Montgomery e Jack, coinquilini al college, sono già stati socialmente condannati dall’intera comunità studentesca. Presi di mira dalla banda di bulli che imperversa nell’istituto, i protagonisti di Pizza Movie scoprono nel controsoffitto della loro stanza alcune pasticche di una droga sperimentale conosciuta come M.I.N.T.S. e decidono di ingerirle, ignari delle conseguenze.
Cominciano a essere vittima di allucinazioni sempre più assurde e stranianti, condizione che ben spesso finiranno per condividere con Lizzy, una ragazza accettata dal gruppo più popolare unicamente perché ricchissima, ma che si sente in realtà molto più affine a loro. Per evitare che l’assunzione della sostanza abbia conseguenze potenzialmente fatali, dovranno mangiare una pizza prima che le visioni raggiungano l’ultimo stadio…ma in un campus che li vuole morti, non sarà semplice completare quell’apparentemente scontata missione.
Pizza Movie: fino all’ultima fetta – Recensione
Molto spesso la comicità nasce dalla sproporzione tra la banalità dell’obiettivo e la serie di catastrofi che sono necessarie per raggiungerlo. Qui, come vi abbiamo esposto nella sinossi, arrivare a conquistare quella fetta di pizza diventa una vera e propria impresa, ricolma di situazioni paradossali.
Esordio alla regia del duo comico BriTANick, formato da Nick Kocher e Brian McElhaney e già autore di diversi sketch online nonché di collaborazioni al programma cult americano Saturday Night Live, il film è un gradevole divertissement all’insegna del nonsense, che rimastica archetipi e tradizioni del teen-movie in chiave demenziale dall’anima gonzo.
Tutto infatti viene esagerato con ironia e sarcasmo e quegli squarci allucinatori non fanno che trasformare il racconto in un delirio crescente e inesorabile, in grado di offrire quasi sempre spunti e soluzioni inaspettate fino all’epilogo.
A tutto gas
La sceneggiatura vive di escalation su escalation, con ogni gag che non si risolve immediatamente ma anzi si moltiplica, in una struttura narrativa sorprendentemente coerente. Il risultato è un film che funziona egregiamente come meccanismo comico a orologeria, dove le lancette si muovono all’impazzata e ogni elemento è espressamente lì per una ragione, anche quando questa travalica i confini della logica. Un racconto sul caos gestito con ordine quasi maniacale, un qualcosa di unico anche nelle proprie gratuite esagerazioni.
I due protagonisti reggono il peso di una regia che non concede loro mai una pausa. Sean Giambrone, volto noto per la lunga militanza nella serie The Goldbergs, e Gaten Matarazzo, familiare al grande pubblico per il ruolo iconico di Dustin in Stranger Things, danno vita a una chimica palpabile, sulla quale si regge d’altronde l’intera architettura della storia.
Va sottolineato come lo stile dei BriTANick non ammetta mezze misure: o ci si abbandona totalmente alla pura follia che permea l’ora e mezzo di visione, o si corre il rischio di rigettarla e arrivare a fatica ai titoli di coda. Pizza Movie corre e non lascia un attimo di tregua, tra teste che esplodono e babau dell’infanzia, tra bulli sui generis e farfalle parlanti (per di più con la voce di Daniel “Harry Potter” Radcliffe), in un irriverente caos che non guarda in faccia niente e nessuno.
Conclusioni finali
Anarchia unica via sembra essere il leit-motiv di Pizza Movie, teen-comedy che dietro un’ambientazione potenzialmente risaputa imbastisce un’odissea allucinatoria e surreale, scatenata dall’assunzione di una misteriosa droga dai molteplici effetti indesiderati, alcuni decisamente pericolosi.
Esilarante ed esagerato, è uno di quei film che dividono ma difficilmente lasciano indifferenti, con un ritmo al fulmicotone tra violenza e romanticismo, pulp e metacinema, assai più consapevole di quanto appaia in un delirio ragionato e fortemente citazionista.









