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Buon compleanno TG5: 34 anni di successi, garbo e futuro

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Partiamo con un bel buon compleanno TG5. Trentaquattro anni di successi e, dentro questo percorso, diciannove anni del nostro Direttore e di uno dei fondatori: non è per nulla scontato. È una storia fatta di modernità, di tempismo, di autorevolezza, di presenza costante. Ma soprattutto di garbo, una parola che vale tantissimo perché racconta un modo di stare dentro le notizie e dentro il mondo, senza mai perdere sensibilità.

TG5: 34 anni di modernità, tempismo e attenzione al pubblico

Il TG5, in questi 34 anni, è riuscito a mantenere una qualità che si riconosce subito: qualsiasi sia l’argomento, c’è un modo di raccontarlo che riflette grande attenzione nei confronti dei temi e, soprattutto, del pubblico. Non è una cosa che si improvvisa e non è una cosa scontata. È una scelta quotidiana, fatta di misura, di responsabilità e di rispetto.

Ed è anche questo che rende credibile un telegiornale nel tempo: non solo la capacità di stare sul pezzo, ma la capacità di farlo con sensibilità.

Il TG5 come il buon vino: un valore che cresce col tempo

Oggi, pensando a cosa si possa dire “in più”, oltre ai complimenti per il lavoro e per i risultati, viene naturale un’immagine: il TG5 è come il buon vino. È prezioso, abbastanza unico, e migliora con il tempo.

Però, come per il buon vino, migliorare con il tempo non succede per magia. Serve che sia fatto ad arte, che sia curato con grande attenzione, che ci sia un lavoro costante e, come dice il nostro Direttore, che tutto sia costruito da una squadra coesa. È così che il TG5 è partito.

E oggi quella squadra si è allargata: ci sono elementi fondanti, importantissimi, e ci sono tante presenze nuove. È questo mix, questo equilibrio tra radici e nuove energie, che rende il TG5 davvero unico.

La sfida internazionale: dall’impossibile al “ce l’abbiamo fatta”

In questi mesi avete scritto e letto del progetto internazionale. Germania: sembrava impossibile. Ce l’abbiamo fatta, e ce l’abbiamo fatta alla grande. Ma siamo solo all’inizio dell’inizio, perché la sfida è tostissima.

La televisione è un business maturo. E la “torta” della pubblicità, di cui vive anche la TV, vede una fetta sempre più grande spostarsi sul web. E questo, nel concreto, significa che finisce quasi tutto nelle mani di gigantesche multinazionali americane, non di realtà locali. E per chi vive e lavora in Europa, con tradizione e forza sul territorio, non è una dinamica facile da accettare né da contrastare.

Proprio per questo il lavoro da fare è enorme: bisogna essere prudenti, concreti, avere tempismo e agire in fretta.

Tecnologia e territorio: crescere senza perdere identità

Il progetto è bellissimo perché punta a rendere più grande ciò che può e deve crescere: tecnologia, organizzazione, intelligenza artificiale e alcune evoluzioni di prodotto che richiederanno investimenti maggiori.

Ma l’obiettivo non è “coprire” i Paesi con un modello identico. Al contrario: l’ambizione è mantenere e rafforzare il legame con il territorio nei singoli Paesi. Non è mai stato fatto davvero e farlo non è per niente facile. È una sfida di visione e di metodo, che chiede qualità, struttura e capacità di adattarsi senza snaturarsi.

Le parole di Mimun e due richieste alla squadra

Cosa vi posso chiedere? Due cose.

La prima: fate il tifo! Perché bisogna sentire che l’azienda è con me e con tutti noi in questo progetto.

La seconda che vi assicuro e non vi dico per farvi un altro complimento ma perché è la verità: l’esempio in termini di qualità sull’informazione che noi dobbiamo estendere e portiamo in tutti gli altri paesi è il TG5 e anche il resto dell’informazione di Mediaset, a partire da questo centro produttivo. Il TG5 è l’esempio a cui guardiamo. Stiamo già lavorando per fare qualcosa di simile in Spagna e, con grande garbo, anche in Germania.
Grazie ancora, ragazzi.

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