Sanremo 2026, intervista a Michele Bravi: “Mi sento inadeguato da sempre, buffo. Ora sono tranquillo, la Mannoia è per me una sorella”

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Michele Bravi torna a Sanremo per la terza volta portando il brano ‘Prima o poi‘. Una nuova maturità artistica per il cantante che dopo essere stato lanciato da un talent (ha vinto la settima edizione di X Factor) ha consolidato negli anni la sua carriera. Noi di SuperguidaTv lo abbiamo intervistato e gli abbiamo chiesto del significato profondo del brano, del suo rapporto con Maria De Filippi e sulle aspettative su questo Festival.

Sanremo 2026, intervista a Michele Bravi

Michele Bravi in gara al Festival di Sanremo. È la tua terza partecipazione. Cos’ha diverso questa rispetto alle altre?

“La tranquillità. Nel senso che c’è poco spazio per la preoccupazione, c’è più spazio per la gratitudine, la voglia di mostrare quello che hai fatto. Poi può piacere, non può piacere, quello non sta a me a dirlo, però io sono molto orgoglioso del progetto che stiamo presentando. Ho un po’ quell’elettricità lì di dire: ‘voglio far vedere cosa ho fatto'”.

Porti questo brano ‘Prima o poi‘. Hai dedicato uno sguardo dolce sugli inadeguati. Ti senti ‘inadeguato’?

“Sempre. Da sempre, ma ho fatto pace con questa cosa. Cioè, inadeguato per me vuol dire anche buffo, vuol dire un po’ goffo, un po’ storto, però va bene così. Di base mi piace giocare con le cose e quindi buffo mi va bene”.

In un verso della canzone citi a un certo punto il disco di Battisti. In cosa è un tuo punto di riferimento Battisti?

“Battisti è l’artista pop per antonomasia nella tradizione italiana. È quello che è riuscito veramente a mettere le persone intorno al fuoco, e a dire: ‘Adesso suoniamo e cantiamo tutti questa canzone’. Quindi avere questa cosa aggregante di collettività delle persone che avevano bisogno di riprodurre la sua musica che era incredibile”.

Nella serata delle cover duetterai con Fiorella Mannoia. L’altra volta ho visto un video su Instagram, che hai postato tu, in cui lei a un certo punto ti definisce il figlio che avrebbe voluto avere. È nato un rapporto che va al di là.

“Fiorella per me è più una sorellona, è scorretta come le sorelle sono scorrette, no? Cioè ci si parla alla pari e si dicono le cose che alla mamma non si possono dire. E quindi guarda, per me era importante avere uno sguardo amico vicino. Il fatto che ci sia Fiorella con me è un portafortuna enorme”.

Hai spesso dato voce alla fragilità, pensi sia ancora vissuta con un certo stigma? Mi riferisco soprattutto al genere maschile e alla narrazione dell’uomo che deve andare in pezzi, che non va mai in pezzi.

“Non dal mio punto di vista, però se devo fare il sociologo improvvisato: ‘forse ancora no. C’è questa narrazione del maschio alfa’. Io purtroppo non l’ho mai saputa interpretare nella vita di tutti i giorni e quindi per me parlare di fragilità è semplicemente non saperle nascondere, quindi metterle in piazza. Forse esiste ancora questo stigma”.

Sanremo è una pagella continua. Come vivi ad oggi il giudizio degli altri e le critiche?

“Ti dico in maniera molto serena, nel senso che il mio lavoro è fatto per essere ascoltato dagli altri. È chiaro che quando hai qualcuno che ti dice: “Quello che hai fatto mi è piaciuto, l’ho capito”, è gratificante perché vuol dire che quello che hai fatto è arrivato dentro la casa di qualcuno.

Però anche quando questo non succede, in realtà per te è un invito a dire perché non sono riuscito a comunicare anche con quella persona, perché c’è stato questo fraintendimento musicale, però fraintendimento. Io me la vivo molto serenamente, poi se c’è la cattiveria, quella un po’ mi dispiace, però se io rimango sul giudizio, sul parere, quello lo vivo con serenità”.

Alla regia del videoclip del brano sanremese c’è Ilenia Pastorelli. Com’è nata questa collaborazione?

“Questo è un Sanremo a conduzione familiare. Io volevo solo amici vicino, quindi c’è Fiorella con me nella serata dei duetti, Ilenia che dirige il videoclip perché, lo dico con orgoglio, ho degli amici molto talentuosi. Il fatto di poterci incontrare, tutto viene amplificato perché dici è Sanremo, però io sono tanto orgoglioso delle persone che ho vicino che fanno parte della mia vita. E il fatto di poterci incontrare anche lavorativamente è bello.

Ilenia tutti la conosciamo come attrice, però anche da regista secondo me ancora deve scoprirsi per il pubblico. È il fatto che ci sia stato questo battesimo con me è per me un motivo d’orgoglio. Da amico dico: “Ah, che bello”.

Un’altra persona che ha sempre creduto nel tuo talento è Maria De Filippi. Volevo sapere se le avevi fatto ascoltare il brano e cosa ti aveva detto.

“Certo, ovvio, ma per me Maria è la prima persona a cui mandare queste cose. Mi ha detto in bocca al lupo, perché sa che sono scaramantico, quindi con me non si sbilancia troppo prima che succedano le cose. Io a Maria devo veramente tanto, tutto forse. Tanto, tanto tanto”.

Quali sono le tue aspettative su questo Sanremo? 

“Più che aspettative e speranze, cioè spero che esca il senso, l’attenzione con cui sono state fatte le cose, ma anche la leggerezza nel raccontarle. Spero che dicano che bel lavoro. Quello mi piacerebbe”.

Mi ha fatto sorridere quel video che hai messo del retroscena su Sanremo che mesi prima si fa la foto con il premio in mano. Ma tu che rapporto hai con la scaramanzia? Cioè, sei scaramantico?

“Io sono umbro, cioè per me quello è un folklore che va rispettato. Sai quando ti dicono “Non si sa mai, uno ci sta attento perché non se sa mai”. Per me è divertentissimo quello che succede intorno a Sanremo, anche questa cosa che va avanti da anni. Io non so, pensavo si sapesse. Invece sembra che ho svelato l’arcano. Nel momento in cui c’è il vincitore, poi chiaramente iniziano conferenze stampa, il giornale che deve andare in stampa non ha il tempo materiale e quindi si scatta tutti prima. Chi ha scattato ed è diventato vincitore gli ha portato fortuna e tutti gli altri meno”. 

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