Bai An vede la sua esistenza sconvolta in seguito all’assassinio della moglie e della figlioletta da parte di un’organizzazione criminale. Da quel momento il protagonista di Striking Rescue si mette in prima persona sulle tracce dei responsabili, con l’intento di completare a mani nude la sua brutale vendetta, sfruttando le sue incredibili capacità nelle arti marziali.
Le indagini lo conducono nei bassifondi cittadini, tra attività illecite e regolamenti di conti tra bande di potenti gangster, che esercitano un controllo pressoché assoluto sul territorio. I primi indizi portano Bai An a sospettare di He Yinghao, ricco imprenditore nel settore della logistica, la cui attività sembra direttamente collegata al traffico di stupefacenti. Convintosi che questi abbia ordinato l’eliminazione della sua famiglia, Bai An comincia a sorvegliarne gli spostamenti, salvo ritrovarsi a salvarne la figlia adolescente dall’agguato di una gang rivale. E ben presto le sue ricerche sveleranno che dietro il massacro vi era in realtà qualcun altro…
Striking Rescue: colpo su colpo – recensione
Tony Jaa, colui che ha portato il muay-thai a un periodo d’oro sul grande schermo nei primi anni Duemila ha spento quest’anno cinquanta candeline, ma non sembra avere alcuna intenzione di smettere di fare ciò che sa fare meglio, ovvero impegnarsi in forsennati combattimenti ad alto impatto coreografico. Così come dimostra in Striking Rescue, pellicola del 2024 dove è assoluta star dei numerosi scontri marziali, inseriti più o meno a forza in una narrazione “classica” e non priva di forzature.
Un prodotto di genere senza infamia e senza lode, che per quasi due ore ci accompagna nelle tipiche dinamiche da revenge-movie, con i flashback a mostrarci ripetutamente il motivo per il quale Ben è impegnato in quella missione di vendetta ad ogni costo. Qui Jaa ritrova finalmente lo spazio necessario per esibire il proprio peculiare atletismo, che lo ha reso una presenza unica nel panorama action moderno, seppure relagata negli ultimi anni soprattutto a ruoli secondari o presenze da guest-star di lusso.
Ciak, azione!
Su una struttura narrativa come visto già ampiamente collaudata, rifatta con modifiche di varia entità decine e decine di volte, il regista Cheng Siyi alterna soluzioni efficaci ad altre più scontate, con la componente drammatica e il legame con la ragazzina da proteggere che risultano fin troppo caricati, tra rivelazioni inaspettate e un sentimentalismo crescente.
La gestione stessa delle figure secondarie non è delle migliori, con una gratuita violenza pulp affidata a villain caricaturali e costantemente sopra le righe, difficilmente credibili. La sola eccezione è la folle killer / scagnozza armata di accette interpretata da Peng Bo, che imprime al personaggio la giusta dose di sadica e contagiosa follia.
Tra ginocchiate spaccadenti, gomitate spigolose e calci volanti, ci si affida a un immaginario action relativamente old school, con lo slow-motion a supportare certi passaggi cruciali, con la macchina da presa che in diverse occasione si avvicina anche troppo agli attori, tradendo quella fisicità che avrebbe necessitato di maggior esposizione per risultare ancor più avvincente. Striking Rescue non manca comunque di interesse per gli appassionati, anche se non dice nulla di effettivamente nuovo.
Conclusioni finali
Tony Jaa torna protagonista assoluto di un revenge-movie che punta tutto o quasi sulla sua fisicità e su combattimenti brutali, confermando quanto il thailandese – anche alla soglia del mezzo secolo – abbia ancora molto da offrire al cinema marziale. Striking Rescue si muove però lungo coordinate narrative prevedibili, alternando coreografie efficaci a derive melodrammatiche non sempre convincenti.
Villain caricaturali e una regia che non sempre riesce a costruire sempre un giusto climax completano il quadro di un B-movie che procede dritto per la propria strada come il suo implacabile vendicatore, senza guardarsi mai indietro. Un discreto prodotto di genere, capace di intrattenere il proprio pubblico di riferimento, pur lasciandolo a corto di sorprese.