 mila persone. Un’attività che consente ai nostri studenti di avere un ruolo proattivo e rappresenta un modo per testare nuovi modelli organizzativi per i grandi eventi”.
Il perché del successo e la lettera al pubblico
Ultimo ha saputo conquistare i suoi fan attraverso la sua musica. Canta e suona tutte le canzoni senza mai dilungarsi in frasi ad effetto, effetti scenici o coreografie. Solo voce e piano. E che voce, la stessa super intonata che senti quando lo ascolti per radio o nei suoi cd.
Sono passati anni da quando in sala stampa qualcuno esultò dopo che arrivò secondo a Sanremo. Nel suo destino non c’era la vittoria del festival, conquistare le radio o la stampa, i talent come Amici (a cui partecipò ma venne scartato come più volte raccontato da Maria De Filippi). Nè tantomeno acquisire popolarità o attirare simpatia costruendo un personaggio.
Ultimo arriva direttamente al cuore delle persone con la sua musica. Perché alcuni dei suoi testi, sono poesia e riescono ad arrivare oltreoceano, tra i suoi estimatori internazionali c’è Russell Crowe. Le sue canzoni non ammiccano ai social, non puntano a diventare trend con i balletti sui tiktok ma raccontano dei sentimenti e dei sogni delle persone semplici: gli ultimi che arrivano primi.
Come spiegato da Ultimo durante il concerto in una lettera a cuore aperto ai suoi fan:
“In realtà ho sempre saputo che prima o poi avrei vissuto quello che vivo oggi, e non è presunzione, è sentire. Lo sentivo quando andavo a lezione di pianoforte a Montesacro, quando accarezzavo la mia timidezza e le promettevo che l’avrei difesa. Credo che per fare grandi cose si debba per forza partire da bambini.
Oggi sono dieci anni che vivo in quella visione. Ogni giorno mi chiedo come sia stato possibile. È come se tutti voi aveste risposto oggi a una chiamata che io vi ho fatto vent’anni fa. Ero piccolo, ma chi mi ha visto crescere lo sa. Dicevo a tutti che le mie canzoni sarebbero servite a salvare il mondo. Ovviamente ero piccolo e ingigantivo tutto. Eppure Nic, io ti credo ancora. Io ti credo.
E magari non abbiamo cambiato e non cambieremo il mondo, ma possiamo dire che abbiamo un mare di gente che ha capito che se il mondo è quello che abbiamo dentro, allora lo hai salvato davvero. Questa lettera che ho iniziato a scrivere per tutti voi che mi seguite, in realtà mi sto rendendo conto che sta andando a parlare di Niccolò. Però non voglio eliminare o aggiustare il tiro. Sapete perché? Perché non è un caso. Perché se parlando di voi ho spontaneamente parlato di me, allora questo vuol dire che molto probabilmente siamo la stessa cosa. E quindi, grazie a tutti”.