Dal 20 febbraio arriverà su HBO Max la serie in sei episodi di Marco Bellocchio, Portobello, presentata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, che ricostruisce la drammatica vicenda di Enzo Tortora, il celebre conduttore vittima di uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani; protagonista è Fabrizio Gifuni nel ruolo di Tortora, affiancato da Lino Musella, Barbora Bobulova, Romana Maggiora Vergano, Davide Mancini, Federica Fracassi, Carlotta Gamba, Giada Fortini, Massimiliano Rossi, Pier Giorgio Bellocchio, con la partecipazione di Gianfranco Gallo nel ruolo del boss Raffaele Cutolo e di Alessandro Preziosi, componendo un cast corale che racconta il caso Tortora tra televisione, giustizia e cronaca degli anni Ottanta.
“Portobello”, intervista esclusiva al regista Marco Bellocchio
Noi di SuperGuida TV, in occasione della premiere che si è tenuta a Roma, abbiamo video intervistato in esclusiva il regista Marco Bellocchio. Ai nostri microfoni, ha spiegato come mai ha pensato di realizzare una serie e non un film sulla vicenda di Tortora: “Il progetto inizialmente pensato come film è stato poi scartato perché troppo lungo e complesso per essere compreso in poche ore. Il racconto richiedeva spazio per mostrare entrambe le fasi del processo, sia la condanna che l’assoluzione, e condensarle in un unico film avrebbe tolto senso alla vicenda. Serviva quindi il tempo necessario per sviluppare correttamente entrambe le parti e dare giustizia alla storia”.
Marco Bellocchio ha poi sottolineato l’importanza di raccontare oggi la storia di Enzo Tortora: “È una storia dolorosa, segnata da una cecità comprensibile e incomprensibile, quella di certi giudici che avrebbero potuto capire e conoscere ma hanno scelto di non farlo, mossi dall’idea di un’infallibilità della magistratura allora predominante. Ci sono passaggi fondamentali da raccontare, come l’arresto di Tortora, e per questo abbiamo girato molto materiale su Portobello, necessario a rappresentarlo; tuttavia abbiamo compreso che serviva una condensazione, così il programma è presente nella serie senza essere ridotto, ma concentrato e sintetizzato. Il principio rimane quello di non retrocedere su elementi imprescindibili, ma il nostro lavoro consiste in un continuo compromesso: capire cosa si può comprimere senza dimenticare l’essenziale e cosa invece è indispensabile non sacrificare”. A chi gli chiede se ha timore che la serie possa essere strumentalizzata nel dibattito politico sul referendum della giustizia risponde: “Non ho paura”.