The Prestige – Opinioni e recensione sul film

Film

The Prestige è un film del 2006 di genere Fantastico/Thriller diretto da Christopher Nolan, con protagonisti Hugh Jackman, Christian Bale, David Bowie, Scarlett Johansson, Michael Caine, Piper Perabo, Andy Serkis, Rebecca Hall. La pellicola ha una durata di circa 130 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione.

La Trama del film The Prestige

Nella Londra del 1890, Robert Angier e Alfred Borden lavorano come aiutanti di John Cutter, uno scenografo con la passione per l’illusionismo e la magia. In uno dei trucchi la moglie di Angier deve scappare da una cabina piena d’acqua, ma fallisce e muore annegata. Il marito, devastato dal dolore, accusa il collega di aver stretto troppo uno dei nodi, causando così la tragedia. Tra i due inizia una vera e propria faida. Le loro strade si separano ed entrambi iniziano una carriera come maghi.

Angier ottiene fama e successo con il soprannome Il grande Danton. Borden utilizza, invece, il nome d’arte de Il professore e fa carriera in piccoli teatri dove conosce anche la futura moglie Sarah. Tra i numeri di quest’ultimo vi è quello noto come L’afferraproiettile, nel quale è presente anche un’arma da fuoco. Angier si presenta in incognito nel pubblico e sabota il trucco. Il rivale viene così colpito ad una mano.

Nonostante la ferita all’arto, Borden continua il suo mestiere debuttando con un nuovo trucco, il Trasporto Umano. Egli stesso, durante questo trucco, scompare e ricompare quasi immediatamente in due posti diversi della sala.

Angier cerca in ogni modo di carpirne i segreti, ma quando la sua assistente Olivia, da lui inviata come spia, si innamora dell’avversario le cose si complicano inevitabilmente. La risposta alla domanda risiede forse in un diario che sembra essere collegato al noto fisico e inventore Nikola Tesla. Da qui inizia una vera e propria guerra senza esclusione di colpi.

La recensione del film The Prestige

Un gioco sul doppio dai molteplici significati poiché i due protagonisti sono i volti della stessa medaglia. Entrambi ambiziosi e aspirante a un successo che rischia sempre di essere sminuito dall’esistenza dell’altro. Ma anche un gioco identitario, come testimonia il magnifico colpo di scena finale che permea di nuove sfumature quando visto in precedenza.

Una sorta di evoluzione in forma di narrazione e messa in scena classica di quanto già operato da Christopher Nolan in Memento (1999), il film che gli garanti il primo grande exploit di critica e di pubblico.

The Prestige è un’operazione raffinata che rivoluziona a suo modo il filone “magico” e inanella nel corso delle due ore di visione una serie di rivelazioni che riescono sempre a stupire lo spettatore.

Al netto ancora di una certa, chirurgica, freddezza nel modo in cui tratta i personaggi e la storia, il futuro regista del ben più emotivo Interstellar (2014) sa come organizzare una storia degna di essere raccontata e la popola di interessanti figure di contorno, tra fantastico e realismo, come quella del visionario Nikola Tesla, qui interpretato da un magnetico David Bowie.

In quest’adattamento dell’omonimo romanzo di Christopher Priest, uscito nel 1996, niente è fuori posto e proprio la perfezione e l’eleganza della messa in scena possono rendere parzialmente artificioso il costrutto, ma la totale dedizione che travalica il fanatismo permeante i due contendenti è ricca di fascino, complice anche le ottime performance di Christian Bale e Hugh Jackman, e si ammanta di ulteriori significati sulla lotta di classe e sul senso della vendetta che diventa determinante per entrambi.

E l’illusionismo trova una rappresentazione semplice e spettacolare che riempe di meraviglia le relative esibizioni, con il dramma etico e morale che si apre a più interpretazioni e sprona lo spettatore a prendere posizione se e per chi parteggiare tra i due acerrimi rivali.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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