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I ragazzi del Bambin Gesù 2: da aprile torna su Rai Tre in prima serata

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Dopo il successo della prima edizione, il documentario realtà I ragazzi del Bambino Gesù avrà un seguito e tornerà ad aprile 2018 sempre su Rai Tre.

il documentario di Simona Ercolani e con la regia di Marco Mangiarotti, è andato in onda lo scorso febbraio per 10 appuntamenti trasmessi in seconda serata sul terzo canale.

Si è ripercorsa la vita di 10 ragazzi colpiti da una malattia infame che ha modificato improvvisamente la loro vita, cambiandola per sempre.

Il bambin Gesù apre le porte alla tv

Per la prima volta, il Bambin Gesù l’ospedale pediatrico più importante d’Europa che accoglie 100mila pazienti l’anno da tutte le parti d’Italia, ha aperto le sue porte per portarci nel mondo dei piccoli pazienti che lo affollano.

Il progetto ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute e dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, volto a mostrare la lotta per la sopravvivenza di questi giovani pazienti che affrontano il loro duro destino con un coraggio da leoni.

In un’età in cui tutto dovrebbe essere leggero e spensierato, ci sono invece bambini ed adolescenti in lotta contro malattie terribili. La loro esistenza, non più fatta di giochi o scuola, viene segnata da flebo, medicine, visite e ricoveri. È così che la malattia diventa quotidianità.

I dieci protagonisti della prima serie

Nella prima serie del docu-reality abbiamo conosciuto 10 ragazzi di età variabile accomunati da un destino crudele: la malattia.

Roberto, Klizia, Annachiara, Flavio, Giulia, Caterina, Sabrina, Simone, Alessia e Sara, questi i loro nomi. Durante il corso del documentario se ne sono tratteggiati i caratteri, le emozioni, i desideri e soprattutto i sogni che rimangono nonostante tutto. Anche se malati, i protagonisti sono comunque ragazzi con tutte le aspirazioni della loro età.

Anche loro prima di ammalarsi avevano dei sogni nel cassetto e dei progetti che abbiamo conosciuto nel corso delle 10 puntate e che non sono per nulla svaniti.

Purtroppo è di questi giorni la notizia che uno dei dieci protagonisti, Flavio 14 anni, non ce l’ha fatta. Il Bambin Gesù ne ha dato notizia, ricordandolo in un post sulla loro pagina Facebook.

La seconda serie de I ragazzi del Bambin Gesù

Simona Ercolani, presente al Giffoni Film Festival 2017 insieme ad alcuni ragazzi dell’ospedale, ha ritirato il Giffoni Awards per il documentario ed ha parlato della seconda serie.

Ha annunciato che da aprile 2018 tornerà in tv e questa volta in prima serata. Nella seconda stagione seguiremo senz’altro ancora le vicende dei dieci ragazzi visti nella prima serie, oltre a nuove storie. La nuova stagione avrà anche un taglio internazionale in quanto la Ercolani ha raccontato di essere appena rientrata dalla Repubblica Centroafricana, dove si sta costruendo un nuovo ospedale con la collaborazione del Bambin Gesù.

L’autrice ha voluto sottolineare quanto il lavoro svolto all’interno dell’Ospedale sia stato   duro anche dal punto di vista emotivo:

“Siamo stati in ospedale un anno, abbiamo seguito le vicende di alcuni ragazzi e dei loro genitori per cercare di restituire quel che abbiamo visto nel modo più realistico possibile. La cosa che più ci ha colpito è stata la preoccupazione dei ragazzi di non voler far soffrire i loro genitori: una vera e propria lezione di vita per me”.

Una lezione di vita

La Ercolani ha voluto precisare l’obiettivo che si voleva raggiungere con questo documentario serie.

“L’obiettivo iniziale era raccontare l’adolescenza attraverso il filtro della malattia, partendo dal presupposto che la malattia è una cosa che capita, ma non definisce una persona. Durante le riprese abbiamo capito che la responsabilità era più ampia, che dovevamo rompere un tabù: portare in tv le storie di ragazzi affetti da malattie importanti, con la vita a rischio, situazioni che si tendono a nascondere più che a condividere. Molti ragazzi infatti ci hanno raccontato che alcuni amici si sono allontanati da loro, perché è faticoso stare vicini al dolore”.

C’era il pericolo poi che la serie venisse interpreta come un tentativo di fare pubblicità al Bambin Gesù, fraintendendone il significato.

Per fortuna nel corso della serie è emerso il vero intendimento: cioè che la serie fosse il modo giusto per mostrare la vita e il percorso di questi ragazzi combattenti e delle loro famiglie, uniti con i medici curanti contro la malattia.

Siamo certi che anche la seconda serie troverà larghi consensi tra il pubblico. Tra l’altro dal documentario è stato tratto anche il libro in vendita nelle librerie e dal titolo “I ragazzi del bambino Gesù” di Simona Ercolani, editrice Rizzoli.

Potete rivedere la prima serie de I ragazzi del Bambino Gesù su RaiPlay e cliccando QUI.

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