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The Last Sunrise, un amore tormentato sotto il sole di Maiorca – Recensione

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Oriah “Ry” Pera è una ragazza americana affetta da una rara malattia genetica, la sclerosi tuberosa, responsabile di crisi epilettiche che rendono complicata la sua futura carriera da ballerina. La madre, estremamente protettiva nei suoi confronti, decide di farle trascorrere qualche settimana di relax a Maiorca, dove ha in ballo un importante progetto immobiliare.

Come scoprirà ben presto la protagonista di The Last Sunrise, l’isola diventa qualcosa di diverso per lei, e non soltanto una parentesi di libertà nella quale ritrovare se stessa. Sulle suggestive spiagge locali infatti Ry incontra Jilian, un coetaneo originario del posto col quale scatta un reciproco colpo di fulmine, pur inizialmente non scevro da reciproche diffidenze. I debiti di lui con uno strozzino locale rischiano però di complicare inevitabilmente le cose.

The Last Sunrise: prima dell’alba – recensione

Mentre l’estate procede tra giri, feste, nuotate e primi amori, Ry dovrà fare i conti non soltanto con i propri sentimenti ma anche con le bizze di un corpo che rischia di tarparle le ali e l’ansia di una madre comprensibilmente preoccupata per la sua salute e per il suo avvenire. Come intuibile, in The Last Sunrise le regole del relativo filone adolescenziale sono rispettate in pieno, con la love-story tra i due protagonisti pronta ad affrontare i consueti ostacoli nel corso dei cento minuti di visione.

Il tutto in un film che è soprattutto una sorta di “cartolina in movimento” per mostrare le bellezze di Maiorca, con il centro storico, quelle sabbie sinuose e i panorami da sogno che sembrano un vero e proprio invito turistico. In tale contesto paradisiaco si svolge una sceneggiatura che segue ogni stereotipo del romance young adult contemporaneo, indirizzandosi sin da subito a suddetto target.

Sotto questo sole

Sole che scotta, mare infinito, corpi giovani e perfetti, famiglie ricche, passioni contrastate e l’immancabile malattia quale parziale spauracchio, a contaminare una storia d’amore apparentemente classicissima con toni da melodramma estivo. La regista Carlson Young, che ricordiamo per la rom-com Upgraded – Amore, arte e bugie (2024) e il mediocre thriller Trust (2025) ha preso il romanzo di Anna Todd e lo ha portato su schermo senza particolari modifiche rispetto alla formula ormai consolidata, finendo inevitabilmente per soffrire di una mancanza di originalità dalle colpe appunto comuni.

Eva Longoria nelle vesti della madre funge da guest-star, ma il suo ruolo è alquanto riduttivo rispetto alle premesse. Va detto che anche i due protagonisti non brillano in quanto a carisma ed alchimia: Maria Reficco – vista recentemente nel “nostrano” La dolce villa (2025) – e Fernando Lindez non riescono a dar vita a emozioni palpabili. Come la pellicola stessa, anche loro sono più apparenza che sostanza, e quell’ultima parte dove l’effettivo “handicap” torna improvvisamente a far paura segna l’ennesima svolta forzata di una storia che si perde nella propria stanca routine.

Conclusioni finali

Lei arriva dall’America, cresciuta da una madre ricca e iperprotettiva nei suoi confronti (anche a ben vedere, date le premesse). Lui appartiene a un’umile famiglia di Maiorca, minacciata da un progetto immobiliare più losco di quanto appaia. Sarà amore? La risposta è ovvia, almeno per chi conosce le dinamiche alla base dei contemporanei young adult.

The Last Sunrise non offre soluzioni originali di sorta, limitandosi a riciclare immaginari ed emozioni a buon mercato ad uso e consumo dello “spettatore tipo”, spesso coetaneo dei protagonisti. Con le suggestive bellezze di Maiorca, fotografate nella soleggiata stagione estiva, a donare un pizzico di esotismo a una storia che ripropone dinamiche ampiamente risapute.

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